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Pensieri in libertà: le riunioni dei sindaci…

Gestore svegliato da pioggia e vento con pensieri uggiosi
Informato della prima frana partorisce righe polemiche


DI GESTORE

Come ampiamente previsto: prime piogge e prime frane.

Mi raccomando, anche quest’inverno facciamo qualche riunione dei sindaci per discutere il da farsi. Nel frattempo, chi incendia ha tutto il tempo di organizzarsi per i roghi dell’estate 2012 che spingeranno i sindaci a riunirsi per discutere il da farsi.

Tra frane e incendi ci potrebbero essere dei feriti, ma l’ospedale sarà chiuso. Anche in questo caso è presumibile che i sindaci si riuniranno per discutere il da farsi….


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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4 comments

  1. VOGLIA DI AUTONOMIA, VOGLIA DI FEDERALISMO, VOGLIA DI SECESSIONE!!!
    Due episodi che sebbene diversi nei contenuti, nei fatti e nell’impostazione hanno gli stessi obiettivi: “VOGLIA DI AUTONOMIA, VOGLIA DI FEDERALISMO, VOGLIA DI SECESSIONE”!!!
    1) – primo episodio: Umberto Bossi all’ultima festa del Popolo Padano ancora una volta, per far stare buono il suo “popolo-elettorato”, avvertiti i “venti del Nord Leghista, ha inneggiato al desiderio di “SECESSIONE” delle regioni settentrionali (tutto il Nord, dalla Emilia Romagna in su – Sic!!!), quantunque abbia specificato che lo farà mediante un “referendum”;
    a) – gli ha fatto subito eco il Nostro amato Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, nonostante con una “timida” risposta, gli ricorda che: “…..così si è fuori dalla storia……” ed è vero: si è fuori dalla storia se ricordiamo che quest’anno ricorre – appunto – il 150° anniversario dell’Unità d’Italia;
    b – intanto Bossi, i suoi Ministri, i suoi deputati e senatori, con il bene placido di Berlusconi e tutto il Governo, al grido di “ROMA LADRONA” ha trasferito (per modo di dire) tre Ministeri al Nord, forse per impedire che Roma rubasse ancora e che questo primato appartenga finalmente al Nord (o già lo appartiene Sic!!!);
    Ecco – quindi – pace fatta, obiettivi raggiunti: “VOGLIA DI AUTONOMIA, VOGLIA DI FEDERALISMO, VOGLIA DI SECESSIONE”!!!

    2) – secondo episodio: i cittadini di Rotonda in provincia di Potenza, sede legale, politica, burocratica, tecnica-amministrativa del “Parco del Pollino”, sono pronti a raccogliere le firme per porsi fuori dal parco stesso;
    a) – motivo (unico?!?): lo sconfinamento dei cinghiali sulle proprietà terriere dei contadini, degli agricoltori, e/o dei rotondesi che provocano distruzione ai raccolti, ai prodotti agricoli ma anche paure, ansie per la sicurezza stessa degli abitanti indigeni, rivendicando soprattutto il “sudato lavoro” e vedersi devastare, infine, il reddito di cui probabilmente vivono;
    b) – e qui entrerà in gioco il mio amico e compagno socialista Mimmo Pappaterra – Presidente del Parco, facendo cosa?!? –Convincerà i “rivoltosi rotondesi” a dietreggiare promettendo loro di realizzare robuste e resistenti recinzioni ai terreni?!? – Tuttavia, chissà, ci sono altre soluzioni, riflettendo che altri comuni (vedi Verbicaro – Sic!!!) ricadenti nel “Parco del Pollino” denunciano le stesse cose e per tutto questo, hanno gli stessi obiettivi da raggiungerre: “VOGLIA DI AUTONOMIA, VOGLIA DI FEDERALISMO, VOGLIA DI SECESSIONE”!!!
    c) allora i “rotondesi” invocheranno il “Principato di Rotonda” tanto caro a Roberto il Guiscardo e/o per annessi all’attuale provincia di Salerno?!?

