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Operazione anti-usura, in manette un tortorese


Anche Getulio Priolo nel giro di usura sgominato dai carabinieri
All’alba scatta l’operazione: 9 in manette tra Basilicata e Calabria

DI GESTIONE

LAGONEGRO – Nove persone in manette tra Calabria e Basilicata nell’operazione dei carabinieri di Lagonegro, su mandato della Procura della Repubblica del centro lucano, che oggi all’alba ha sgominato un sodalizio criminale finalizzato all’usura e all’estorsione.

Questi i nomi delle persone finite in manette. Gennaro Esposito, 60 anni, di Napoli, ai domiciliari; Renato Limongi, 49enne di  Lauria, ai domiciliari; Vincenzo Esposito, 55enne di  Lauria, in carcere; Francesco Impieri, 50enne di Maratea, in carcere; Mario Garofalo, 45enne di Nemoli, in carcere; Gianfranco Petrosino, 35enne di Montesano sulla Marcellana, ai domicilairi; Antonio Raffaele Propato, 40enne di Lagonegro, in carcere; Angelo Mario Clemente Marino, 55enne di Lagonegro, in carcere; Getulio Giuseppe Priolo, 75enne di Tortora, in carcere.

Ai primi quattro viene contestato di aver costituito e promosso un sodalizio criminale dedito alla commissione del delitto di usura aggravata a danno di commercianti e professionisti lucani e calabresi.  Gli altri indagati sono ritenuti responsabili di usura aggravata e continuata in concorso sempre a danno di esercenti attività commerciali. Il tortorese Priolo è accusato dagli investigatori anche per tentata estorsione. “Mediante violenza e minaccia – è scritto in un comunicato dell’Arma – anche di morte nei confronti di esercenti attività professionali richiedeva il pagamento dei ratei mensili arretrati”.

I militari del comando provinciale di Potenza, circa 150 gli effettivi impiegati, ha operato anche con il supporto di un elicottero, proveniente dal sesto Elinucleo dei carabinieri di Bari.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lagonegro, Lucia Iodice su richiesta del sostituto procuratore presso la procura del medesimo centro, Francesco Greco.

Il sodalizio criminale – è emerso dalle indagini – era stato costituito per prestare denaro applicando un tasso usurario alle vittime prescelte: ovvero persone in gravi difficoltà economiche. I carabinieri hanno cercato e trovato titoli bancari di vari importi protestati “Perché le innumerevoli vittime sottoposte ad usura – è scritto ancora nella nota – trovandosi nell’impossibilità di reperire le corrispettive somme di denaro quali ratei usurati, non consegnavano ai “cravattari” gli interessi maturati su quanto avuto in prestito”.

Qualcuno, nell’impossibilità di restituire subito il denaro dovuto, cedeva oggetti d’oro, pietre preziose e addirittura beni immobili per un notevole valore complessivo.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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