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Forse, domani, non so



Lettera aperta del corrispondente di zona de La provincia cosentina
Tra le righe di Martino Ciano lo specchio di una Calabria che non va

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Forse, domani, non so. Sono tre parole che rimbalzano da sempre nel vocabolario dei giovani calabresi e che manifestano tanto una voglia di sperare quanto di disilludersi velocemente nello stesso momento in cui il sogno comincia, e sebbene oggi questo fenomeno di speranza e di disillusione repentina si sia sviluppato in tutta Italia, in questa regione c’è da sempre non a caso abbiamo imparato un’arte nobile “quella dell’arrangiarci.
Lavoro da un anno con la Provincia Cosentina, forse sono la persona meno adatta e quella che meno avrebbe diritto a parlare, in quanto non ancora capace di leggere i meccanismi della stampa odierna. Ma questo sbarbatello, in questi giorni di crisi e di comunicati incrociati che appaiono sulle pagine del suo amato giornale, sta male perché il sogno potrebbe finire e la disillusione riportare tanti nella cinica realtà  che da sempre si respira in questa regione. In un anno ho solo appreso un infinitesimo dell’arte nobile dell’informare, chi mi ha seguito indicandomi il modo migliore per farlo, non si è posto con superiorità  ma in modo empatico, instaurando un rapporto di piena fiducia e stima, sicuramente tale rapporto non è stato riservato solo a me, ma a tutti ed è questo che mi fa ancora pi๠rabbia, che non mi fa leggere razionalmente la situazione, perché chi è capace di creare un gruppo del genere è difficile che non viva in eterno, ma ahimé questa è la Calabria e qui, solo in negativo purtroppo, tutto è possibile.
Certo la frustrazione di chi non riceve stipendio, di chi viene umiliato per due volte, perché non riconosciuto nel suo lavoro, è comprensibile. Non solo il danno ma anche la beffa, perché guarda caso, chi scrive su questo giornale non ha tanta paura di metterci la faccia e di andare incontro ad altro, ragion per la quale, la frustrazione aumenta perché se almeno non si ricevono compensi, che si riceva una gratitudine spirituale e non le solite scrollatine di spalle anonime ed ingiuriose che fanno sentire tutti non dei giornalisti o apprendisti di un’arte ma semplici scribacchini in cerca di notorietà .
Nei miei incontri ho sentito tante frasi senza senso, ma una mi colpଠed oggi la rileggo in questa situazione “non farti illusioni, la Calabria deve rimanere mediocre, chi prova a spiccare il volo diventa velocemente una quaglia solitaria. Bene sarಠfelice di sfatare questo mito insieme ai miei colleghi. Questo sogno deve continuare. Fino alla fine, cavalchiamo la tigre… anche se questa tenta di divorarci.

Martino Ciano


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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4 comments

  1. Martino, hai tutta la mia solidarietà per una situazione che ci accomuna. Io non so se non corrispondere quanto si deve a un collaboratore sia volutamente fatto per tenere la nostra regione nella mediocrità. So per certo che è un comportamento mediocre, fatto da mediocri. Andrea Polizzo

  2. Franco Guerrera

    Caro Martino ho appena finito di leggere sul post di Andrea Polizzo di tale “questione” e condividendo che “sei stato beffato”, …. non sapendo ma sicuramente ritenendo che ad essere “beffato” non è stato solo il “giornalista” Ciano – che non ha drammatizzato – ma ad essere beffati siamo stati un po’ tutti i lettori e non de: “La Provincia Cosentina”. Se è vero che la buona informazione passa anche attraverso la concorrenza di testate, ed io personalmente leggo maggiormente questo quotidiano, è sicuramente certo che ad essere beffati sono sempre “i calabresi”. Per questo e per altre cose, continueremo ad essere “beffati”. Tutti, dico tutti, hanno dimenticato il grande meridionalista Salvemini e sai perchè Martino, è semplice: “perchè di questione meridionale” non se ne deve più parlare. Si deve parlare invece di “questione settentrinale” ovvero quella di Bossi, e c’è chi fa a gara per parlarne.
    Martino, unitamente al bravo Antonello Troya, hai tutta la mia sosolidarietà. Tu stimatissimo Franco Guerrera.

  3. Un grosso in bocca al lupo! Crepi lo dico per te.. A me personalmente piace molto come scrivi, quindi se questo commento lo legge qualcuno de la Provincia, sappia che comportandosi da “mediocri” ci perde in qualità.

  4. Martino piena solidarietà, la circostanza che stai anzi state vivendo e voglio ricordare che a Tortora sono presenti anche altri due colleghi della Provincia, non è delle migliori, per cui la speranza è che entro breve possiate ritrovare tutti la vostra dimensione.

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