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150 Unità, riflessioni sul mondo d’oggi


Loscrivitu: contributo di un lettore sull’Italia e l’essere italiani
Scritto critico da un giovane italiano rivolto ai giovani d’oggi

DI ALBERTO CUNTO*

TORTORA – Il 17 marzo 2011 sarà il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia. Ma cosa c’è rimasto veramente di italiano al giorno d’oggi?

Da ragazzo 21enne che vive la sua gioventù in questo XXI secolo sono alquanto perplesso nel vedere la deriva transnazionale e globale della società e, specialmente, della gioventù.

Riprendendo un termine coniato da Andrea Polizzo in un articolo di un anno fa, il deficit culturale giovanile è molto alto. Tutto questo perché si sono persi i veri valori che da sempre contraddistinguono il popolo italiano.

Ormai l’italianità non è valore condiviso a più parti sia in politica che nella vita civile. Si è arrivati ad una deriva culturale e di valori che in nessun altro periodo della storia era mai successo. Tutto questo perché?

Il mio pensiero sarà anacronistico rispetto alla realtà quotidiana, ma la società d’oggi vive di troppa libertà di pensiero scordandosi le vere cose importanti della vita. Identità, tradizione, patria, cristianesimo, famiglia. Ecco, questi sono i valori importanti che ogni buon italiano e ogni buon giovane italiano dovrebbe avere in cuor suo perché questi quattro valori dovrebbero essere alla base di ogni buon italiano, sia di destra che di sinistra.

Invece, sempre più, noto nel mondo giovanile ma non solo che questi capisaldi della nostra civiltà che fu maestra di popoli vengono ignorati. I giovani d’oggi sono attratti da falsi miti della tv (vedi Grande fratello), della musica (Club Dogo, J Ax, Mcr, Bandabardò, Bob Marley, ecc.) e del mondo politico (in primis Che Guevara e il mondo anarchico).

La cultura del “nun ci pinzà” ha preso piede e di questo vorrei mettere in guardia prima di tutto i genitori e dare un monito ai miei coetanei.

Il non pensarci alle cose non ha mai portato nulla di buono nella vita e la storia che ci è maestra ce lo insegna. Non avere delle idee e vivere giorno per giorno non ti rende uomo. Essere uomo è avere delle idee, lottare per esse, difenderle e dare anche la vita per loro. Cosa ci guadagni dalla vita ubriacandoti e fumando marjuana senza pensar nulla? Io mi sentirei un uomo inutile, anzi neanche mi sentirei uomo.

Non è bello veder coetanei miei urlare “Dieci, cento, mille Nassiriya” e bruciare il tricolore per cui molta gente è morta e mi rammarica sentire le parole di gente come Renzo Bossi che non si considera un Italiano e sputa contro la nostra amata bandiera. Mi rammarica la nascita di partiti regionali, dalla Lega all’Mpa.

Essere orgogliosi della nostra patria, della nostra nazione con i suoi usi e costumi deve essere alla base di tutto. Non bisogna svendere la propria identità per nessuna ragione al mondo. Non esiste il nord e il sud, esiste soltanto l’Italia.

Essere Italiano vuol dire anche non dimenticarsi dei nostri fratelli istriani e dalmati che ora vorrebbero essere qui con noi a festeggiare e invece sono morti infoibati dalle truppe comuniste dell’infame e vile maresciallo Tito.

Che non mi si definisca fascista dopo queste mie riflessioni. Sono soltanto un ragazzo di 21 anni che ama la propria nazione con la sua cultura, storia e identità e mi piange il cuore vedendo come è stata svenduta.

