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Quel che gli elettori non dicono


Così in fin giunse. La votazione di ieri del senato, 161 no, 156 sì, un astenuto ha sancito la caduta del Governo Prodi. Decisivi i diniani e Mastella.


Mi viene da sottolineare immediatamente due anomalie. Una elettorale. La votazione di ieri ha attestato la mancanza della maggioranza. Tutto il contrario di ciಠche invece ha certificato, ieri l’altro, il voto alla Camera. Effetti del “porcellum” dei quali Napolitano pare prender atto e non scioglie immediatamente le camere.
Un’altra, se vogliamo, storica tanto quanto beffarda. Prodi e la storia, beffarda, che si ripete. Assurto a leader dell’antiberlusconismo per gli antiberlusconiani di Italia, reisce a battere il Cavaliere per ben due volte e per due volte risana i conti pubblici. Per lo stesso numero di volte, poi, non reisce a valicare i due anni di Governo e sempre per la mancanza di tenuta della maggioranza che lo aveva scelto come leader. Tra il “fuoco amico” dei vari Turigliatto, il trasformismo del giullare politichese di Ceppaloni, e le anime liberiste alla Dini.

Ora via alle consultazioni. Lasciandosi alle spalle le non ben digerite decisioni di Prodi di consumare la crisi in Parlamento, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sentirà  prima i presidenti dei due rami del Parlamento, Bertinotti e Marini, poi i gruppi parlamentari con i leader di partito e infine i presidenti emeriti della Repubblica. Oggetto: Voto subito o governo istituzionale per la riforma elettorale? E in entrambi i casi: chi alla guida? Le consultazioni si preannunciano lunghe alla ricerca di una maggioranza in Parlamento.
Berlusconi è già  stato chiaro affermando, dopo aver riconosciuto al Professore l’onore delle armi, che puಠProdi stesso guidare il paese alle nuove elezioni (il sogno di Silvio è Aprile, votiamo subito e cacciamoci il pensiero!). Fini e Bossi la pensano come lui e lo hanno già  indicato come leader. Veltroni pare pensare, quanto meno in maniera ardita, a Gianni Letta, un fedelissimo di Berlusconi. Mentre D’Alema ed altri pensano a Marini.

Il fatto è che, chiunque traghetti alle elezioni dovrà  gestire la tensione da riforma elettorale.
Alcune forze spingono per il voto subito: Berlusconi che potrebbe cavalcare per la sua campagna elettorale l’immondizia di Napoli e i papa-boys in piazza contro quei “comunisti” che non lasciano parlare il Papa. A lui non importa quale legge elettorale, purché si voti. Si al “voto subito” anche per quei partitini che con il sistema con lo sbarramento morirebbero: la Lega di Bossi ne è un esempio. A proposito, italiani, gli avete sentito dire in questi giorni che c’è un popolo Padano pronto alla rivoluzione, pronto a imbracciare le armi? Gli avete sentito dire che Prodi, con l’acqua alla gola, ha tampinato Maroni e Calderoli per il voto in Senato da scambiare con il federalismo? Questa si chiama concussione elettorale. Ma, entrambe le cose, sono passate in secondo piano.
Dall’altra parte, le forze che vogliono la riforma elettorale prima del voto. Con referente il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, questa corrente è sostenuta dai vari Marini, D’Alema, Rutelli. Il loro schema è semplice: mettere in campo un governo per introdurre il sistema tedesco guidato dal presidente del Senato, Marini. Questo “governo tedesco” sarebbe un governo di transizione che riformi la legge elettorale sullo stampo di quella tedesca che, con un alto sbarramento, colpisce le piccole forze politiche ritenute la base dell’ingovernabilità . Veltroni del Pd, è per la bozza-Bianco e da tempo cerca un intesa con Berlusconi sulla riforma elettorale.

Io credo che non sia un bene andare al voto con questa legge elettorale che, per i brevi di memoria, è stata definita dallo stesso ideatore, il leghista Calderoli, “una porcata” da cui il soprannome di “porcellum”, facendo il verso al Tatarellum o anche Legge Tatarella (da Giuseppe Tatarella, suo principale ispiratore), ovvero il sistema elettorale in vigore nelle Regioni che prevede l’elezione congiunta del Presidente della Regione e del Consiglio Regionale. Inoltre il porcellum fu approvato con i soli voti della maggioranza parlamentare, senza il consenso della minoranza. Se si andasse al voto con questa legge, mi pare ovvio che si rivedrebbero le scene di due carrozzoni su cui salta sopra di tutto e pronti al frontale.
Io credo che al centro sinistra, a Prodi e a Veltroni in particolare, non dovrà  mancare il tempo per riflettere sulle cause di questa caduta rovinosa. Dare la colpa solo ed esclusivamente al sistema elettorale è riduttivo. Una coalizione troppo ampia, con un programma velleitario. Ma anche, come ho avuto modo di dire in precedenza, la delusione serpeggiante di un elettorato che si aspettava migliorie nel mondo del lavoro, con il debellamento del precariato. Anche una serie di carenze come indicate nell’editoriale di oggi di Ezio Mauro: “I risultati positivi di un governo che ha rovesciato il proverbio, razzolando bene mentre continuava a predicare male, non sono riusciti a fare massa, a orientare un’opinione pubblica ostile per paura delle tasse, spaventata dalle risse interne alla maggioranza, disorientata dalla mancanza di un disegno comune capace di indicare una prospettiva, un paesaggio collettivo, una ragione pubblica per ritrovare il senso di comunità , muoversi insieme, condividere un percorso politico.

