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Processo Marlane, la Provincia parte civile


Anche la Provincia di Cosenza è parte civile nel processo Marlane
Oliverio: “Con cittadini e territorio: mai più quanto capitato a Praia”

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DI GESTIONE

COSENZA – La Provincia di Cosenza si è costituita parte civile nel processo Marlane. A renderlo noto lo stesso ente sovracomunale attraverso un comunicato stampa.

L’inizio del dibattimento di questo importante processo è previsto presso il tribunale di Paola il 19 aprile prossimo. Alla sbarra i 13 imputati del caso Marlane-Marzotto, la fabbrica tessile di Praia a Mare chiusa nel 2004 e che si è lasciata dietro una lunga scia di morti per tumore e per veleni interrati. Gli imputati dovranno rispondere a vario titolo di accuse che vanno dalle lesioni colpose all’omicidio colposo plurimo fino al disastro ambientale.

“Abbiamo deciso senza alcuna esitazione di costituirci in questo delicato processo –dichiara il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Gerardo Oliverio (foto) – per stare, come è nostra consuetudine, dalla parte dei cittadini e difendere i nostri territori. Mai più dovrà accadere quanto si è verificato a Praia a Mare in cui il lavoro, che è un diritto sacrosanto, si è trasformato in causa di morte e distruzione per decine di famiglie. In cui una fabbrica si è trasformata in fabbrica di morte”.

Il presidente ha anche un pensiero per i familiari delle vittime della Marlane. “Nessuno – ha aggiunto Oliverio – potrà ridare i propri cari a quanti li hanno perduti. Nessuno potrà ridare pace e serenità a decine di famiglie distrutte dal dolore. Si faccia almeno giustizia e, soprattutto, si proceda a bonificare un territorio avvelenato e sottratto per anni ai cittadini”.

Come si ricorderà, il giudice dell’udienza preliminare, Salvatore Carpino, ha respinto l’istanza di incompatibilità territoriale chiesta dai difensori degli imputati, gli onorevoli Sisto e Ghedini, che hanno insistito fino all’ultimo, anche al luce delle prescrizioni sempre in agguato, invocando il “Non luogo a procedere” o, persino, che “Il fatto non sussiste” per i loro assistiti.

Respinta anche l’incompetenza territoriale del tribunale di Paola, che avrebbe comportato il trasferimento del processo in un altro tribunale, quello di Vicenza, sede più vicina alla Marzotto.

Sessanta operai che hanno lavorato nella fabbrica tessile sono attualmente malati di cancro e presenterebbero tumori alla vescica, ai polmoni, all’utero e al seno che, secondo le ipotesi della Procura di Paola, andrebbero fatti risalire, così come i morti già accertati, più di quaranta, all’uso di alcune sostanze per la produzione, in particolare coloranti azoici che contengono ammine aromatiche, presunte responsabili delle patologie tumorali.

L’inchiesta, conclusa qualche mese fa, è durata oltre dieci anni e si è sviluppata in tre procedimenti: il primo iscritto a ruolo nel ‘99, il secondo nel 2006 con sette indagati e il terzo nel 2007 con quattro. Procedimenti confluiti, infine, in un unico fascicolo.

A chiusura delle indagini, il procuratore Bruno Giordano ha richiesto anche il sequestro preventivo, che il Gip ha già emesso, relativamente all’area circostante lo stabilimento dove, sotto terra, si troverebbero tonnellate di rifiuti industriali mai smaltiti.

Secondo la Procura di Paola gli operai deceduti potrebbero essere in realtà più di ottanta, considerato che non tutte le famiglie degli operai morti hanno sporto denuncia. Le prime vittime alla Marlane risalgono ai primi anni ’70, precisamente al ’73 quando morirono due operai trentenni che lavoravano con gli acidi.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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