*Gioventù Italiana – La Destra Alto Tirreno cosentino


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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11 comments

  1. giuseppe petrucci

    Non bisogna mai rinnegare le proprie radici ed avere il coraggio di amare sempre il proprio luogo e la propria nazione, la propria lingua e tutto ció che puoi aiutare a crescere culturalmente l’individuo ma bisogno essere anche onesti con la storia…. premetto che festeggio l’unitá d’Italia ed amo la mia nazione l’Italia…ma l’unitá d’Italia voluta dai padri come Mazzini, Garibaldi e tutti coloro che hanno combattuto per questo…per la nostra realtá, il meridione d’Italia, non é stata sempre una scelta positiva per la crescita socioeconomica del nostro sud….abbiamo spesso pagato un dazio troppo alto a cominciare dalla “tassa sul grano” fino alla fuga di migliaia di giovani e famiglie verso il nord Italia per arricchire il triangolo industriale negli 60,70 fino ai giorni nostri. Altro punto impórtante, sono d’accordo con te che bisogna avere degli ideali di giustizia di amore verso gli altri e costruire una societá piú uguale meno litigiosa e meno egoista. Certi movimenti in Italia spesso perdono il senso della solidarietá vedi “lega nord” in alcune situazioni. Ma, ti posso dire che, chi come me, ha vissuto gli ideali degli anni 70 ed il mito di CHE Guevara, non ha mai perso il senso del dovere e del rispetto delle regole….Ma, grazie anche a quei movimenti giovanili di quegli anni in Italia molte cose sono cambiate…le lotte operaie e lo Statuto dei lavoratori,il diritto allo studio per tutti,una sanitá pubblica, l’affermarsi della vera “democrazia”, la partecipazione politica con la “P” maiuscola…bene tutto questo é l’Italia, bisogna dare spazio a te….ed a tutti i giovani come te, desiderosi della conoscenza…e nel rispetto delle idee di ognuno bisogna confrontarsi al di la degli “steccati” destra e sinistra…..Non sono di destra anzi tutt’altro ho lottato e lotto per un’ideale quello della solidarietá e soprattutto credo molto nel confronto civile e democratico tra le persone. come sempre un saluto da Gipo.

  2. francoguerrera

    “Auguri a tutti gli italiani senza distinzione, nemmeno politica”. Così il Nostro amato Presidente della Repubblica Italiana (UNITA, dal palco allestito ieri sera in piazza del Quirinale per la “Notte tricolore”, ha int6eso “avvertire” che: «ognuno ha le sue idee, discutiamo e battagliamo, ma ognuno ricordi che è parte di qualcosa di più grande, la nostra nazione, e se saremo uniti sapremo superare le difficoltà che ci attendono». Aggiungendo che: «Divisi saremmo stati spazzati via».
    Un altro Presidente della Repubblica; Sandro Pertini, a me tanto caro e a tutti gli italiani, in un momento nel quale l’Italia fu sull’orlo di precipitare nel baratro della tensione civile, ebbe la capacità di riaffermare con forza il valore non solo dell’ Unità d’ Italia ma anche dell’ “Unità nazionale”. Proprio quando cade il ventunesimo anniversario della morte di Sandro Pertini, nell’anno (oggi) in cui ricorre il centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, ho voluto ricordare ricordare il Presidente che nell’immaginario collettivo, ha sintetizzato meglio l’idea di compattezza e armonia nazionale. Così è bello onorare Pertini senza enfasi retorica, riscoprendo quegli aspetti della sua biografia spesso oscurati nella memoria comune.
    Sono d’accordo con Giuseppe Petrucci (Gipo), condivido e faccio proprio, in toto, il suo precedente commento: Certo Giusè, è stato bello anche “avere il mito” del “CHE” e noi lo abbiamo avuto e ancora altri giovani lo hanno e potranno averlo ed ai tanti giovani di: “Gioventù Italiana – La Destra” dell’ Alto Tirreno Cosentino, si, siate fieri della Patria Italia, del Paese Italia ma al bando le rescissioni leghiste e contro il Sud ma ricordatevi che “Che Guevar”a è stato ed diventato un marchio “politico e ideologico” di tutto ciò che ha rappresentato, ovvero: “un martire dei giusti ideali”.
    Viva l’Italia Unita. – Viva l’ Unità d’Italia, viva la Bandiera italiana tricolore: verde, bianca e rossa.
    Franco Guerrera.

