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Yellowjackets feat. Mike Stern live report



Esibizione indimenticabile per il quartetto americano
L’ ‘ospite’ Mike Stern incanta con la sua sei corde

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di Andrea Polizzo

SAN NICOLA ARCELLA ” Impeccabile e coinvolgente l’esibizione fornita dagli Yellowjackets e Mike Stern lo scorso 29 luglio a San Nicola Arcella.
Nell’ambito del Peperoncino jazz festival, la data sannicolese è stata ospitata in una stupenda location: un giardino privato all’interno del parco del palazzo del Principe Lanza. Suona strano, ma la vista è da mozzafiato. Il Golfo di Policastro è disegnato nella notte dalla punteggiatura delle illuminazioni dei comuni rivieraschi.
A preparare, accompagnare e rendere pi๠piacevole le note un rosso delle cantine Odoardi proveniente dal terinese, servito e ‘spiegato’ dagli impeccabili sommelier della delegazione cosentina della Fisar.
Gli Yellojackets si lasciano un pಠattendere ma una volta sul palco ripagano ampiamente la platea composita dei curiosi e, soprattutto, degli appassionati. Ma la musica, quando è buona, non bada ai generi e rapisce. Punto.
C’era molta attesa per l’ospite del gruppo americano. Uno che, per dirne solo una, ha suonato per Miles Davis. Jeans neri come la t-shirt, capello lungo biondo imbiancato e un espressione divertita ed adolescenziale che fa pendant con i suoi movimenti. Si presenta passeggiando nel giardino: “Hello, I’m Mike Stern” dice a tutti. Sale sul palco e imbraccia la sua sei corde. Nelle due ore e passa di concerto fraseggia con gli altri e ammalia sciorinando i suoi solo. Quando non suona si accomoda e dalla sedia guarda che combinano gli altri. Non smette mai di sorridere, di divertirsi.
Della formazione originaria dell’81 sul palco ci sono Russel Ferrante e Jimmy Haslip. Il pianista ha movimenti nervosi ma stende rilassati tappeti sonori per gli altri strumentisti. Haslip caracolla. A non sapere chi è, non ci si scommetterebbe sopra un soldo. Invece sforna la miglior performance dei 5 artisti e con il suo basso riempie tutto.
A turno ognuno dei musicisti sul palco incanta. Bob Mintzer sembra distante da tutto e da tutti. Quando non soffia nel sax gironzola nella parte posteriore del palco. Si siede e fissa lo sguardo nel nulla. Ma quando tocca a lui si inserisce con non-chalance e ti fa sentire tutte le note. Le pelli le percuote Marcus Baylor da Saint Louis, con gli Yellowjackets da 8 anni ma batterista da quando ne aveva due. Impressiona soprattutto per la delicatezza con cui usa le spazzole.
Tutto perfetto nella notte sannicolese. Il Peperoncino jazz festival attraversa l’estate calabrese dallo Ionio al Tirreno quasi senza sosta. A giudicare da quanto visto martedଠscorso, trovarlo non è difficile: basta seguire le tracce di ottima musica che si lascia dietro.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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