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Processo Marlane, partenza e sit-in


Martedì 19 aprile al via il processo Marlane per 13 imputati
Previsto alle 9 un sit-in: pro famiglie vittime e contro rinvii

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DI ANDREA POLIZZO

PRAIA A MARE – “Chiediamo che il processo si faccia e che non si cominci il gioco dei rinvii e delle pastoie burocratiche che già hanno portato nella nostra Calabria al discredito delle istituzioni giudiziarie”.

A sostenerlo le sigle ambientaliste e sindacali interessate a vario titolo al processo Marlane che partirà domani, martedì 19 aprile, presso il tribunale di Paola. Alla sbarra 13 imputati tra di dirigenti dell’ex fabbrica tessile che dovranno rispondere a vario titolo di accuse che vanno dalle lesioni colpose all’omicidio colposo plurimo fino al disastro ambientale.

“ferriti di zinco nel cassanese, navi dei veleni, Pertusola di Crotone – sostiene il cartello di associazioni – sono esempi di casi archiviati. Le condanne al processo della Thyssen  ci confortano e ci danno coraggio per continuare nelle nostre lotte e nella ricerca della verità su tutte le morti di operai nei luoghi di lavoro. Per questo – aggiungono – martedì 19 mobilitiamoci portando solidarietà agli operai ed ai familiari delle vittime con un sit in davanti al tribunale di Paola”.

Si-Cobas coordinamento Calabria, Osservatorio nazionale amianto, Rete difesa territorio Franco Nisticò, Csoa Rialzo Cosenza, Forum ambientalista Calabria, associazione culturale Skatakatascia Ucs Francavilla, Movimento ambientalista del Tirreno, Acssa di Montalto Uffugo. Queste le sigle che hanno sottoscritto un comunicato stampa per chiedere la mobilitazione. La loro posizione sui fatti della Marlane di Praia a Mare è drastica e di condanna verso le forze politiche e amministrative, sindacali, sanitarie e di informazione protagoniste del periodo incriminato.

“La strage di Praia a Mare – è scritto nel comunicato stampa – è avvenuta per scelta, la scelta del profitto che vede nelle misure di sicurezza, nella salvaguardia della salute e delle vite di chi lavora, solamente un elemento aggiuntivo del costo del lavoro, un onere da evitare con cura per non diminuire i profitti e per garantire l’occupazione”.

L’inchiesta svolta dalla Procura paolana sui fatti della Marlane, conclusa qualche mese fa, è durata oltre dieci anni. A chiusura delle indagini, il procuratore Bruno Giordano ha richiesto anche il sequestro preventivo, che il Gip ha già emesso, relativamente all’area circostante lo stabilimento dove, sotto terra, si troverebbero tonnellate di rifiuti industriali mai smaltiti.

Secondo la Procura di Paola gli operai deceduti potrebbero essere in realtà più di ottanta, considerato che non tutte le famiglie degli operai morti hanno sporto denuncia. Le prime vittime alla Marlane risalgono ai primi anni ’70, precisamente al ’73 quando morirono due operai trentenni che lavoravano con gli acidi.

“Un processo molto importante quello Marlane – sostengono le sigle ambientaliste e sindacali – che chiediamo a tutti di seguire, perché una eventuale condanna o una eventuale assoluzione rappresenterebbe uno spartiacque importante per chi, da anni, lotta per l’ambiente, la sicurezza nei luoghi di lavoro e la bonifica dei luoghi inquinati”.



About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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