  3. Giuseppe grazie delle parole. Come hai detto, che negli ’60/’70 hai avuto una coscienza politica e hai vissuto il mito del “CHE” e le lotte operaie, tu sei così! Gli ex “compagni” del PCI sono come te! Una volta certo valori non erano messi in dubbio da nessuno ed erano “bipartisan”! Ne conosco ex comunisti locali coetanei di mio padre! Eppure sono persone serissime, sposati con figli, dediti al lavoro e alle proprie famiglie! Ma ora i tempi sono cambiati i ragazzi di sinistra d’oggi sono dediti alle droghe e vivono di falsi miti di libertà! Cosa ci guadagni nella vita a bruciarti il cervello in un centro sociale? NULLA! Meglio una sana militanza, con dei veri miti (Almirante, Buontempo, Storace, Rauti, i camerati uccisi negli di piombo colpevoli solo “di stare dalla parte sbagliata” e perchè no… anche del buon Benito! I ragazzi come me vengono ora ghettizzati sai? Infondo l’Italia non è mai cambiata dagli anni di piombo per noi giovani di destra! Che male c’è nel volere la libertà nell’ordine e essere con la testa a posto? Perchè devo essere considerato uno stupido perchè non mi ubriaco e non fumo marjuana e vivo di idee “sane”? Io rispondo con un sarcastico ME NE FREGO e vado avanti, tanto a noi di destra dagli anni del MSI- DN e del Fronte della Gioventù passando il Movimento Sociale – Fiamma Tricolore (nato per chi si oppose alla svolta di Fiuggi) arrivando fino a questa nuova battaglia Storaciana nel riunire tutta l’area di destra con il partito La Destra e Gioventù Italiana nulla è cambiato, ghettizzati ci volevano e ghettizzati ci vogliono! Ma i tempi sono cambiati e ora noi siamo pronti a far sentire la nostra voce FUORI DALLE FOGNE! Come dice il segretario del mio partito, la nuova destra italiana post-AN è democratica si ma non rinnega i valori del passato e ci basiamo sul pensiero almirantiano “non rinnegare non restaurare”. Non siamo noi ad aver la mentalità chiusa ma questa società ostile nei nostri confronti. Detto questo ti ringrazio ancora delle belle parole spese nei miei confronti. Un abbraccio.

  4. come è monotono il pensiero… nonostante passano gli anni e le generazioni di succedono… le frasi e elecubrazioni sono per ogni età simili e abitudinarie…si provi a leggere le frasi che esternavano i 2o 30 anni anni e confrontatale con quelli di oggi… uno specchio sbalorditivo… questo deve far riflettere poichè ciò che muove e forma l’individuo non la volontà singolare ma la coscienza collettiva dominante… che rende la storia di ogni individuo simile agli altri, con qualche diversa sfaccettature, per illudere che vi è della diversità… alzate la mente e la coscienza individuale perchè solo così si riuscirà ad elaborare nuovi valori, nuovi sentimenti, nuovi ideali per una umanità libera ed autonoma dai poteri costituiti… con il coraggio di liberarsi di un pensiero vetusto e da una scala relativistica di valori: come patria, famiglia, tradizione, che può appartenere alla nuova umanità… poichè la vera patria è il mondo, il vero mondo è l’intera umanità… umanità che deve e saprà affermare i valori dell’intelligenza, della pace, della solidarietà e condivisione… il valori del vivere perseguendo il bello e l’infinità bellezza che suggerisce la ns amata Terra… con Senso

