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Riordino della sanità del Tirreno, i sindaci sul sentiero di guerra


PRAIA A MARE – L’Asp di Cosenza destina Cardiologia a Paola e i sindaci dell’Alto Tirreno cosentino insorgono.

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La decisione, in vigore dal primo di ottobre, prevede che al San Francesco di Paola siano allocati i reparti e i servizi di Cardiologia. Dunque, i codici rosso, ad esempio gli infartuati, è a Paola che devono essere trasportati e, in caso di mancanza di posti, a Cosenza o Castrovillari.

Facile immaginare il rischio decessi per i centri molto distanti da Paola come, appunto, i comuni dell’Alto Tirreno cosentino.

Antonio Praticò, sindaco di Praia a Mare, è dunque intervenuto come portavoce dei primi cittadini dell’area con uno scritto dai toni estremamente polemici nei confronti dell’azienda sanitaria.

“Non c’è rispetto per il diritto alla vita dei nostri amministrati – accusano in sintesi i sindaci– se determinati servizi di fondamentale importanza, come appunto Cardiologia, vengono riallocati senza tener conto di distanze geografiche, tempi di percorrenza, condizioni delle strade”.

Ora i sindaci chiedono un incontro e un passo indietro a Scarpelli. E rilanciano la proposta di restituire a Praia a Mare il ruolo di ospedale di frontiera, partendo proprio dalla Cardiologia. Una scelta finalmente a favore del territorio – così la pensano i sindaci – e a costo zero, essendo l’Asp dotata sia di apparecchiature e personale idonei.

“Speriamo che Scarpelli e la Regione – scrivono i sindaci – non facciano la parte dei sordi, solo perché il nostro territorio non è elettoralmente appetibile. Altrimenti – è scritto nel documento – abbandoneremo la via della diplomazia per intraprendere quella dello scontro a tutti i livelli”.

Infine, un passaggio della lettera è dedicato ai disservizi che continuano a registrarsi nella Casa della salute di Praia a Mare. Da un autoambulanza incidentata in estate e non ancora riparata, alla Tac fuori servizio, al recente scippo di Mammografia, nonostante tutte le dotazioni del caso fino alle carenze di personale.



About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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7 comments

  1. I cittadini sono colpevoli al pari dei sindaci se non di più, bastava che alle elezioni di praia nessuno andava a votare, è il gioco era fatto, invece tanti cittadini in un primo momento anno consegnato la tessera e il giorno del voto ne anno fatto una nuova e anno votato. allora cosa vogliamo ci danno quello che ci meritiamo.

  2. Visto che io non seguivo la politica locale, qualcuno mi puo’ dire qaule sindaco era pronto a dimetersi per l’ospedale?Se e’ ancora sindaco lo puo’ ancora fare se l’ha detto.

  3. ma qualche sindaco in una riunione pubblica disse : pronto a dimetersi………….parole parole parole…..

  4. La solita presa per i fondelli dei sindaci che al momento giusto non hanno avuto la dignità di fare quello che degli amministratori disinteressati avrebbero dovuto fare:DIMETTERSI TUTTI.A cose fatte parlano solo per accontentare i cittadini.Allora ripeto se davvero avete a cuore il bene della popolazione che rappresentate dimettetevi.Sono sicuro che non lo farete ma almeno non prendete per i fondelli i cittadini.

  5. Quando il popolo si sveglierà si renderà conto di essere già morto. Il risveglio dei sindaci è tardivo: fuoco e fiamme erano da fare “prima” che questo piano scellerato fosse attuato, oggi ha soltanto il sapore di campagna elettorale preventiva.
    (I buoi sono fuggiti, chiudiamo i cancelli del recinto…).
    All’epoca, se veramente la vicenda fosse stata a cuore, tutti (TUTTI) i sindaci dell’alto Tirreno cosentino avrebbero dovuto avere il coraggio e la coesione totale, al di là dei colori politici, per dimettersi in massa consegnando al prefetto le fasce tricolori e confermando in prefettura queste dimissioni, non in sede di trattativa, ma veramente come un vero e proprio diktat, che sarebbe stato davvero un ultimatum dei cittadini contro una decisione assassina.
    Con la Marlane, che per decenni è stata fonte di vita per Praia e dintorni, una specie di campanilismo ha ostacolato uno sviluppo della vicenda che, forse, avrebbe potuto avere un esito meno traumatico per il comprensorio direttamente interessato.
    Con l’operazione “ospedale” si è creata una fonte di morte, che sarà bene accetta solo alle imprese di pompe funebri, e, lo ribadisco, questa mobilitazione postuma ha il sapore di campagna elettorale a basso costo.
    (Oltre ai disservizi “tecnici” dell’ex ospedale di Praia, sarebbe opportuno dare uno sguardo al repartino di lunga degenza: una visitina di qualche responsabile, possibilmente non preannunciata, di giorno e di notte, riserverebbe sorprese molto poco piacevoli).

  6. giocare con la salute altrui è la peggiore cosa che si possa fare la vergogna della classe politica regionale e nazionale è di fronte a tutti quando si sveglierà il popolo………….forse sarà troppo tardi

  7. Io sono con Pratico’;noi tutti con TUTTI i sindaci che dicono-vogliono rappresentare l’Altotirreno finalmente a manifestare insieme per l’ospedale e contro queste scelte scellarate della Regione: la SALUTE prima di tutto!Ed in prima fila ci devono essere i sindaci della zona,anche quelli che non osano mettersi contro gli amici della regione,pereche’ se no vuol dire che sono contro i cittadini.

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