Sull’Alto tirreno cosentino tante potenzialità ma scarsa organizzazione
Se ne è parlato in un convegno organizzato da Mondocultura Athena

DI GAETANO BRUNO
ALTO TIRRENO – Turismo croce e delizia dell’alto tirreno cosentino. Se le potenzialità naturalistiche, storiche e attrattive del comprensorio sono indiscutibili, altrettanto difficile da smentire è la mancanza storica di una visione e di un’azione industriale del settore nell’intero ambito territoriale votato prevalentemente ad una visione municipalistica.
La cooperativa Mondocultura Athena con il convegno di domenica (foto) alla presenza di rappresentanti dei comuni della riviera dei cedri oltre che del presidente della comunità montana Alto Tirreno cosentino – Appennino paolano, Riccardo Benvenuto, e dell’assessore provinciale al Turismo, Pietro Lecce, ha gettato un nuovo sasso nello stagno per superare il campanilismo turistico ma, come ha ricordato il sindaco di Tortora Pasquale Lamboglia, non si tratta del primo tentativo.
Giace, infatti, all’assessorato regionale alla Cultura un progetto del 2000 sul museo diffuso, così come già più volte si è avanzata l’idea di un cartellone unico degli eventi estivi nella riviera dei cedri senza però riuscire mai a costruirlo.
Migliorare la qualità dei servizi e studiare e mettere in campo eventi di nicchia a carattere culturale, gastronomico orientati a particolari target di turisti è certamente un buon punto di partenza. Lo testimonia su tutti il festival del peperoncino che quest’anno festeggia i suoi 18 anni.
Eppure il comparto turistico è costretto a fare i conti con problemi atavici. La speculazione edilizia degli anni ’80 con l’acquisto di seconde case ha favorito la cultura della villeggiatura e non della vacanza. La proliferazione di abitazioni ha portato con se, poi, altri problemi: la difficoltà di monitorare i flussi e di studiare le tipologie di turista per determinare il “cosa” offrire, tra le altre.
In più persistono le carenze infrastrutturali. Tra l’A3 eterna incompiuta, le inadeguate strade provinciali, la mancanza di un approdo aereo, e la portualità poco diffusa, il rinnovamento dei flussi turistici nel breve periodo diventa praticamente impossibile.
Di fronte a questi problemi, nonostante le tante specificità dei singoli comuni e le molteplici iniziative messe in campo, sembra dunque sempre più larga la forbice tra i reali risultati ottenuti dall’industria turistica e le potenzialità che finiscono per scontrarsi con le farraginose politiche di gestione del territorio ai vari livelli.
Basta ricordare quanto accaduto lo scorso anno con il problema diffuso della depurazione che potrebbe aver scoraggiato anche gli storici villeggianti del territorio tirrenico.

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sig. giuseppe mi spiace per lei, ma le comunico che la mia famiglia ha un’attivita ricettiva turistica più che trentennale …. io vivo e lavoro lontano da tortora! ma ho cmq investito a tortora con la speranza di una rinascita che tarda ad arrivare!! sono da quindici anni che vivo lontano (sono anche sposato e con prole) è ho cmq la residenza giu! forse ci credo + di lei. ho girato x tutta l’italia e ed europa ma le garantisco che nessun operatore turistico che si puo chiamare tale si permette di dire” che ci vieni a fare se nn ti piace”!
