Home / COMUNI / AIETA / Ospedale di Praia a Mare, this is the end

Ospedale di Praia a Mare, this is the end


Chiuso l’ospedale di Praia a Mare che viene convertito in Casa della Salute. Il 31 marzo è arrivato:  infruttuoso l’ultimo giorno di iniziative per mantenere aperta la struttura al servizio dei comuni dell’Alto Tirreno cosentino.

PRAIA A MARE – L’ospedale è riconvertito in Casa della salute, i sindaci non si dimettono e Scopelliti non torna indietro.

È questa la sintesi dell’ultimo giorno di vita della struttura sanitaria di Praia a Mare. Vincenzo Cesareo è il nuovo direttore sanitario dello Spoke Paola – Cetraro. Sospendere definitivamente i ricoveri è stata la sua ultima incombenza prima di chiudere a doppia mandata le porte dell’ospedale di Praia a Mare.

“Finisce un’esperienza quarantennale – ha scritto Cesareo ieri in internet – di tutela della salute a volte con grandi sacrifici di tanti professionisti che, per i loro meriti, resteranno nella storia e nel cuore di tanti pazienti. Sento il dovere di inviare un grande grazie a tutti coloro che hanno utilizzato la struttura ospedaliera, chiedendo scusa ai tanti che non avranno trovato corrispondenza alle loro necessità. Abbiamo sempre cercato di dare il meglio di noi stessi nell’interesse della salute dei pazienti, spesso riuscendo a dare soddisfazioni. L’augurio è che dal 2 aprile, i tanti pazienti dell’area vasta rappresentata denominata Alto Tirreno cosentino, possano trovare professionisti pronti a dare il meglio affinché sia tutelata la salute”.

Ora una Casa della Salute

A tutti gli effetti, da oggi, l’edificio di località Santo Stefano è una Casa della salute. Qualcosa di molto simile a un poliambulatorio con annessi alcuni servizi. Dialisi, Laboratorio analisi e Radiologia.

Tra le stanze dell’ex ospedale cresce il silenzio. Gli ultimi sprazzi di rumore li hanno forniti alcuni sindaci o delegati da essi che hanno raccolto l’invito di Giuseppe Greco, sindaco di Buonvicino, a discutere la proposta di dimettersi. Una proposta, come ampiamente preannunciato, caduta nel vuoto.

Pochi, pochissimi, i primi cittadini presenti. Molti quelli che hanno delegato ad assessori e consiglieri di sedere al tavolo che, svoltosi in forma blindata, ha prodotto una sorta di impegno non scritto a recarsi al Consiglio della Regione Calabria per provare a incontrare il governatore calabrese Giuseppe Scopelliti anche, soprattutto, commissario della sanità calabrese.

In quest’ultima veste, Scopelliti ha risposto al Comitato civico in difesa dell’ospedale con una corposa lettera che, sintetizzando, conferma la linea tenuta fino ad oggi nei confronti dell’ospedale di Praia a Mare. Il riordino della rete ospedaliera garantisce i Lea, in sostanza, anche grazie alla presenza di posti letto privati accreditati presso la Regione Calabria.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

Check Also

Fico: “Giovani credano nella politica, lavoreremo per questo” [VIDEO]

Il presidente della Camera dei Deputati a Santa Maria del Cedro per ricevere la cittadinanza …

8 comments

  1. noi cittadini paghiamo l’errore di non aver eletto in giunta regionale nessun politico che potesse rappresentare i quasi 100mila abitanti del nostro comprensorio preferendo votare persone che neanche sanno dove si trovi Praia a Mare,con i nostri politicucci inermi di fronte a tutto ed inetti in ogni situazione,tanto noi le tasse per la sanita’ le paghiamo ma non abbiamo il diritto alla salute,dobbiamo ringraziare i signori politici reggini,catanzaresi e cosentini che manovrano nella stanza dei bottoni e che decidono loro come se fossero dei padreterni di che morte dobbiamo morire,una volta il confine tra Calabria e Lucania era sul fiume Lao perche’ non ripristinare gli antichi confini? tanto gli ottusi politicanti calabresi collusi col malaffare ci ignorano totalmente

  2. Dove sono i sindaci, specialmente quelli di Aieta,Praja e Tortora?Attualmente questi tre paesini sono rappresentati da ultrasessantenni che non hanno né energie né voglia di combattere delle battaglie di civiltà per i paesi che rappresentano, ma stanno su quella poltrona a percepire un lauto stipendio.Infatti quando si è prospettata,come forma di lotta, la possibilità di dimissioni hanno pensato bene di dire che non era il caso, che le battaglie si fanno meglio con la fascia ed amenità simile.E’ importante che gli elettori non si dimenticano che la chiusura dell’ospedale e da imputare anche a loro.

  3. Maceri Giuseppe

    Cari amministratori, ( sindaci ) a mio avviso una porzione dell’ indennità che immancabilmente ogni fine mese vi viene accreditata, sicuramente è da considerare come refurtiva, spero vivamente che i disservizi sanitari che sicuramente ci saranno, vi tocchino sempre più da vicino, spero vivamente che un giorno non vi sentiate responsabili di un lutto che vi turbi i vostri beati sonni, un cittadino molto incazzato.

  4. la politica, l’anti-politica, la non politica. la prima che sarebbe, ma non è. la seconda che sarebbe stata, ma non è stata. la terza che è, e che vince sulle altre due.

  5. La colpa è sempre degli altri e mai la nostra che abbiamo visto tante, troppe cose senza mai dire niente?
    Cos’altro ancora ci verrà tolto?
    La crisi giustifica tutto? O ci sarà una dignità popolare pronta a riprendersi i diritti?

  6. michele maceri

    E’ inutile aggiungere qualcosa, mi auguro soltanto che le persone ragionino e valutino sempre di più quando sara il momento di avere a che fare con la politica, l’ospedale sarà chiusa ma per molti politici che ci hanno rubato i voti fino adesso la partita inizia ora………….

  7. Mi viene il volta stomaco vedere che una struttura efficiente venga chiusa per fare posto a strutture fatiscenti vorrei dire solo una cosa a chi ha deciso di far chiudere l’ospedale spero che tutti i soldi che avete guadagnato nella vostra miserabile vita possiate spenderla tutti in medicine vivendo in un paese dove non c’è struttura ospedaliera .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Materiale protetto da copyright