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Tribunale di Scalea, nuovo scippo al Tirreno cosentino


Dopo lo scippo nella sanità tirrenica ora tocca alla giustizia. Sindaci in ‘sala’ per impedire soppressione sede di Scalea.

Dopo la chiusura dell’ospedale di Praia a Mare, o per meglio dire la riconversione in Casa della salute, a destare preoccupazione sull’Alto Tirreno cosentino è la paventata soppressione del tribunale di Scalea.

Ecco allora che i sindaci del territorio si adoperano per tentare il tutto per tutto e salvare l’importante presidio di giustizia.

Per lunedì prossimo, 14 maggio, alle 17, è stato convocato infatti un consiglio comunale aperto nella sala consiliare di Scalea. I primi cittadini della Riviera si incontreranno per decidere sul da farsi.

Tanti tentativi finora, ma da Roma nessuna risposta. Anzi, in base a quanto previsto dalla riforma sulla geografia giudiziaria italiana, il tribunale di Paola e la sede distaccata di Scalea saranno soppressi e accorpati a quello di Cosenza. Il tempo delle trattative è concluso.

Lo scorso 17 aprile i rappresentati delle sigle sindacali di Calabria, Basilicata e Campania hanno preso parte al tavolo tecnico convocato dal Ministero di Giustizia. In quella occasione, i referenti regionali hanno avuto la possibilità di discutere e contestare tale provvedimento. Incontro che aveva riacceso la speranza, ma ad oggi non ci sono novità a riguardo.

“Il rischio – ha ribadito il sindaco di Scalea, Pasquale Basile – è che il nostro territorio venga sempre più depredato dei servizi necessari per i cittadini. Chiudere la sede distaccata dl tribunale è un errore che dobbiamo evitare ad ogni costo”.

Non va meglio oltre il confine calabrese. Stessa situazione per i tribunali di Lagonegro e Sala Consilina e la sede distaccata di Sapri. La proposta antisoppressione è la richiesta di accorpamento dei due presidi confinanti. Richieste di sindaci, manifestazioni popolari, scioperi degli avvocati, ma ancora niente.

Da non dimenticare che tale proposta di legge, prevede anche la soppressione di molti uffici del Giudice di pace. Così potrebbero chiudere le sedi di Scalea, Belvedere, Cetraro e Amantea, lungo l’Alto tirreno cosentino, ma anche Lauria  e Sapri. Fermo restando che valga ancora la regola del mantenimento su richiesta dei Comuni, intenzionati a farsi carico delle spese di gestione degli uffici in questione. Insomma, una situazione a dir poco allarmante.

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About Pierina Ferraguto

Giornalista pubblicista dal 2013. Laureata in Filosofia e scienze della comunicazione e della conoscenza all'Università della Calabria. Dal 2006 al 2008 lavora come stagista nella redazione di Legnano de Il Giorno. In Calabria lavora con testate regionali di carta stampata e televisive.

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3 comments

  1. L’unica soluzione sarebbe quella di accorpare i territori dei circondari di Lagonegro , Sala Consilina (al riguardo esiste un documento dei due ordini forensi) e della sezione di Scalea in un unico tribunale avente sede in Lagonegro per la posizione centrale ed equidistante dello stesso. Conviene ricordare che il servizio giustizia non è materia regionale ma statale per cui non ci sarebbero problemi nell’accorpare territori appartenenti a regioni diverse, ma uniti culturalmente e storicamente (area Lausberg)

  2. Giustizia Salute

    Salute e giustizia sono diritti fondamentali dell’individuo. Sono fra i motivi per cui le persone si riuniscono in gruppi sociali.
    E’ naturale che la salute sia un pò più in alto nella scala dei valori sociali, ma è innegabile che non ci sarebbe civiltà senza giustizia, soprattutto in Calabria con l’alta densità di fenomeni malavitosi.
    Per cui vale la pena combattere per entrambe le cose ed aver fallito per una, non preclude la lotta per l’altra.

  3. il tribunale paragonato all’ospedale vale meno che zero …..
    ma se qualche buon politico si mette di mezzo andremo a farci l’antitetanica in sala d’appelllo!!!!