Le consultazioni di Napolitano dureranno un po’, poi avremo la soluzione al dilemma voto subito/riforma elettorale. Ma, e qui concludo:
ci troviamo di fronte ad un punto di rottura, ad una cesura, nella storia politica italiana e ci apprestiamo a un salto, ad occhi chiusi magari, nel terreno del nuovo, dell’inesplorato che si auspica migliore? O stiamo vivendo semplicemente l’ennesima crisi che verrà  gestita dai soliti nomi, dalle solite facce ed a favore dei soliti nomi e delle solite facce? Io credo che in questa crisi “debba” essere letto l’ennesimo, insopportabile, sintomo della malattia del sistema politico italiano. I “dottori” che avevamo deputato a curare questo male per sanare il corpo Italia, hanno fallito. Falliscono da decenni.
“Cambiate le leggi elettorali, o tenetele uguali, stappate lo champagne in aula per la caduta di un governo come se foste all’osteria, oppure sputatevi addosso alla veneranda età  senatorile come è successo ieri: noi non vi daremo pi๠fiducia” questo mi piacerebbe sentir dire all’unisono.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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6 comments

  1. Non dare nessuna fiducia. Va bene. Non riesco a trovare soluzioni pacifiche. Sembra tutto uno stallo. Sarà la quiete prima della tempesta? Loro non cambieranno nulla. Solo i nomi ai partiti. Speranze di cambiamento sessantottine ora sono incollati alla poltrona e se ne andranno solo se qualcuno li manda via. Solo che la disillusione avuta da chi predicava cambiamento è talmente alta che impedisce all’azione. Cosa ci frena? Aspettiamo da altri la rivoluzione? Magari dalla Campania la guerriglia rifiuti?! Come ai tempi dei briganti contro i piemontesi?!

  2. Onestamente, sono contento che siano andati a casa. Non si poteva piu’ reggere una situazione del genere. Comunque voglio ricordare che parte della sinistra vuole un governo tecnico che duri almeno 10 mesi, ma guarda un po’ sti comunisti, 10 mesi e prendono pure la pensione xke’ compiono i 2 anni. bravi, e vergogna…. Comunque il mortazza si sapeva che cadeva, per vincere le elezioni si e’ dovuto portare duemila partitini che non superano neanche la sogli di sbarramento. Spero che l’era Prodi sia finita. Comunque anche ad elezioni anticipate, il pd fa un piacere a tutti se si presenta da solo, xke’ perdera’ e quando gli sbattono la porta in faccia!!!!
    La cosa che mi ha reso piu’ contento e’ la faccia di prodi il giorno della sfiducia, non rideva e aveva la stssa faccia degli italiani arrivati alla seconda settimana, preoccupata.
    Ora ci aspettano 5 anni con Silvio, e Gianfranco 🙂

  3. Franco Guerrera

    Caduto il Governo Prodi. La crisi della politica ha toccato il fondo. Governo caduto per colpa dei moderati (UDEUR) dice qualcuno (PRC). Nel frattempo succede una stranezza: il Governatore Loiero mentre invita e sollecita alla mobilitazione per costituire i circoli del Partito Democratico (quindi il centro sinistra) nel contempo ha i primi approcci con dirigenti regionali e nazionali per transfugare nel centro destra proprio per ricandidarsi con la Cdl alle prossime elezioni regionali del 2010 o addirittura nel caso di elezioni anticipate di farlo già nell’immediatezza e perciò come l’UDEUR starebbe per fare il salto della quaglia, accodandosi alla corte del Cavaliere.
    Ma sembrerebbe che i dirigenti del centro destra non siano affatto contenti e d’accordo e gli sbarrerebbero la strada già da subito.
    Voglio soffermarmi su un fatto di carattere informativo importante che forse a livello locale non si fa emergere, talvolta, dalla stampa locale, provinciale o regionale: “il Governo Prodi non è andato in crisi su conflittualità programmatiche importanti. Non è un caso che il Governo sia caduto proprio nel momento in cui, anche grazie alle battaglie fatte dalla sinistra e dai sindacati, era stata posta all’ordine del giorno la verifica sulle politiche economiche e sociali, sulla re-distribuzione delle risorse derivanti dal risanamento dei conti pubblici e dalla lotta all’evasione, da destinare per incrementare salari, stipendi e pensioni.
    L’attacco (sfiducia) al Governo é venuto dal centro moderato, da quelle stesse forze che in questi mesi sono state la zavorra che ha impedito il reale rinnovamento del Paese, attraverso il sistematico svuotamento del programma con cui l’Unione si era presentata agli elettori”.
    Franco Guerrera – iscritto al PS-PSE (ex SDI-Rosa nel Pugno) di Cosenza.

