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Ambientalisti contro il porto di Diamante



bt.it pubblica una lettera spedita dalle sigle altotirreniche
Emergenza cemento. Soluzione parco marino della Riviera

francesco barbir barbiere taglio capelli santa maria del cedro calabria colore acconciature barba

di
Movimento ambientalista di Diamante e del Tirreno
Verdi del Tirreno Cosentino
VAS (Verdi Ambiente e Società )
L’Altrasinistra di Belvedere M.mo
WWF Praia a mare 

No alla politica dei porti.
Si al Parco marino della Riviera dei Cedri.
Diamante: La scogliera che scompare  

DIAMANTE – Diciamo ancora una volta di no a questo porto per una semplicissima ragione: perché vedremmo scomparire la pi๠bella scogliera d’Italia.
Una scogliera già  messa in pericolo da decenni dall’attuale struttura portuale che senza ritegno e spesso senza alcuna autorizzazione ha distrutto scogli e Posidonia nel disinteresse generale ed in nome di una difesa di un imprenditorialità Â  locale che poco hanno a che fare con l’ambientalismo. Questo porto va quindi fermato, e  va fermato principalmente dai diamantesi che non hanno secondi fini e di quanti hanno a cuore la nostra splendida scogliera e tutto l’ecosistema ad essa collegata.
Ben sappiamo gli interessi economici che ruotano attorno alla struttura portuale e questo ci viene ben fatto capire dall’ampio trasversalismo partitico e politico che si è creato attorno all’approvazione del porto. Tutti adesso vogliono salire sulla barca del vincitore e fanno a gara per non perdere i posti in prima fila oltre a tutto l’indotto che si creerà  per qualche posticino di lavoro e per la gestione finale della struttura. Una struttura che come abbiamo pi๠volte detto negli ultimi dieci anni non porterà  alcun beneficio alla popolazione diamantese e basta vedere cosa hanno prodotto gli altri porti della costa tirrenica per capirlo per bene.
Il porto di Cetraro in mano alla mafia ed alle spadare, quello di Amantea completamente chiuso dalla sabbia oltre che dalla magistratura paolana per mafia, quello di Belvedere inutilizzabile durante il mare mosso per l’imbocco pericoloso, lo stesso molo di Diamante privatizzato completamente cosଠcome lo sarà  con Santoro con un indice di inquinamento per 270 metri dal suo imbocco.

Il porto di Diamante, lo sappiano bene i commercianti, non porterà  assolutamente nulla di nuovo alla nostra precaria economia, anche perché come da tempo detto la ex sala conferenze verrà  usata per attività  commerciali e ciಠvorrà  dire sicuramente un bar, un ristorante, un edicola, e via dicendo. Vorrà  dire che l’eventuale diportista di passaggio a Diamante nemmeno metterà  piede sul lungomare ma si fermerà  direttamente nel porto, come peraltro già  avviene nel porto di  Maratea.
Ma quello che pi๠verrà  danneggiata sarà  la Riviera Blu. 450 posti barca vorranno dire un inquinamento altissimo e la produzione di oli e altro che porteranno il divieto di balneazione per tutta la spiaggia. Bisognerà  anche mettere nel conto il vasto movimento di correnti che creerà  la costruzione del braccio, fino ai 7 metri d’altezza,  che metterà  in pericolo non solo la Posidonia ed i ritrovamenti archeologici marini, ma soprattutto la spiaggia stessa che verrà  anno dopo anno erosa dal movimento marino che spezzandosi al muro del porto si sposterà  proprio sulla Riviera Blu e oltre.
La bellezza della scogliera di Diamante, nota a Matilde Serao, verrà  completamente sconvolta, e lo “scoglio di luna”, quello del “leone” e tutti gli altri che rappresentano la nostra memoria  storica si perderanno per sempre. Lasceremo alle nuove generazioni una larga pista di cemento, migliaia di scogli drenati, un muraglione alto 7 metri dietro il quale tramonterà  il sole, un bel parcheggio per le auto ed una pompa di benzina. Proprio un bell’affare per tutti i diamantesi e quanti vengono a Diamante per la bellezza della scogliera.
 L’unica soluzione alla politica dei porti nel Tirreno cosentino resta l’avvio immediato del Parco Marino della Riviera dei Cedri già  approvato dalla Regione Calabria che rappresenta l’ultimo baluardo per fermare speculazioni edili di ogni genere e inquinamenti. Il Parco Marino della Riviera dei cedri produrrà  turismo ecosostenibile, lavoro stabile e sicuro, rivalutazione della pesca locale e dei pescatori, rinaturalizzazione dei fondali ,delle correnti e delle coste, rivalutazione delle isole di Dino e di Cirella , fermo della nautica piccola e grande nelle aree di Posidonia, ripopolamento della fauna e della flora marina distrutta dalla pesca a strascico.    

DIFFONDI QUESTE FOTO ad amici, giornalisti, ambientalisti. Vogliono distruggere la pi๠bella scogliera d’Italia. un pericolo  incombe su tutta la cittadina di Diamante ( cosenza) ed è la cementificazione di tutta la scogliera sottostante il paese per costruirci l’ennesimo porto.  CLICCA QUI PER VEDERE LA SCOGLIERA PIU’ BELLA D’ITALIA



About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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