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San Sago, Lamboglia: “Maggiore controllo”


Lamboglia sprona la Provincia dopo l’articolo de Il mattino
Nel depuratore di San Sago anche il “percolato campano”

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DI ANDREA POLIZZO

TORTORA – “Quanto riportato su Il mattino di Napoli non ha sortito alcuna reazione se non un maggior convincimento nel sollecitare le autorità preposte ad effettuare controlli sugli impianti di San Sago”.

Pasquale Lamboglia, sindaco di Tortora, ne è convinto: le recenti notizie diffuse dall’autorevole quotidiano partenopeo sono un ulteriore stimolo a chiedere maggior chiarezza e controllo su quanto avviene nell’impianto di depurazione situato in località San Sago di Tortora e gestito dalla Ecologica 2008 Srl.

L’articolo pubblicato martedì 8 febbraio su Il mattino, a firma del giornalista Gigi Di Fiore, fa riferimento al recente scandalo degli illeciti smaltimenti del percolato prodotto dalle discariche campane. Citando fonti giudiziarie, il giornalista campano sostiene che dal trasporto per lo smaltimento fuori regione dei rifiuti come il percolato provengono i maggiori guadagni illeciti oltre al rischio di incappare in privati senza scrupoli che si affidano direttamente al mare.

Tra le destinazioni del percolato campano, l’articolo cita “Tortora, in provincia di Cosenza”. La diffusione di stralci di questo articolo, ha provocato reazioni inconsulte nel paese altotirrenico con conclusioni drastiche quali la richiesta di querela per il giornalista reo, riportando fatti resi da carte giudiziarie, di aver infangato la rispettabilità turistica del centro balneare e provocato gravi danni di immagine.

“È bene chiarire – ha sostenuto Pasquale Lamboglia – che l’impianto in questione è da anni autorizzato a ricevere e trattare rifiuti speciali come oli esausti o, appunto, percolato. Ma – aggiunge il primo cittadino tortorese – vogliamo ribadire che temiamo incidenti e per questo consideriamo l’impianto una bomba ad orologeria per l’ambiente”.

Nelle ore successive alla lettura dell’articolo in questione Pasquale Lamboglia ha contattato gli organi provinciali competenti in materia ambientale e gli enti territoriali come il Parco marino Riviera dei Cedri.

“Il 21 saremo in Provincia – ha concluso Lamboglia – per la conferenza dei servizi sul progetto di copertura dell’impianto di compostaggio attiguo a quello di depurazione. Progetto al quale ci stiamo opponendo per preservare l’ambiente dell’area. In quella occasione po0rteremo all’attenzione dei funzionari provinciali anche quanto dichiarato da questo articolo per continuare a sostenere le nostre ragioni contro questo genere di insediamenti in un area di forte pregio naturalistico come la valle del Noce”.



About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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4 comments

  1. I siti, i blog, i forum campani dei luoghi colpiti dall’emergenza rifiuti e dall’inchiesta sul percolato sono pieni di accenni all’articolo di Di Fiore. UN esempio: http://quartomondo.forumattivo.com/t5076-sugli-scarichi-di-percolato-nel-mare. Andrea Polizzo.

  2. A norma di legge il percolato podotto in discarica deve essere trattato nella stessa onde evitare possibili rischi durante il trasporto, ma con permessi speciali può essere trattato altrove. Il Problema ella Recuperi di Tortora è che non ha i silos specifici proprio per il trattamento dello stesso, eppure gli è stata data la licenza a smaltire liquami di ogni genee in vasche scoperte. Questo non significa che il Mar Tirreno nel tratto Tortorese riceva liquidi inquinati perchè se trattati a norma di legge non provocherebbero nessun rischio per la salute del mare e delle persone. Il mio parere personale comunque è quello che quest’ipianto andrebbe chiuso perchè non ha un buon curriculum, e tutti sappiamo delle inchieste passate. Sono per la costruzione di questi impianti ma fatti con tutti i criteri e nelle vicinanze di aree industriali, non di certo in Calabria, purtroppo non ne abbiamo, se in un futuro mi auguro ce ne saranno, allora dovremmo smaltirci noi i nostri rifiuti. Per quanto riguarda i rifiuti solidi urbani, si deve puntare sulla produzione zero. Mi auguro che un giorno Tortora abbia la sua isola ecologica e che i rifiuti se li differenzi da sola così da avere anche un ritorno economico. Costruisca compostiere comunali dove andare a sversare l’umido, Grandi cassoni per il vetro, plastica, carta, ingombranti e così manderemo in discarica solo il secco.
    Un’ altra cosa, e mi scuso se sono stato logorroico, Tortora è troppo grande per il porta a porta, conviene posizionare bidoni resistenti, come quelli che c’erano stati per un periodo e poi sostituiti con questi gialli a mio parere troppo fragili. Su Corso Aldo Moro si potrebbero istallare postazioni sotterrati, molto belli anche da vedere.
    Grazie
    Yupi