  5. Caro Alberto, il decadimento dei valori morali è certamente qualcosa che merita attenzione, in particolar modo da parte di noi giovani.
    Ti soffermi molto sull’indifferenza, che contribuisce anche a mio parere allo sfascio della società, ma questo non deriva dal fatto di essere di destra o sinistra bensi dalla cultura che ogni essere vivente ha.
    Antonio Gramsci (fondatore del P.C.I.) già nel 1917 scriveva “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia” – http://www.partigiano.net/gt/gramsci_indifferenti.asp

    Come ricordava l’amico Giuseppe Petrucci, è stato grazie alle lotte che i nostri partigiani, i padri costituenti, e perchè no anche i sessantottini hanno combattutto per far si che oggi tu e io abbiamo l’opportunità di esprimere un opinione.
    Durante il periodo fascista, di cui qualche scellerato ha nostalgia, non si potevano fermare a parlare più di tre persone… altrimenti si rischiava di essere manganellati o arrestati: credi che questa sia libertà?
    La libertà non è mai troppa, e credo che oggi in Italia non siamo completamente liberi. Non siamo liberi di scegliere nulla, ma liberi esclusivamente di subire le scelte (spesso sbagliate) degli altri.
    Saremo liberi quando ognuno di noi avrà le stesse possibilità, dal figlio del deputato al figlio dell’operaio. Saremo liberi quando ognuno di noi non sarà costretto a vendere il proprio voto in cambio del pagamente della bolletta dell’enel, saremo liberi quando in televisione avremo la possibilità di ascoltare notizie pulite e non costretti a vedere trasmissioni trash.
    Saremo liberi quando si capirà che un ospedale a 70 km è troppo lontano, saremo liberi quando per lavoro si comincerà a vivere e non a morire, saremo liberi quando un magistrato potrà lavorare nella massima autononia…
    Caro Alberto la mia lista è ancora lunga… ma non credere davvero che quello che vedi sia libertà, bensì è solo voglia di evadere da una società che ormai opprime…
    Con affetto Gaetano.

  6. francoguerrera

    A proposito di: “UNITA’ D’ITALIA”:
    Speriamo che il giorno dopo o meglio come dice un vecchio proverbio: “………….passata la festa gabbato lo santo”… non passi per davvero il modo di dire che rispecchia il pensiero italiota ed anche molto musicale.
    Beh a dire la verità i festeggiamenti italiani, in Italia, dal Nord al Sud e nelle Isole, o se volete nelle Isole e dal Sud al Nord ci sono stati, anche se differenziati nelle sostanze e nei contenuti e non solo nelle colorazioni.
    Adesso mi chiedo ma se l’Italia e unita per davvero, l’ Europa (di cui facciamo parte) è davvero unita? O altro non è e sembra che sia così, l’Europa delle Nazioni e/o l’Europa dell’Economia delle Nazioni perchè così si volle negli anni ’50 (ricordate MEC – Mercato Comune Europeo e poi CEE) ed oggi si vuole far credere alla “UE”.
    Vogliano toccare con mano, ebbene, l’Italia in Europa nn è unita, ma forse anche gli altri Paesi Europei non lo sono.
    Dimostrazione: gli Onorevoli Pittella/Pirillo/D’Alema votano contro (anche contro l’Italia Stessa SIC!!!) per come votano gli Onorevoli Pirilli/Mastella/Tatarella e ovviamente viceversa, ma votano comunque contro l’Italia e contro l’Europa Unita.
    Costoro hanno gioito solo quando hanno visto i risultati elettorali del 2009: pieni di preferenze per gli Uni e per gli Altri. Adesso è tempo che gli Uni e gli Altri, per intenderci centro-destra e centro sinistra votino in Europa a favore si per l’Unità Europea e per l’Europa Unita, ma per la salvaguardia dell’Unità d’Italia e per l’Italia Unita in Europa, per tanti, tanti, tantissimi argomenti: dal sociale all’occupazione, dall’ economia agli investimenti, dalla politica estera europea a quella internazionale. Ultimo argomento scottante: Libia, immigrati a Lampedusa, per il quale l’Europa e disunita ma sono disuniti i nostri parlamentari europei d’Italia di centro-destra e di centro-sinistra. Come si comporterebbero (votazione) oggi questi signori onorevoli di fronte alla votazione di un nuovo Piano Marshall per l’Italia e per l’Europa? O verso ad un terzo Piano Mansholt (ammesso che un secondo piano ci sia stato)? Ci sarebbero (si getterebbero) le basi per raggiungere davvero l’Unità Europea o l’Europa Unita, e a discapito di chi?
    Giusè (Gipo), Tu che sei un forte conoscitore non solo dell’Europa ma Mondiale: come la pensi in proposito, in considerazione che la politica in Europa non è governata dall’economia, ma è definita da essa ed in altre parole, questi signori Onorevoli hanno “triangolato” indietro contro la “politica riformata” che negli anni settanta e ottanta caratterizzava gli aspetti positivi della “politica progressista” per conquistare e per essere uniti anche in Europa?
    Ora, tutti, non solo gli Onorevoli Europei, uniamoci per l’Europa, ma che sia unita.
    Franco Guerrera.

