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Sanità, ambulatori H24: la mappa del territorio


PRAIA A MARE – Presidi sanitari aperti giorno e notte in ogni comune, anche nel fine settimana, con personale medico al completo e strumentazioni adeguate.

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È il nuovo ambulatorio medico tratteggiato per grandi linee dal decreto Balduzzi sulla sanità. Il testo ha recentemente passato il vaglio del Consiglio dei Ministri ed è in attesa della firma del Capo dello Stato e della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Ispirato al modello toscano, da alcune parti è stato ribattezzato ospedale di quartiere per l’intenzione del legislatore di svuotare i pronto soccorso degli ospedali dai codici gialli e verdi. Qualcosa che potrebbe risultare una risposta alla richiesta sanitaria di territori, come nel caso dell’Alto Tirreno cosentino, privi di ospedali veri e propri e divisi tra lunghe corse su strade poco sicure verso il presidio più vicino o l’extraregionalità.

Nella mente del legislatore, le nuove strutture prevedono oltre al medico di famiglia, specialisti come il pediatra, il cardiologo, il chirurgo o il ginecologo, dotati di attrezzature mediche per esami come l’elettrocardiogramma o l’ecografo.

Una bella idea. Come l’hanno definita le categorie rappresentative di medici generali e d’ambulatorio o dei pediatri. Che potrebbe rimanere sulla carta, però, come molti hanno ipotizzato.

I nodi da sciogliere, infatti sono tanti. Oltre al passaggio in parlamento con lo strascico di modifiche e integrazioni al testo, è da vedere come la legge sarà accolta dalle regioni che in conferenza hanno già fatto sentire la propria voce.

Soprattutto perché è proprio a loro che spetterà sciogliere due dei nodi principali: trovare le risorse economiche e gli spazi adeguati.

La pensa così anche il direttore del distretto sanitario del Tirreno cosentino.

“È già difficile ora, se non impossibile – ha detto Pierluigi Cosentino – fornire una copertura h24 di alcuni servizi medici ed ambulatoriali, figuriamoci con questa riforma. Ma volendo essere ottimisti – ha aggiunto – il nostro territorio sarebbe pronto per quanto riguarda gli spazi fisici in cui allocare questi ospedali di quartiere seppur molte strutture necessiterebbero di adeguamenti”.

A cominciare dall’edificio dell’ex ospedale di Praia a Mare, in procinto di diventare casa della salute e all’interno del quale è ormai terminato il trasloco degli ambulatori e degli uffici del distretto sanitario. Lo spazio, di certo, non mancherebbe. Stesso discorso per Scalea, che potrebbe usufruire della struttura di località Petrosa, progettata come ospedale ed oggi poliambulatorio, e per Diamante dove da qualche anno si è rilanciato il ruolo del poliambulatorio Asp.

Tortora, presenta invece già una struttura nata dal concetto di associazionismo dei medici di famiglia, il Kos, nel quartiere Marina, ed esperienze simili si registrano in comuni come Belvedere e Verbicaro.

I problemi maggiori resterebbero per i piccoli centri montani, come l’esperienza di Orsomarso insegna.


 


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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One comment

  1. Forse è l’età che mi fa rincoglionire, ma non riesco a capire come si possano ipotizzare modifiche così sostanziali e rivoluzionarie e costose, nel mentre si chiudono ospedali attivi e attrezzati. Un ospedale di frontiera come Praia è stato soppresso, e le ciliegine di contentino manco riescono a decollare; la struttura di Scalea, nata come nuovo ospedale è stata adattata in qualche modo più come presidio burocratico che come ambulatori medici…
    Credo che questa operazione sarà messa sul tavolo degli impegni nelle prossime elezioni e, come tutti gli impegni elettorali, finiranno nella spazzatura; differenziata, nel cassonetto delle promesse non mantenute, che già tracima, inquinando la già nulla fiducia nei nostri politici.

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