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Fiume Noce: storia vecchia


scorcio della foce

L’area martoriata da una lunga storia di eco-danni 

aronne pasticceria marcellina santa maria cedro calabria

TORTORA ” Ha recentemente destato scalpore la notizia dell’avvistamento di un banco di pesci morti nei pressi della foce del fiume Noce. L’allarme è stato tale che l’ufficio locale della Guardia Costiera di Praia a Mare ha effettuato delle ricognizioni con l’ausilio di sommozzatori per venire a capo del problema.
L’attenzione dell’opinione è rivolta prevalentemente al fatto che questa particolare zona di Tortora vive una serie di irrisolti problemi ambientali nonostante l’importanza e la bellezza del luogo. Difatti, sul Noce è in piedi da anni la proposta di costituire un’oasi protetta per preservarne il particolare ecosistema. In particolare va ricordato che sul corso del Noce, il fiume con la maggior portata nell’alto Tirreno cosentino, insistono diversi depuratori, di cui uno adibito allo smaltimento di liquami speciali e che, tempo fa, venne posto sotto sequestro dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione Econox, per poi riaprire qualche anno dopo. Poco distante da quest’ultimo è stata posta sotto sequestro preventivo dalla polizia municipale di Tortora, un intera area adibita a discarica e prossima al letto del fiume.
Andando poi ancora indietro nel tempo ci si imbatte nel problema, tutt’oggi attuale, dell’utilizzo dell’intera zona come discarica abusiva per rifiuti di ogni genere. Basti pensare che nel novembre del 2005 l’intera area venne posta sotto sequestro dalla Procura di Paola con un provvedimento del procuratore capo, Luciano D’Emmanuele, e del sostituto Francesco Greco nell’ambito dell’indagine denominata Nettuno. All’epoca dei fatti venne ritrovata una consistente quantità  di rifiuti elettronici come stampanti, monitor, fax: una vera e propria bomba ecologica.
L’anno successivo fu la volta dell’azione dei volontari della Prociv di Scalea che lungo la Valle del Noce, sulla Ss 585 fotografarono nelle piazzole di sosta diverse discariche di pneumatici di mezzi pesanti e leggeri, ma anche rifiuti vari come materassi, frigoriferi, cartoni. Partirono delle segnalazioni alle autorità  preposte, comprese quelle della confinante Basilicata chiedendo l’immediata bonifica dell’area.
A questo genere di problemi periodici ne vanno aggiunti altri di natura cronica come la messa in pericolo durante le esondazioni di alcune abitazioni costruite nei pressi del corso d’acqua.
Come è intuibile l’area non è nuova a problemi ambientali e necessiterebbe maggiore controllo dato l’indissolubile legame dell’ecosistema fluviale con quello del Tirreno, mare in cui il Noce sfocia. È semplice intuire le interconnessioni tra degrado ambientale del Noce e acqua sporca del mare con le relative ricadute sulle diverse attività  turistiche che insistono sulla costa.

Andrea Polizzo
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About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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7 comments

  1. Torniamo a il periodo in cui il così “osannato” depuratore è rimasto chiuso.Andate a rispolverare gli articoli e scoprirete (semmai vi interessa) che la morìa dei pesci, le chiazze nere in mare e l’inquinamento si sono verificati comunque.Allora Vi chiedo s’è giusto crocifiggere il lavoro altrui.Vi chiedo se avete mai ringranziato quel depuratore quando nell’estate di qualche anno fa, Tortora in ginocchio, a causa del malfunzionamento del depuratore com.le, vi a tolto dalla “merda”.

  2. Per “I Contestatori”: rispondo brevemente al tuo ultimo commento. Posto che siamo d’accordo su “cosa” rovini l’immagine del Territorio, l’inquinamento e non il giornalismo, in pratica tu chiedi di cantare e portare la croce. A mio avviso, se sul Noce c’è inquinamento, credo che scrivendone la cosa possa arrivare anche a chi il Noce non lo frequenta giornalmente. Quanto alle soluzioni credo che il pezzo contenga un esortazione a un maggior controllo da parte di chi è preposto a svolgere questo servizio.

  3. caro “i contestatori”, i discorsi come il tuo mi ricordano tanto quelli dei nostri cari politici allorquando, posti dinanzi a questioni “imbarazzanti”, replicano con un secco “non c’e’ alcuna prova di questo” o “questo e’ un uso criminoso dell’informazione”. Oppure quelli di quei soggetti che ostinatamente continuano a ricordare che, in fondo, ” chist’ e’ o paese do sole” , che abbiamo tanti musei e bei paesaggi… ma per piacere… ma lo vuoi capire che gente come te ha contribuito a creare la situazione vergognosa che abbiamo in italia dal punto di vista dell’informazione… anzi… sai che ti dico… ma chi me lo fa fare… torniamo insieme a guardare la defilippi e il grande fratello e buttiamo fango addosso a chi ci ricorda che ormai, in questa italia sbandata, la situazione e’ ben diversa!!!
    ps.
    Lo scopo principale del giornalismo non e’ quello di proporre o ragionare ma informare!!! e lo deve fare in maniere imparziale e libera. Mi pare che il nostro gestore lo faccia nel migliore dei modi.

  4. luigi rotondaro

    Credo invece che Andrea dia un gran contributo come giornalista a questo paese, sollevando problemi reali interessandosi a tutto quello che è il nostro territorio, parlando di cose belle e cose meno belle , dando la possibilità anche ad anonimi di dire la loro. Cercare si snobbare o sottovalutare certe problematiche da parte di questo anonimo “contestatore” può solo generare maggiore interesse verso il problema da parte di tutta la popolazione.
    Non ci resta che ringraziarlo.Saluti.

  5. Il tuo ragionamento non fa una piega, ma come la maggior parte della categoria non si propongono le soluzioni ma solo richieste di associazione che destabilizzano. Il giornalismo una volta proponeva, indagava, scovava e ragionava.

  6. …e io che pensavo che, a rovinare l’immagine del territorio, fossero: depuratori che non funzionano, copertoni, frigoriferi, computer, scaldabagni abbandonati, pesci morti che galleggiano nell’acqua, ecc…

  7. Questo giornalismo da strapazzo rovina l’immagine del nostro territorio con denucne senza fondamento. vergogna