  7. Caro Franco io non lo definisco un martire di giusti ideali. Per me i martiri per giusti ideali sono:
    UGO VENTURINI – MSI – Genova 18.04.70, colpito alla testa da un sasso lanciato dai rossi durante un comizio di Almirante.

    CARLO FALVELLA – F.d.G. – Salerno 07.07.72, ucciso a coltellate sotto casa da un anarchico e due militanti dell’ultrasinistra.

    STEFANO E VIRGILIO MATTEI – MSI – Roma 16.04.73, morti nel rogo della loro casa, quartiere Primavalle, appiccato da appartenenti a “Potere Operaio”.

    GIUSEPPE SANTOSTEFANO – CISNAL – Reggio Calabria 31.07.73 aggredito da militanti rossi durante un comizio del PCI.

    MANUELE ZILLI – F.d.G. – Pavia 03.11.73, morto in seguito alle percosse ricevute sul capo in una aggressione rossa di qualche giorno prima.

    GIUSEPPE MAZZOLA, GRAZIANO GIRALUCCI – MSI – Padova 17.06.74 uccisi durante un’incursione delle “Brigate Rosse” nella federazione del MSI di Padova.

    MIKIS MANTAKAS – FUAN – Roma 28.02.75 ucciso a colpi d’arma da fuoco durante un assalto rosso alla sede MSI di Via Ottaviano – Prati.

    SERGIO RAMELLI – F.d.G. – Milano 29.04.75 ucciso a sprangate e colpi di chiave inglese sotto casa da 10 militanti di “Avanguardia Operaia”.

    MARIO ZICCHIERI – F.d. G. – Roma 29.10.75 ucciso a colpi di fucile a canne mozze, sparati da un’auto di passaggio, da un commando rosso di fronte alla sezione MSI del quartiere Prenestino.

    ENRICO PEDENOVI – MSI – Milano 29.04.76 ucciso un anno dopo Ramelli da militanti di “Lotta Continua” aspiranti ad entrare in “Prima Linea” con colpi d’arma da fuoco sotto casa alle 7 del mattino.

    ANGELO PISTOLESI – MSI – Roma 28.12.77 ucciso sotto casa dopo averlo fatto scendere con una scusa, con colpi d’arma da fuoco dal gruppo “Nuovi Partigiani”.

    ROBERTO CRESCENZIO – simpatizzante – Torino 01.10.77 ucciso nel rogo appiccato dai rossi al Bar “Angelo Azzurro”.

    FRANCO BIGONZETTI, FRANCESCO CIAVATTA – F.d.G. – Roma 07.01.78 uccisi da un commando di 5-6 giovani con colpi di mitraglietta dinanzi alla sede MSI di Acca Larentia.