sono della stessa opinione di risorto………………i problemi vanno affrontati e chi comanda e i vari imprenditori di zona non devono mettere la testa sotto la sabbia ma fare tesoro delle lamentere di chi viene a tortora (per turismo)perchè solo facendo tesoro delle altrui idee e prosposte si potrà migliorare questo paese che a mio avviso ha tante potenzialità
sig. giuseppe il suo tenore appare fuori luogo
… si facvcia servire dall’umilità e della lungimiranza… lei che afferma di essere operatore turistico da oltre un decennio avrebbe dovuto sviluppare una cultura del dialogo, dell’attenzione verso gli altri, avrebbe dovuto sviluppare la cultura del rispetto per le idee altrui… ma soprattutto in quanto imprenditore deve rimanere agganciata alla realtà approssimativa, indecente e diseconomica di questo brutto paese…. non può un imprenditore essere distruttivamente lapidario ed affermare ma chi ci viene a fare…. non è segno di ospitalità non è segno di cultura dell’accoglienza… me la faccio dire lei ha fatto flop e se gli operatori a tortora sono come lei capisco del suo versare in condizioni malconcie…. ma mi faccia il piacere direbbe un grande della storia teatrale italiana…
Una volta ad un Porta a Porta in cui si discuteva di sviluppo economico del paese un politico ormai molto anziano ha osservato che negli anni sessanta si discuteva di incrementare il turismo nell’Italia meridionale perchè in quel settore si poteva fare ed ottenere molto, ma nessun governo ha favorito quel settore. Il paesaggio della marina di Tortora, paragonabile a quei tempi, al paesaggio di Paradaise non è stato tutelato e si è dato spazio a tante brutture. La mancanza di adeguate strutture (i pochi alberghi esistenti sono spariti); le attività commerciali sono quasi tutte a livello del mercato e bar e ristoranti non hanno personale adeguato.Se vogliamo ciò che altre località turistiche offrono dobbiamo montare in auto e spostarci verso Praia, Maratea o Diamante. Non voglio essere pedante e saccente, ma il ragionamento di Michele è esatto ed aggiungo che chi ha investito e ci viene porta danaro alla comunità che dovrebbe fare di tutto per rendere accogliente la località e non dire:”che ci vieni a fa”. Fortunatamente ci sono persone che cercano di migliorare e salvare il salvabile. Maria37
turismo a tortora..be bisogna vedere che cosa si intende per turismo!?!?
diciamo che nel nostro paese e’sempre esistita l’arte dell’arraffare jollymax ha colto nel segno…e anche il cosi detto: tanto adda passa’stu misi di agustu ca tutti si ni vannu!!!!(scusate il dialetto,tanto l’italiano non e’che sia meglio) che effettivamente un domanda ce la dovremmo porre un po’tutti noi,i cosidetti operatori turistici a tortora cosa danno alla collettivita’???o siamo sempre del parere che le varie amministrazioni debbano fare si che il tutto fili liscio e che il cosidetto turismo si evolga tipo “portofino o costa azzurra”sperando che Briatore parcheggi per errore il suo yacht o boat a castrocucco!!!
sognare e’bello,pero’svegliarsi al mattino o primo pomeriggio in un altra realta’ penso che sia una cosa diversa.quindi bisogna sopratutto rispettare le persone che in tortora hanno creduto e investito i loro denari,e poi sedersi e cercare di risolvere i vari problemi ASSIEME all’amministrazione comunale e le varie associazioni(se ce ne sono)
e dopo farsi un bel esame di coscenza e da tortorese d.o.c.che mi reputo( anche se a tortora non ci vivo da quasi 20 anni)toglerci di dosso l’invidia negli altri e il volere a ogni costo essere superiori(segno a mio parere di una grande ignoranza)per arrivare a fare turismo a tortota ce ne vuole e tanto.
…datevi da fa’..avete una nuova amministrazione usatela..dialogate con loro e fate si che tortora possa essere una cittadina bella e accogliente per tutti.
Onestamente il commento di Daniela non sembra x niente offensivo…Anzi, credo che sia stata fin troppo educata!!!
Sentirsi rispondere E CHE CI VIENI A FA’ dopo avere investito in un paese con un potenziale Turistico enorme ma sostanzialmente disastrato…….
