TORTORA – “Lo stato di agitazione è sospeso, non revocato. Spesso si fa confusione tra le due cose. I vigili di Tortora attendono che l’amministrazione comunale ottemperi a quanto stabilito di fronte al Prefetto di Cosenza. In caso contrario, si riaprirebbe il conflitto”.
Dal Sindacato unitario dei lavoratori della polizia municipale (Sulpm) arriva una precisazione su quanto anticipato da questo sito a proposito della contesa tra vigili e Giunta Lamboglia sul servizio di polizia municipale.
La questione è stata di recente oggetto di un ‘tavolo di raffreddamento’ in prefettura a Cosenza al termine del quale i rappresentanti dello Stato, il sindacato, i vigili e gli amministratori hanno sottoscritto un intesa con la quale l’amministrazione comunale ha assunto degli impegni sui punti alla base dello stato di disagio dei lavoratori.
“In particolare – spiega in un comunicato Giuseppe Bonfilio, segretario regionale del Sulpm sulla denuncia che più aveva fatto discutere l’opinione pubblica – quanto ai rapporti tra la parte politica e il personale di polizia municipale, è stato chiarito che le disposizioni sull’espletamento del servizio competono esclusivamente al responsabile del servizi di polizia municipale”.
Queste le altre precisazioni sulle rivendicazione dei vigili tortoresi.
“In merito alla carenza di organico – scrive Bonfilio – l’impegno è a reperire risorse umane. Sui prolungamenti di orario disposti con direttiva politica si è convenuto che l’orario di lavoro verrà concertato con le organizzazioni sindacali così come previsto dalla normativa contrattuale vigente. Sulla mancata pianificazione della aree videosorvegliate – prosegue il dettaglio – l’amministrazione si è impegnata a gestirle, appena entreranno a regime, nel rispetto del regolamento. In merito all’addestramento all’uso delle armi, l’impegno assunto è di stanziare fondi e risorse per consentire l’addestramento così come previsto dalla legge”.
A quanto si apprende da indiscrezioni filtrate dal palazzo di governo cittadino, la precisazione del segretario regionale del Sulpm giungerebbe per mettere a tacere la voce, circolata in queste ore, sulla possibilità che il corpo di polizia municipale tortorese abbia ceduto sulle proprie rivendicazioni verso i politici.
Molto più probabile che l’intervento del sindacato giunga come atto di pressione sulla Giunta Lamboglia per far concretizzare gli impegni assunti a Cosenza lo scorso 3 ottobre. In caso contrario, l’agitazione riprenderebbe immediatamente. Il braccio di ferro tra le parti, dunque, continua.

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Ma perche’ a tortora si deve andare sempre dal giudice per i propri diritti? Se le pubbliche amministrazioni rappresentano tutti noi e vogliono solo il bene comune, non li devono rispettare per principio?
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