    STEFANO RECCHIONI – F.d.G. – Roma 07.01.78 ucciso dopo poche ore gli omicidi Bigonzetti – Ciavatta, dal capitano dei Carabinieri Edoardo Sivori, dinanzi ad Acca Larentia, a causa degli scontri con le forze dell’ordine causati dalla tensione e dal gesto di un operatore RAI che per disprezzo o distrazione getta un mozzicone di sigaretta sul sangue ancora fresco di Ciavatta. Recchioni apparteneva alla sezione di Colle Oppio.

    FRANCO ANSELMI – spontaneismo extraparlamentare – Roma 06.03.78 ucciso in uno scontro a fuoco.

    RICCARDO MINETTI – F.d.G. – Roma 20.04.1978, arrestato dopo scontri con le Forze dell’Ordine durante un funerale. Fu trovato morto in cella subito dopo, in circostanze poco chiare. Come al solito, si parlò subito di suicidio…

    ALBERTO GIAQUINTO – FUAN – Roma 10.01.79 ucciso durante i tafferugli della commemorazione di Acca Larentia da un proiettile, che lo colpisce alla testa, esploso a distanza ravvicinata dall’agente in borghese Alessio Speranza.

    STEFANO CECCHETTI – F.d.G. – Roma 10.01.79 ucciso poche ore dopo Giaquinto, di fronte ad un bar dei giovani di destra da colpi d’arma da fuoco sparati da un auto in corsa. L’agguato è rivendicato da “Compagni Organizzati per il Comunismo”.

    FRANCESCO CECCHIN – F.d.G. – Roma 29.05.79 atteso da un commando comunista, uno iscritto al PCI, sotto casa, viene aggredito e colpito duramente al capo. Il corpo viene poi afferrato e scagliato in un cortile del garage con un volo di 5 metri.

    ANGELO MANCIA – MSI – Roma 12.03.80 ucciso sotto casa da due killer di “Compagni Organizzati in Volante Rossa” con due colpi di pistola alla schiena e un colpo di grazia alla nuca; era dipendente del “Secolo d’Italia” e segretario della sezione Talenti.

    MARTINO TRAVERSA – simpatizzante – Bari 12.03.80 ucciso a colpi di lupara dai compagni mentre registrava canzoni in una emittente privata.

    NANNI DE ANGELIS – T. P. – Roma 05.10.80 ucciso in carcere in circostanze misteriose: venne trovato impiccato e si parlò subito di suicidio, ma le cose non stavano cosi…

    ALESSANDRO ALIBRANDI – ex FUAN di Via Siena – poi spontaneismo extraparlamentare – Roma 05.12.81 ucciso in uno scontro a fuoco con le forze dell’ ordine.

    GIORGIO VALE T. P. – poi spontaneismo extraparlamentare – Roma 05.05.82 ucciso in un appartamento durante una perquisizione delle forze dell’ ordine, la versione delle quali parla di suicidio per essersi sentito braccato; come per De Angelis sono ancora troppi i misteri che circondano la vicenda.

    PAOLO DI NELLA – F.d.G. – Roma 02.02.83 ucciso con un colpo di spranga da un gruppo di autonomi mentre al quartiere Trieste stava affiggendo manifesti sul verde pubblico. Morirà dopo 7 giorni di coma.

    Ho espresso il mio libero pensiero. Siamo nel XXI secolo ma per chi, come noi, non rinnega le proprie radici e non dimentichiamo la storia recente. Ma vogliamo inserirci nel nuovo contesto politico bipolare senza rinunciare alla nostra storia passata, traendo il meglio da esso e di guardare al futuro, consapevoli che la strada è in salita. Un abbraccio.

