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Ospedale di Praia a Mare, i sindaci da Scarpelli


Giovedì 12 aprile Lomonaco, Lamboglia e Ceglie all’Asp
Con il direttore Scarpelli tavolo su relazione per Marino


PRAIA A MARE – È previsto per domani, giovedì 12 aprile, un incontro presso la sede dell’Azienda sanitari provinciale a Cosenza per discutere dell’ospedale di Praia a Mare.

A colloquio i sindaci di Praia a Mare, Carlo Lomonaco, di Aieta, Giovanni Ceglie e di Tortora, Pasquale Lamboglia, con il direttore generale dell’Asp Cosenza, Gianfranco Scarpelli (foto).

Sul tavolo, la bozza della relazione sul nosocomio praiese e sugli atti regionali che lo hanno riconvertito in casa della salute da sottoporre, una volta approntata, all’attenzione del sentaore Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale, nonché componente della Commissione Igiene e sanità del Senato della Repubblica nella XVI Legislatura.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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10 comments

  1. Io sono per una prova di forza fra noi del nord tirreno e la regione, qualche giorno fa ho scritto che la nostra unica difesa è la cabina elettorale, basta andare li e annullare la scheda senza che si possa comporre nessun tipo di giunta solo così chi prende certe decisioni si accorge che prima o poi si ritroverà con un pugno di mosche

  2. andrè.. poche righe per disegnare il qudro della situazione…dici bene….anche io la penso come te..e mi chiedo cosa vanno ad amministrare…purtroppo il livello è molto basso..l’indennità..maledetta indennità…vorrei proprio vedere se senza …cosa accadrebbe…mah…lasciamo perde che meglio..dividere il bottino per stare tutti tranquilli….ma questo è stato fatto anche con me….un sindaco che lo fà a tempo pieno è giusto che venga retribuito….da noi si pagano anche le comparse…si paga chi in 5 anni non aprirà mai bocca..si pagano chi ha una delega..è nemmeno se la ricorda…sarei curioso averli davanti e farle qualche domanda…mah sai che risate…

  3. la critica di Andrea Polizzo non riguarda,se ho ben capito, solo il problema Ospedale, per il quale i sindaci del nostro territorio si sono mossi con la “diplomazia” dopo che i buoi sono scappati, ma come viene governato, o meglio ancora non governato, tutto il territorio che ha problemi pesantissimi che riguardano quelli elencati da Polizzo ed io aggiungerei la qualità della vita, l’ambiente e l’invecchiamento della società.Purtroppo in questo territorio manca la generazione che va dai venti ai trentacinque anni, che per motivi di studio e di lavoro se ne sono andata,quindi quella vitalità indispensabile per rinnovare e dare un contributo di energia.Oggi questi territori sono governati da ultrasessantenni che nulla hanno più da chiedere se non un lauto stipendio…..

  4. ma qualcuno è capace di far capire lo stato attuale dell’ex ospedale di praia? la copertura della segnaletica ha colpito tutti anche chi…non aveva capito che l’ospedale stava per salutarci…cosa è rimasto in vita?non si può non informare i cittadini..ormai non cè più niente da difendere il peggio è stato fatto..

  5. Ognuno è libero di avere la sua visione delle cose. Credo che la scelta dei sindaci di intraprendere la strada diplomatica vada rispettata, anche se non condivisa. Io, ad esempio, non la condivido. Credo che buona parte della cittadinanza avrebbe voluto vedere azioni diverse, forti, più a ‘livello strada’ per intenderci. Se l’operato o meno dei sindaci abbia, o abbia mai avuto, qualche possibilità di incidere sulle sorti dell’ospedale, secondo me, è cosa tutta da dimostrare. Probabilmente più sindaci ‘quarantenni’ avrebbero avuto tutt’altra reazione. La domanda continua a ripetersi: in un territorio in cui l’ambiente è ricco di nodi irrisolti, in cui non c’è lavoro, senza fabbriche e senza garanzie di sanità… cosa diavolo c’è da amministrare??? Mi verrebbe da rispondere: qualche appalto e una indennità che, in questi tempi e a quelle cifre, viene difficile da immaginare come ‘rinunciabile’. Tanta roba, in termini economici, poca roba in termini morali. Non credo che nessuno degli attuali amministratori sarà consegnato alle pagine della storia locale…

  6. Delicatucci, stessa pasta, vi sentite forse responsabili? rileggete bene, non tra le righe. Comunque stinchi di santi, alla prima occasione sarete i primi a imprecare ed augurare tanto bene ai responsabili.

  7. Carmelo D'Attoli

    Concordo pienamente con la proposta lanciata dal Sig. Saverio Strano.

  8. Sono d’accordo con Biagio Praino, essere in disaccordo non vuol dire uscire fuori dalle righe, ma resta il fatto dell’inadeguatezza delle attuali A.C. di Tortora, Aieta e Praia sui grandi problemi che toccano la popolazione.Allora lancio un’idea che potrebbe qualificare un politico anche locale: perchè il territorio di Praia Aieta e Tortora non diventa un unico comune?Ci sarebbero tutte le condizioni:territoriali, culturali ed anche di tradizione storiche.Ci sarebbe un ritorno anche in termine economici per i cittadini, un potere contrattuale verso le istituzione sovracomunali più forte.Oggi come sono composti questi tre paesini non hanno nessun potere, servono solo a soddisfare le ambizione di qualche signorotto locale.

  9. Che schifo bestemmiare così, capisco lo sfogo, ma le bestemmie no.
    bisognerebbe vergognarsi,

  10. Penso proprio che siate in ritardo, tempistica perfetta ( lu criaturu è muorto).Possano tutte le future bestemmie “sanitarie” trasformarsi in malanni per tutti i politici responsabili della chiusura .Gente senza palle, avreste dovuto guidare le cittadinanze alla rivolta civile, altro che riunioni e salottini. Un cittadino molto incazzato.

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