
Si sono concentrati particolarmente su questo capo di imputazione gli interrogatori di questa mattina nella nuova udienza presso il tribunale di Paola nell’ambito del processo Marlane.
Il primo teste ad essere sentito è stato Emilio Osso, agente di polizia giudiziaria applicato al Nucelo ambiente presso la Procura della Repubblica di Paola.
Il vigile amanteano era parte per la procura paolana del pool incaricato dal Pm Antonella Lauri di accertare la presenza di sostanze inquinanti nei terreni che circondano l’ex impianto tessile della Marlane.
Si tratta di indagini ambientali condotte nel 2006 e nel 2007 su mandato della Procura di Paola. A coordinarle, la dottoressa Rosanna De Rosa, direttore del dipartimento di Scienza della terra dell’Unical. Il team prevedeva inoltre tecnici dell’Arpacal, l’agenzia per l’ambiente della Regione Calabria, dell’Asp e la collaborazione dei Vigili del fuoco e del Corpo forestale dello stato.
A condurre l’interrogatorio, per l’accusa, i PM Roberta Carotenuto e Maria Camodeca che hanno concentrato le loro domande su quanto rinvenuto nell’area compresa tra lo stabilimento di proprietà Marzotto e il depuratore del Comune di Praia a Mare.
In due riprese, sono stati effettuati scavi, carotaggi ed esami piezometrici in porzioni di terreno scelte sulla base delle indicazioni fornite agli organi inquirenti da alcuni ex operai della fabbrica oggi dismessa.
Osso, in linea con quanto contenuto nella relazione finale della De Rosa, ha raccontato alla Corte del rinvenimento sotto terra di mandrini, i rocchetti utilizzati per raccogliere i fili da tessere, fanghi di vario genere, lana di vetro in quantità enormi, fusti metallici, alcuni riportanti etichette con marchi di aziende produttrici di sostanze chimiche, bidoni di plastica e detriti plastici e ferrosi di vario genere.
I sedimenti in alcuni scavi sono stati descritti “Di diverse tonalità di colore, dal grigio chiaro a quello scuro, al nero e al marrone fino al giallo e al rosso e di consistenza untuosa e melmosa”.
Uno dei bidoni rinvenuti – sempre nel racconto di Osso – conteneva porzioni di una sostanza “Presumibilmente chimica ed emanante un forte odore. In due occasioni i vigili del fuoco ci hanno intimato di allontanarci – ha raccontato Osso al giudice – poiché, al dissotterramento di alcuni contenitori, le loro strumentazioni avevano rilevato elevate concentrazioni di composti volatili organici”.
Sempre nel corso della campagna di scavi, inoltre, sono stati trovati un canale ed una tubazione. Quest’ultima è stata anche danneggiata dalla benna dell’escavatore utilizzato. “Entrambe – ha raccontato Osso – sono risultate sospette, ma su queste so che in seguito sono stati chiesti all’ufficio tecnico del Comune di Praia a Mare degli accertamenti”.
Nell’udienza di oggi non si è fatto in tempo ad ascoltare Rosanna De Rosa, il consulente incaricato dalla Procura. Sentiti invece i tecnici Apracal del pool che hanno in sostanza confermato i risultati delle analisi contenuti nella relazione.
Una relazione nelle cui conclusioni si legge:
“Vista la tipologia di attività esistente sull’area e l’utilizzo dei terreni analizzati, i risultati ottenuti portano a concludere che i superamenti nelle concentrazioni in elementi metallici siano sostanzialmente dovuti all’apporto di materiale dall’esterno. La presenza di alte concentrazioni di cromo VI nel campione W area A 5, la tipologia di rinvenimento dello stesso e le sue caratteristiche macroscopiche suggeriscono che si tratti probabilmente di un composto del cromo utilizzato nella lavorazione industriale. In tutti gli altri campioni che superano le concentrazioni limite il Cromo è presente come Cr(III), essendo l’eventuale Cr(VI) ridotto a Cr(III) mediante i numerosi meccanismi possibili”.
E ancora, nella parte Discussione dei dati e prime considerazioni, si legge: “Impressionante è la quantità di un colorante azoico riscontrato in quantità diverse nei reperti esaminati. Si tratta chiaramente di un composto utilizzabile dalla Marlane per le operazioni di colorazione dei tessuti. È impressionante la sua percentuale relativa nel reperto Z 4-2 che ammonta a 646 gr./Kg! Si tratta, in pratica di una superficie di terreno fondamentalmente costituita dal colorante in parola. La facilità con la quale può essere estratto dalla matrice, e purificato, potrebbe suggerire, in un’operazione di bonifica, il suo recupero e la sua commercializzazione”.
Queste infine le conclusioni della relazione: “I risultati degli accertamenti dimostrano come le zone sottoposte a prelievo sono da definirsi inquinate ed alcune di esse, vedi la Z 4-2 estremamente pericolosa per la salute dell’uomo e per l’ecosistema. Le sostanze chimiche rilevate sono nella maggior parte dei casi, riconducibili all’attività di un azienda operante nel settore della colorazione dei tessuti. Il disastro ecologico che si può ipotizzare dall’analisi dei dati, richiede ulteriori indagini anche sul territorio circostante e nelle falde acquifere”.
Sulla base di queste considerazioni e sull’interrogatorio di Osso, i rappresentanti dei movimenti ambientalisti, che in occasione delle udienze svolgono sit-in di fronte al tribunale di Paola, hanno chiesto a gran voce la bonifica dell’area.

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Ogni volta che si parla di Marlane… (e lo svolgimento di questo processo invita a pensare ben oltre il processo stesso) mi chiedo, da assolutamente profano e marginalmente informato su tutta la vicenda, CHI ha provveduto materialmente a sotterrare quel materiale; mi chiedo se i sindacalisti, che mi risulta rappresentassero tutte le confederazioni nazionali, sapessero di questo tran-tran; mi chiedo, poiché li so tutti intelligenti e attivi, perché hanno taciuto per alcuni decenni questa situazione.
Continuando a pensare, mi viene il dubbio che a Praia a Mare si sia verificato uno scontro tipo ILVA di Taranto, ante litteram: dando preminenza al posto di lavoro contro i rischi per la salute, poi emersi in modo drammatico solo quando la baracca era in disarmo; mi chiedo se, a fronte delle centinaia di lavoratori che sono transitati in quello stabilimento, nessuno (dico nessuno) abbia mai avuto sentore che qualcosa andava per il verso sbagliato…
A scanso di polemiche, a questo punto inutili e sorpassate, mi commento da solo: penso troppo, e se Andrea deciderà di ricorrere alla moderazione, non me ne adonterò.
Peraltro, se qualcuno, possibilmente in maniera educata, desse corda a queste mie elucubrazioni personali, gliene sarò grato.
Ogni volta che si parla di Marlane … succede questo… http://www.youtube.com/watch?v=arkV-zv4t2k