  8. francoguerrera

    Vedi Alberto, dovevamo parlare di: “UNITA’ D’ITALIA” e di “ITALIA UNITA” ed invece siamo finiti per parlare di:
    “rivoluzione o rivoluzionari” e di meri “guerriglieri urbani neri (FASCISTI-NAR & Co.) e/o rossi (brigate rosse & Co.).
    Alberto, vedi io rispetto i tuoi “martiri”, come tu li chiami e chiamali pure così, ma io non ti farò nessun elenco, ti voglio ricordare nuovamente “Giacomo Matteotti” – martire del fascismo e martire di Mussolini e poi un’altra persona che tu non hai avuto modo di conoscere: “mio padre Giuseppe Camillo Guerrera” morto il 14 luglio 1994 (ricorrenza della presa della Bastiglia). Mio padere è stato “vittima-martire” della 2^ Guerra Mondiale voluta da Mussolini, è stato vittima del fascismo voluto da Mussolini, mio padre se ne andato, caro Alberto, con i “segni sul suo corpo” della guerra e del fascismo, certo non si era arruolato volontario, fece le guerre in Albania, Eritrea, Etiopia e Grecia, mandato lì da Mussolini. Si scampò fortunatamente la “Campagna di Russia” mentre altri tortoresi, sfortunatamente, ci rimisero la pelle o i segni di “congelamento” e rifiutò l’arruolamento volontario per la Guerra in Spagna, anzi così si espresse a chi lo voleva reclutare: “……non sono fesso da andare a combattere contro i miei fratelli spagnoli-latini”, militò da “socialista” e morì da “socialista”.
    Chiedi ai tuoi nonni che lo hanno conosciuto in vita, ma aveva non solo fede “socialista” ma soprattutto fede “cristiana”.
    Peccato che sei nato tardi, lo avresti conosciuto ed avresti conosciuto anche i tuoi bisnonni e ti avrebbero parlato della guerra e della “storia”.
    Alberto resta pure con le tue idee, ma non dare lezioni di “democrazia”, nel 2011 c’è tanta democrazia e tanta partecipazione democratica, vivila questa democrazia.
    Concludo sostenendo che: “…..le rivoluzioni nere sono orribili e lo sono state anche di Stato” ma “dalle rivoluzioni rosse, sebbene di sangue, sono nate le democrazie”.
    Comunque al bando: “fascismo e comunismo”.
    Personalmente sono stato,sono e sarò: “socialista-riformista-liberal-radicale”, anche nel ricordo di mio padre.
    Buona giornata e viva l’Unità d’Ialia e l’Italia Unita.
    Franco Guerrera.

  9. Ben detto caro Franco! Si all’Europa unita, ma che sia un’Europa dei popoli! Cultura, costumi, tradizioni: non mero mercantilismo! L’Europa è più di un continente o di un mercato comune,è la custode della nostra identità. EUROPA NAZIONE!

  10. le rivoluzioni rosse sono nate democratiche ma sono morte dittature!! le rivoluzioni nere sono nate vissute e morte dittature! l’estremismo porta sempre alle dittature, cmq grazie ai martiri rossoneri ora viviamo in un epoca libera e democratica (sempre che silvio si tolga velocemente dai piedi). w l’italia unita

  11. dal 1925 il fascismo si radicalizza progressivamente in un regime totalitario.
    Il 3 gennaio 1925 Mussolini annuncia alla Camera, di fatto, l’inizio della dittatura. E’ soppressa la libertà di stampa, sono dichiarati decaduti i deputati “aventiniani”, i partiti e le organizzazioni politiche gli altri vengono dichiarati fuori legge (tra questi anche Unione Sindacale Italiana e l’Unione Anarchica Italiana ), riprendono le persecuzioni contro gli antifascisti (molti antifascisti furono spediti al confino, tra questi, tanto per citarni alcuni, Antonio Gramsci e l’anarchico Errico Malatesta), sono accresciuti i poteri del governo, è ripristinata la pena di morte, infine il giurista di regime Arturo Rocco fascistizza i codici sancendo la preminenza dello Stato sui cittadini.

    e questa me la chiamate libertà?

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