  4. Franco Guerrera

    Prodi non ce l’ha fatta. Il governo è stato battuto al Senato con i voti noti a tutti.
    Prodi dunque si è recato al Quirinale per rimettere il mandato nelle mani del presidente Napolitano.
    A mio modesto parere non si può lasciare l’Italia senza un governo. La crisi del governo Prodi apre un vuoto che sarà difficile, se non impossibile, da colmare e che può portarci dritti dritti alle elezioni anticipate. Leggendo i giornali e sentendo le opinioni degli altri, non mi sembra proprio che ci siano le condizioni per varare un governo istituzionale di fronte all’indisponibilità del centrodestra che si sente già la vittoria elettorale in tasca. Solo Prodi e il Presidente Napolitano possono prendere un’iniziativa per cercare di fare un nuovo governo basato su un nuovo programma.
    Questa crisi è stata sancita dall’aperta dissociazione di Mastella a cui si è accompagnato Dini, ma ha molti padri nella maggioranza appartenenti al PD. Ora però non è il momento di acuire le polemiche e le divisioni ma quello dell’unità del centrosinistra, che non deve dare per scontata la sconfitta.
    Voglio dire però che la legge elettorale e gli errori del Pd sono anche le ragioni della totale fallacia politica e culturale del progetto del Partito Democratico così come si è venuto a delineare fino ad oggi.
    E’ necessario rinnovarsi e in questo momento lo sta certamente facendo il PS-PSE e orgogliosamente voglio rivolgere accoratamente a tanti giovani, amici e compagni socialisti lo slogan che fu di Petro Nenni: “Rinnovarsi o perire”.
    Un’ultima curiosità, se così può essere definita, due giorni fa la Giunta delle Elezioni ha definitivamente rigettato i ricorsi presentati da Rosa nel Pugno, Idv, Verdi, Nuovo Psi, Udc, e che investivano cinque regioni: Piemonte, Lazio, Campania, Puglia e Liguria sulla mancata nomina di Senatori appartenenti ai suddetti Gruppi attribuendo invece ad altri Senatori dello schieramento soprattutto del nuovo PD.
    Siamo di fronte ad una decisione che viola apertamente le norme elettorali come è stato illustrato da autorevolissimi giuristi a cominciare dal professor Vassalli. Non c’era alcuna interpretazione da fare ma solo da applicare la legge alla lettera. Si tratta di un vero e proprio abuso di potere che bisognerà cercare di contrastare individuando le forme e i modi per potersi appellare alla Corte Costituzionale. Anche questo fatto, a giudizio di Borselli e Pannella hanno portato alla determinazione del voto in Senato. Il Partito Democratico non prendere tutto.
    Franco Guerrera – iscritto al PS-PSE (ex SDI-Rosa nel Pugno) di Cosenza.

  5. E’ vero ci hanno rotto le scatole, sono loro la cuasa dell aspesa pubblica sempre più altra.Pretendiamo che già da ora si lavori per ridurre del 50% tutte le rappresentanze negli organi, già per la prossima legislaltura.Inoltre ridurre le indennità del 70%., e ritornare al maggioritario.Solo a queste condizioni dovremmo andare a votare, perchè altrimenti sarà il solito magnamagna…………………………..

  6. Da dire che Cusumano o chi è lui..non doveva esprimere il suo voto come Udeur perchè la linea del suo partito era altra, doveva quindi votare come indipendete.Volevo poi dire, ma sapete che il collaboratore del Cusumano ha avuto nei giorni scorsi un contratto al Ministero dell’ambiente, com ‘è piccolo il mondo.Ma non era Berlusconi l’affarista?Cari Rossi-FalceMartello siete come tutti gli altri, non vi si addice il moralismo da 4 soldi che sbandierate, dopo lo scandalo Unipol, anche questa campagna acquista tentata, che squallore!Anche se un pò tutti sapevamo che non avreste retto, basti pensare al programma sottoscritto e non condiviso da tutti..Comunque stasera na bella pizza per pianificare come muoversi,la cdl si sta peparando anche da noi, a breve..Ciao

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