    Intanto da Tortora e da tutta la riviera dei cedri, possiamo invocare non solo il trasferimento della sede del Parco del Pollino (abbiamo patrimonio edilizio per ospitarlo Sic!!!) ma anche il trasferimento dei cinghiali, facendoli magari pascolare non in montagna ma sulle nostre spiagge deserte e chissà quanti cacciatori si apposteranno dalle guardinghe poste sulla costa che servirono ai nostri soldati per “spiare e difendersi” dal nemico che veniva dal mare, perciò: “cinghiali avvisati, anche se venite da monte”.
    In questo mondo, nonostante tutto, tutti hanno: “VOGLIA DI AUTONOMIA, VOGLIA DI FEDERALISMO, VOGLIA DI SECESSIONE”!!!
    Anche questi sono “pensieri in libertà, i Sindaci si riuniscano!!!!!!!!!!
    Franco Guerrera da Tortora.

  2. Le ingenti risorse economiche,si spostano da un progetto all’altro,non per servire i cittadini,che finanziano di fatto le casse statali e regionali,pagando(quei pochi ed onesti) le tasse,ma si spostano per meri interessi di palazzo,e di clientela politica oltre che mafiosa,perchè chiudere l’ospedale,seppur virtuoso economicamente,ospedale di frontiera fiore all’occhiello per la sanità locale,e destinare i soldi,a strutture come vibo,gioia tauro,ecc dove ci sono stati casì gravi di malasanità balzati agli onori della cronaca nazionale!?a che serve il porto di Praia,di Paola,di Diamante,se per percorrere la statale da Tortora a Paola ci vuole una vita!?perchè fare il ponte sullo stretto se la SA-RC è un cantiere aperto,che va avanti come il telaio di Penelope!?perchè i politici che ci governano(in malo modo) non rispondono seriamente a queste domande,nascondendosi dietro banali battute intrise di populismo e demagogia!? cari amici miei siamo nell’era del berlusconismo più spietato,una voltà c’era l’omerta,ora come diceva andy whorol tutti vogliono i loro 5 minuti di notorietà,e quindi chi dovrebbe fare il bene dei cittadini spara “caxxate” dicendo che le proteste dei sindaci sono solo strumentalizzazioni politiche..infatti si chiude un ospedale e non si garantisce ad un comprensorio di quasi 100mila abitanti la possibilità di curarsi,e tutte le tasse che vengono trattenute dalla busta paga!? si pagano per finanziare l’ospedale(osceno) di Gioia Tauro,ed intanto la gente muore in ambulanza per fare la SS18 da Tortora a Cetraro..

  3. USARE I SOLDI PONTE STRETTO PER SICUREZZA TERRITORIO.
    Piuttosto che pensare a un’opera faraonica come il Ponte sullo Stretto, un’opera culturalmente alternativa alla cura del territorio occorre stanziare fondi per la prevenzione di altri eventi.
    Occorre pensare a una sistematica messa in sicurezza del territorio e non si dica che i soldi non ci sono, perche c’erano, ma sono stati tolti, come dimostra il confronto delle ultime Finanziarie, dove è palese il taglio dei fondi destinati alla manutenzione delle zone a rischio, a favore di altre misure propagandistiche come l’abolizione dell’Ici.
    I fondi destinati alla costruzione del ponte sullo stretto di Messina dallo Stato italiano non possano subire modificazioni di destinazione d’uso e dobbiamo dissentire dal Ministro Matteoli, è così.
    La destinazione delle risorse pubbliche è volta per volta valutata secondo le necessità e quindi modificabile secondo le esigenze.
    Allora i Sindaci della Calabria si riuniscano pure, ma si appellino al Governo nazionale e a quello della Regione Calabria ad: “USARE I SOLDI PONTE STRETTO PER SICUREZZA TERRITORIO”.
    Franco Guerrera da Tortora.

  4. ah ah i sindaci…..che gente