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Marijuana, una pianta in terrazzo non è reato


La Cassazione: nessun reato se il fatto non è offensivo
Il caso di un 23enne di Scalea con pianta in terrazzo

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DI ANDREA POLIZZO

SCALEA – Coltivare una pianta di marijuana sul terrazzo di casa propria non è reato.

Lo ha stabilito la Cassazione che, in una recente sentenza, ha respinto il ricorso con il quale il procuratore generale della Corte di Appello di Catanzaro ha protestato contro l’assoluzione di un ragazzo di 23 anni sorpreso con una piantina di ‘maria’ sul balcone della sua abitazione a Scalea.

Alla base della decisione dei giudici, il fatto che, nonostante il rigido orientamento delle norme sugli stupefacenti, la coltivazione di una singola piantina di marijuana non ha alcuna portata offensiva.

Con questo verdetto i supremi giudici – sentenza 25674 – sembrano volersi lasciare alle spalle quella giurisprudenza che ha stabilito che deve essere sempre punita la coltivazione di sostanza stupefacente.

In sostanza, la Cassazione fa riferimento a un principio giuridico di merito e di legittimità da poco affermatosi nella giurisprudenza italiana e che è orientato a considerare innocuo il possesso limitato di piante o principi droganti.

Dunque, i supremi giudici sposano la linea di giudizio che individua nella problematica dell’offensività la leva destinata in futuro ad innovare tutto il sistema penale.

Nel caso specifico in esame, la modestia dell’attività posta in essere emerge da circostanze oggettive di fatto. Per intenderci, la coltivazione di una piantina in un piccolo vaso sul terrazzo di casa con un principio attivo di 16 milligrammi fa riferimento ad un comportamento inoffensivo dell’imputato scaleoto e non punibile anche in presenza di specifiche norme di segno contrario.

“In conclusione – osserva la Cassazione –  non solo non é punibile alcun comportamento non previsto dalla legge come reato, ma non è punibile nemmeno il reato che non procura danni a nessuno”. Dal latino: “Nullum crimen sine iniuria”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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4 comments

  1. è vero bisogna sempre applicare il buon senso e leggere gli eventi caso per caso,sono d’accordo,il proibizionismo non fa bene,anzi acuisce il problema invece di risolverlo.Ma è veramente fuorviante dire che coltivare marijuana sia una cosa giusta oppure non sia reato farlo,certo la legge dice che se non si arreca danno non c’è reato,ma chi la coltiva anche solo per uso personale il danno lo provoca e come,lo provoca a se stesso,è come dire mi bevo una botiglia di wisky da solo,tanto non arreco danno a nessuno,ognuno e libero di viversi la vita come meglio crede,ma poi magari quando un ubriaco o una persona sotto l’effetto di cannabis o altre droghe si mette alla guida fanno degli incidenti dove magari perdono la vita delle persone innocenti parte subito il lnciaggio anche da parte di chi magari si dice favorevole all’uso di droghe leggere.Ricordo che siamo in una nazione che elargisce senza problemi sigarette e alcol anche a minorenni senza che nessuno controlli veramante l’età di chi compra questi prodotti,figuriamoci se le droghe leggere fossero legali,io odio la demagogia destrorsa,sono di sinistra,ma sono anche per la vita e per il rispetto della mia persona in primis e per il rispetto altrui

  2. Ricordo a me stesso che le sentenze della Cassazione vanno lette e calate nella fattispecie concreta e non estremizzate e forzatamente generalizzate!

    Attenzione ai comunicati in quanto a volte sono fuorvianti!

  3. a piccoli passi si dovrebbe andare verso un futuro dignitoso e prosperoso e non verso la coltivazione di arbusti di marijuana!

  4. il trionfo del buon senso!….. meglio tardi che mai!!!….. anche se ancora ipocrisia e ignoranza sono ben lungi dall'essere sconfitte!! e non solo in merito all'antiproibizionismo……….la cassazione e' stata esemplare nella decisione presa, che si continui su questa strada, anche a piccoli passi, dopo 50 anni di fallimenti conclamati a seguito di una stupida, inetta, vergognosa e deleteria linea proibizionista….

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