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Balneabilità, ecco i dati Arpacal


Diffuso il rapporto annuale della campagna di monitoraggio


I dati presentati al 2° Forum sulla Balneazione in Calabria

 

DI GESTIONE

 

CATANZARO – L’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Calabria (Arpacal) ha diffuso i dati della “Campagna di monitoraggio delle acque di balneazione, primo trimestre 2009 (1 aprile – 30 giugno)”.

 

I risultati sono stati presentati lo scorso martedì 14 luglio nel corso del “II° Forum regionale sulla Balneazione in Calabria” svoltosi nella sala convegni dell’hotel Baia dell’est di Caminia di Stalettì (Cz).

 

All’incontro, patrocinato dalla Regione Calabria, e al quale hanno partecipato le istituzioni locali e le Arpa del sud, l’Arpacal ha illustrato i suoi programmi d’azione nel monitoraggio di tutti i fattori di pressione che incidono sul mare calabrese.

 

Questo i dati forniti dal quadro sintetico regionale. Male la provincia di Cosenza che, rispetto ai dati dell’anno scorso, si ritrova con 4 chilometri in più di spiaggia non balenabile. Segno negativo (-1,2) anche per Vibo Valentia. Stabile Crotone. Migliorano le restanti province (+5,4 Catanzaro e +3,8 Reggio Calabria). In totale ci sono 4 chilometri di costa balneabile in più nella regione.

 

Il rapporto dell’ente regionale evidenzia come la regione risenta delle grandi piogge dei mesi invernali, con relativo ingrossamento dei fiumi e conseguente apporto a mare, provocando anche alcune disfunzioni della rete fognaria ed in particolar modo il cattivo funzionamento delle pompe di sollevamento.

 

Questo l’esito del trimestre aprile – giugno 2009 per la provincia di Cosenza.

 

“La situazione – si legge nel rapporto Arpacal – è molto complesso e, per tale motivo, distinguiamo tra Tirreno e Ionio.

 

Nel Tirreno cosentino quasi tutti i comuni sono interessati da analisi sfavorevoli delle acque di balneazione. Sono pienamente confermati tutti divieti temporanei art. 7 elencati in delibera e si vanno ad aggiungere anche nuovi tratti interessati all’inquinamento microbiologico, come ad esempio a Paola, presso il Torrente San Domenico e vicino al canale depuratore con alti valori di coliformi, Fuscaldo, presso i Torrenti Mercaudo e Tappeto, Diamante, di fronte l’isola di Cirella e Amantea.

 

Per lo Ionio, invece, si sono presentati numerosi esiti sfavorevoli in diversi comuni ma con valori di poco sopra il limite soprattutto per il parametro streptococchi. Comunque le situazioni peggiori si presentano nei comuni di Rossano, Cariati, Corigliano Calabro, Trebisacce (in prossimità del torrente Pagliaro), Pietrapaola (Torrente acquaniti), Cassano allo Ionio e Mandatoriccio”.

 

Nel quadro particolare del Tirreno cosentino, si evidenziano divieti temporanei alla balneazione in molti comuni: Amantea, Belvedere Marittimo, Bonifati, Fuscaldo, Paola, Praia a Mare, San Lucido e Santa Maria del Cedro. Rispetto all’anno precedente, spariscono dall’elencazione i comuni di Scalea e Tortora.

 

Scarica il rapporto in word


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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One comment

  1. E possibile che l’unica ricchezza che avete tra mere e montagna non la si sa sfruttare ???continuate a inquinare dirigenti e politici che la gente fra un po non arriva piü in Calabria tra le acque inquinate tra servizi insufficienti e prezzi cari ,cambia rotta e fa bene ..Credetemi quando leggo queste cose il mio cuore piange di rabbia non si sa appezzare quello che si a una ricchezza che potrebbe portare milioni e invece si sta distruggendo per l`incapacità della classe politica calabra che non tiene cura del territorio,