LAURIA – Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lagonegro, Lucia Iodice, ha rigettato la richiesta del sostituto procuratore Anna Grillo di sequestro preventivo dell’impianto di trattamento di rifiuti Carpineto di Lauria.
Secondo il giudice non sussistono rischi tali da giustificare il provvedimento che, invece, l’ufficio della Procura aveva richiesto ritenendo fondata la possibilità che le attività nel sito potessero aggravare o reiterare i reati ambientali contestati.
Dalla procura valnocina informano che a giorni sarà depositata istanza di ricorso contro la decisione del Gip, ritenendo che l’impianto necessiti ancora del controllo dell’autorità giudiziaria non solo per i reati ipotizzati, ma anche per assicurare che le procedure necessarie alla ripresa dell’attività vengano svolte a norma di legge.
Tra queste, il Piano di caratterizzazione dell’intera area per individuare fuoriuscite di percolato e se sia necessario procedere a bonifica. Il Piano è già stato approvato dalla conferenza regionale e il suo finanziamento da parte della Regione Basilicata è imminente.
Saranno poi necessarie alcune procedure per la messa in sicurezza dell’impianto. Tra cui lo smaltimento del percolato accumulatosi dal 24 luglio, data del sequestro, ad oggi e una copertura artificiale dei cumuli di rifiuti, il cosiddetto capping, per impedire che la pioggia generi ulteriore liquido inquinante.
Tra le altre procedure tecniche necessarie per la ripresa dell’attività di Carpineto, quelle per la riattivazione del depuratore di percolato interno, anch’esso fermo da luglio.
Infine, bisognerà procedere al collaudo dell’impianto tramite un tecnico esterno già individuato dal Comune di Lauria.
“Sommando tutto – ha commentato l’assessore all’Ambiente Rosario Sarubbi – non crediamo si possa riattivare Carpineto prima di molti mesi”.

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