  3. Antonio Maiolino

    Ho letto anche io l’articolo sul quotidiano Il Mattino dopo che qualche collega di lavoro mi ha contattato telefonicamente per dirmi che il mio adorato e amato paese era stato mensionato come sito di smaltimento di percolato in eccesso di alcune discariche campane…Ci sono rimasto male leggendo lo stesso, non solo perchè è stato citato il mio amato paese, ma quanto CRUDELE ED INFAME è l’uomo dinanzi gli interessi ed il male affare, e non parlo di chi pubblica articoli di stampa, ma chi per fare lucro mette a repentaglio la salute degli altri…Sono una persona che si ferma solo dinanzi la realtà, dinanzi la verità, e quindi mi fa male sentire alcuni miei paesani, che tra l’altro conosco, che pretendono di non far conoscere qualche triste verità poichè l’estate è alle porte e potremmo riservare un cattivo biglietto da visita ai turisti… I turisti vanno rispettati e non illusi, bisogna sapergli dare le giuste spiegazioni nel momento in cui pongono in essere un interrogativo….quindi esorto i miei compaesani, invece di prendersela chi per dovere di cronaca fa giusta informazione mettendo in evidenza tristi verità, organizziamoci numerosi capeggiati dalle varie istituzioni competenti, ed andiamo a vedere cosa succede a San Sago….perchè siano loro a dare spiegazioni e rassicurazioni a noi, e non noi a dire bugie o falsità a chi vuole sapere la verità e che tiene alla propria salute e quella dei propri cari….RENDIAMO TORTORA UNA PERLA (eliminando ciò che lede la propria immagine) E INIZIAMOLA A PROMUOVERE TURISTICAMENTE avendo il “coraggio” di evidenziare le lacune e risolvere i problemi senza fermarci a chi li causa e successivamente essere sicuri e consapevoli di ciò che andiamo a proporre e/o pubblicizzare altrove….

  4. Buongiorno, cari utenti. In attesa che in questo post traslochi la discussione avviata altrove dal consigliere Giovanni Pagano e con l’inserimento di alcuni passaggi dell’articolo del collega Di Fiore, volevo cogliere l’occasione per ribadire qualcosa che, più che una opinione, è un mio punto culturale fermo.
    Ovvero: a provocare danni all’immagine turistica del nostro o di qualsiasi paese NON E’ un articolo di stampa ma l’oggetto dello stesso. Tradotto: se di danni all’immagine si può parlare questi sono provocati da, ad esempio, il maleodore che proviene da San Sago e giunge fin su alla Fondovalle del Noce. Puzza che lo stesso sindaco Lamboglia non ha mancato di apostrofare come “Triste biglietto da visita” del nostro paese. Se qualcuno, obbedendo ai dettmai della sua professione, rende ai lettori il sacrosanto servizio di informare non dovrebbe essere attaccato o (pazzesco!) minacciato di querele. (Minaccia di querela: attività ahimé tornata prepotentemente di moda ultimamente). Nello scrivere quell’articolo, il colega campano, e ciò dovrebbe essere chiaro, fa riferimento necessariamente ad atti di indagini. Non si è inventato i fatti. L’articolo dice che il percolato delle discariche campane veniva inviato anche a Tortora. Se qui è stato trattato nella giusta maniera è un altro eventuale fatto che non trapela dalle righe dello scritto e che è affidato a conclusioni in libertà d’un pomeriggio assolato davanti a un bar. il Gestore, Andrea Polizzo

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