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Tortora, ancora disagi nelle frazioni montane


Nuova segnalazione disagi a viabilità da Sant’Elia
I cittadini critici con amministrazioni di ieri ed oggi

DI ANDREA POLIZZO

TORTORA – Vivere perennemente col timore di rimanere isolati dal resto del mondo. Succede in molte delle frazioni montane del Comune di Tortora.

In questi giorni fioccano le segnalazioni di criticità sul territorio montano tortorese, in particolare legate alle vie di collegamento. Le forti piogge dell’autunno e dell’inverno scorso hanno lasciato il segno sulle molte frazioni in cui è divisa l’area montana di Tortora, per metà all’interno del Parco nazionale del Pollino. Un territorio densamente spopolato che pure costituisce la stragrande maggioranza dei 60 chilometri quadrati del comune maggiormente noto per il suo affaccio sull’Alto Tirreno.

Le segnalazioni delle popolazioni montante hanno iniziato a prendere sempre di più la via della rete. Proprio da internet, infatti, arriva l’ennesimo allarme. Questa volta in frazione Sant’Elia. Un utente di facebook ha pubblicato una foto che mostra lo stato della strada che collega Sant’Elia con il resto del territorio risalente a due mesi fa. Nell’immagine si nota lo stato precario del manto di asfalto e l’allagamento di almeno metà della carreggiata. “A due mesi di distanza – confida il cittadino – nulla è cambiato nello scenario. Se non si provvederà quanto prima, la strada è destinata a franare e cinque famiglie residenti a rimanere isolate”.

Oltre alle precipitazioni dei mesi scorsi, a generare questo stato di allarme tra le popolazioni delle contrade, la scarsa cura che le amministrazioni succedutesi alla guida del Comune hanno prestato alle strade che collegano queste aree con il centro storico e di qui con il popoloso quartiere Marina.

Gli abitanti delle frazioni montane non fanno mistero dell’insofferenza verso gli amministratori del passato e del presente.

“Dell’esistenza delle frazioni montane, ormai – scrive una ragazza – ci si ricorda soltanto in tempo di elezioni perché fanno la differenza. Cambiano i sindaci e gli assessori – si legge ancora in internet – ma la minestra è sempre la stessa. Eppure le strade che conducono alle frazioni montane le conoscono. Si tratta degli stessi itinerari che attraversano in piena campagna elettorale, che percorrono quando si svegliano dal letargo per racimolare qualche consenso”.

Solo qualche giorno fa, il sindaco del Comune di Tortora, Pasquale Lamboglia, a seguito di una denuncia di pericolo da parte degli abitanti di Massacornuta aveva spiegato che la risoluzione di questo genere di disservizi alla popolazione è legata a tempi lunghi e a cifre ingenti da reperire in un periodo di difficoltà economiche oltre a promettere che “Appena possibile – ha dichiarato Lamboglia – storneremo fondi dal bilancio per i necessari interventi e per riavviare l’ordinaria manutenzione”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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2 comments

  1. Francesco Stuppello

    Anche se l’articolo ha tema il problema di viabilità delle frazioni montane, di cui abbiamo discusso anche su facebook, volevo segnalare anche un altro problema che interessa la via di accesso che da Tortora paese porta verso le Sarre e da qui verso il resto del nostro territorio montano.
    Nel rione “Casa di la vecchia” uno dei riquadri fatti di san pietrini che servono da antiscivolo alla disastrosa pavimentazione fatta nel centro storico anni fa e ripristinato nel luglio 2009, ha iniziato a sfaldarsi e i san pietrini sono sparsi lungo la strada. Gli stessi oltre a provocare danni per la buca che si sta creando, possono portare altri problemi alla circolazione se qualcuno malauguratamente dovesse cadere con qualche motociclo per colpa degli stessi.
    Oggi il problema costa una mezz’oretta di tempo, un mastro e un pò di malta cementizia… domani potrebbe costare molto di più!!!
    Oltre al fatto che non è un bel biglietto da visita per la montagna e per la comunità intera.
    Il problema esiste già da qualche giorno ma vedo che nessuno se ne interessa e mi sono permesso di segnalarlo.

    P.S. Quando si commissionano i lavori, non si possono mettere anche delle eventuali sanzioni alle ditte esecutrici, nel caso in cui il lavoro svolto, come in questo caso vada subito in deperimento.
    Diversamente ripaghiamo quanto abbiamo già pagato!!!

    Chiedo scusa se sono andato fuori tema.

  2. Maceri Michele

    Basterebbe incanalare l’acqua, e sulla strada buttarci un po ti materiale per appianarla. Certo non è il modo per fare un lavoro per bene, e molto probabilmente rimarrebbe l’unico intervento fatto, ma forse potrebbe avere due importanti risultati: – non avere un enorme dispendio economico, – bloccare l’azione dell’acqua e far in modo che non vi sia il pericolo costante che da un momento all’altro la strada possa franare. E’ così complicato fare un intervento del genere? Possible che vi debbano essere dei problemi di burocrazia talmente forti, da impedire un intervento immediato ed eliminare la paura di rimanere isolati per i cittadini che vi risiedono. Io mi chiedo ma qualora la strada crolli, visto che di questo passo rimanendo le cose come stanno le possibilità si incrementano sempre di più, quali sarebbero i tempi d’intervento, e soprattutto quanto costerebbe rifare un tratto di strada nuova????