Sign.ra Daniela, si risparmi le offese per qualcun’altro, a me non sembra che il mio commento fosse offensivo. Cosa ben diversa, invece ha fatto la Sig.ra Maria37. Non abbiamo bisogno di chi elenca solo le cose negative e di chi a questo paese ha dato un apporto tutto da dimostrare. Ancor meno di chi offende senza neanche cososcere l’interlocutore. Faccio turismo da più di dieci anni, invece lei sig. Luigi cosa ha fatto perchè lo stesso migliori qualitativamente. Se per lei le offerte di Tortora sono nulle svaluta il duro lavoro di chi ivece si prodiga con passione giorno dopo giorno. P.S. non ho certo bisogno di essere scusato da lei.
elencare i vari problemi di tortora non vuol dire disprezzare ma solo cercare di fare aprire gli occhi a chi comanda, quindi è da stupidi scrivere e che ci vieni a fare….. ognuno di noi ha investito in questo paese perchè ci credeva nelle potenzialità che questa terra offre, ha bisogno solo di persone che le sappiano sfruttare al meglio…. riponiamo fiducia nella nuova amministrazione
da tortorese chiedo scusa a maria37, cmq dalla risposta che hai avuto puoi comprendere la propensione ” turistica “del paese… tortora deve capire gli errori fatti ed ammettere la nullità delle offerte, e speriamo che i depuratori fun zionino!!!
vi rendete conto che l’unica cosa che hanno saputo fare è quella di impadronirsi della nostra spiaggia? se ci pensate bene noi Tortoresi non possiamo fare neanche il bagno oramai, e i nostri imprenditori quale ritorno danno alla collettività?
il turismo lo fa’ l’operatore non le amministrazioni.
A Tortora non esistono operatori turistici, esistono solo poche partite iva che hanno lo scopo di arraffare il più possibile nel breve tempo possibile. Ditemi voi: dove sono gli investimenti sennò?
Purtroppo avendo interessi uno ci viene ed ha a che fare anche con persone poco educate che per fortuna sono poche. Maria 37
se non apprezzate, che ci venite a fà….
Che il turismo in zona fosse malmesso è cosa nota. Per quanto si possa amare il territorio non si può negare che si è fatto poco e male. Ciò che viene offerto non è di qualità e di costo elevato. Non me ne voglia chi sostiene il contrario. Maria37
ma Aristide aveva finito il caffe’ e tutti i gelati?
Pur trovando ammirevole l’impegno profuso per l’organizzazione di eventi turismo centrici come questo, mi permetto di dissentire sulla scelta dei relatori. Non ho visto tra i relatori degli esperti di Turismo o di sistemi turistici locali, ma solo politici. Sicuramente la sponda della politica serve per coadiuvare l’operato dei privati proponendo le linee programmatiche sul settore turismo, ma è altrettanto certo che difficilmente chi fa politica è anche specializzato in un settore specifico quale quello dei sistemi turistici locali o sul turismo in generale. Anzi, a ben vedere, è stata proprio la scellerata gestione politica delle amministrazioni dell’atc a impedire il decollo di progetti come quello denominato “riviera dei cedri” di cui sono rimasti solo dei simpatici cartelli stradali e poco altro. Ricordando le parole del Patron del festival del peperoncino, sempre giustamente ricordato come esempio da seguire, il festival è riuscito ad arrivare al diciottesimo anno perchè l’accademia del peperoncino è riuscita a non politicizzarsi. Detto questo, mi auguro che i prossimi appuntamenti colmino le lacune che mi sono permesso di evidenziare. Nulla di personale contro gli organizzatori, ma se l’intento è quello di migliorare l’offerta turistica e far diventare l’atc una meta appetibile, l’approccio alla problematica dovrebbe essere nettamente differente.
invecedi guardare troppo in alto, es. aereoporti e autostrade vediamo tutti gli errori che sono stati commessi come non creare attività nella piazza stella maris che all’ultima festa l’unico servizio era quello dei panini, praticamente per un caffè o un gelato mi sono spostato a praia e questa cosa fa migrare gli stessi turisti locali a paesi limitrofi che fanno profitto con le carenze locali, quindi prima di attirare attenzione a livello nazionale o addirittura internazionale cominciamo a servire meglio quella locale.
ps. queste mi sembrano riunioni che non portano a niente, questa amministrazione si deve concentrare sui fatti…….