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Sanità e politica, non mi sento bene… non ti voto


PRAIA A MARE – “Non mi sento bene, non ti voto”.

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Potrebbe essere questo un pensiero, anzi ‘il’ pensiero che dovrebbe frullare nella testa di molti cittadini dell’Alto Tirreno cosentino. Il condizionale è d’obbligo.

Il 24 e il 25 febbraio si avvicinano recando con sé una nuova chiamata alle urne. La politica chiede, dunque, per l’ennesima volta, d’essere legittimata a decidere per noi. Considerando che nel 2012 il cruccio principale di molti abitanti del territorio è stato lo ‘scippo alla sanità’, è legittimo credere che l’approccio alla scheda elettorale sia, quanto meno, disincantato.

In alcuni casi, addirittura, traumatico. Come nel mio. In occasione delle proteste contro la conversione dell’ospedale di Praia a Mare ho riconsegnato il mio certificato elettorale. Non l’ho richiesto indietro. Non lo farò. Predico coerenza.

Valuto, tuttavia, quelle che potrebbero essere le reazioni dei miei conterranei. Alcune conferme e alcuni dubbi mi vengono dai commenti lasciati su facebook la dove si discute di sanità.

Stai tranquillo – scrive qualcuno – a febbraio in parecchi si dimenticheranno la fine dell’ospedale. Vedrai quanti voteranno per Scopelliti o suoi amici”.

Qualcun’altro sembra essere d’accordo. “Sarebbe – analizza – la conferma delle ultime competizioni locali. Siamo tanti pecoroni. A maggio scorso ci avevano promesso di sistemarci i familiari. Cosa verranno (se verranno!) a prometterci questi altri? Penso comunque che per prima mossa bisognerebbe impedire a qualsiasi candidato di venirci a rompere i cogl…. diamo loro il solo spazio disponibile alla Zaparia, nel bellissimo campo da golf approntato per loro”.

In estrema sintesi, interpretando quest’ultimo commento: “Come ci comporteremo quando vedremo passerelle elettorali con cene e aperitivi sorridenti”?

A me è piaciuto molto questo commento. “E rimaniamo ancora inermi – scrive qualcuno esasperato – e non facciamo nulla, che popolo siamo? E le istituzioni che ci devono tutelare che fine hanno fatto? Quanti morti ci devono ancora essere prima che le coscienze si sveglino”?

Qualcuno sostiene che sia meglio preparare le valige ed emigrare. Io dico restiamo ma, contemporaneamente, mi verrebbe di dargli ragione.

C’è chi propone di smetterla di urlare e propone di “lavorare piano, senza clamore”. Una visione accettabile ma che non va giù a chi, fino ad ora, ha visto un lavorio silenzioso quanto infruttuoso.

Questo lavorare piano piano – scrive infatti un cittadino – senza clamore, sentendo, esplorando ha portato questo paese alla rovina”. E ancora: “Di urla di politicanti (se mai presenti in zona) non se ne sono sentite. Silenzio? Tanto! A volte bisogna capire che per ottenere bisogna anche saper lottare. Anche con azioni estreme. E poi, finiamola di prendere in giro la gente. L’ospedale di Praia a Mare non sarà mai più riaperto. Se poi tutto l’Alto Tirreno cosentino, di sana pianta, occupasse la struttura dell’ex-ospedale, forse qualcosa si otterrebbe. Ma visto il circondario penso sia solo una mia fantasia”.

Anche qui, come dargli torto?

Sono solo alcuni pensieri sparsi nella rete. Io sono tra quelli che credono non accadrà nulla. Eppure resto curioso di vedere quale sarà la reazione della gente alle visite dei candidati alle prossime politiche.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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9 comments

  1. Buongiorno l unico modo per me e mettere in atto l art 104 comma 5 della legge elettorale andare al seggio e chiedete al presidente di seggio di mettere a verbale una vostra dichiarazione ” io non voto perché non mi sento rappresentato” solo così possiamo farci sentire

  2. Verdura e ortaggi costano troppo.
    Restano solo le pietre, di quelle ne abbiamo a iosa.
    E motivi per tirarle, anche.
    Non credo che i “grandi” candidati si sprecheranno a venire da queste parti; i ‘piccoli’ e i ‘minimi’ ripeteranno quello che hanno sempre detto, incitando dai palchi a una riscossa tardiva che, parlando di ospedale, non ha più ragion d’essere, poiché, come dici tu, è ormai senza sbocchi.
    Sempre parlando dell’ospedale, saranno i morti a farla, la riscossa. Ma anche quelli, mi sa che non la spunteranno: le ragioni di bilancio passano anche sui cadaveri.
    Caro Andrea, bene hai fatto a iniziare un dibattito su tutta la politica che ci aspetta, che va ben oltre gli scopelliti e la banda che attualmente è al potere.
    Suggerirei, ma credo sia un suggerimento superfluo, di chiedere da subito ai vari rappresentanti di partiti, di correnti, di gruppi, di clan e di ‘ndrine, di esporre qui sul blog gli intenti di ciascuno per ottenere il voto. Si aprirebbe fin d’ora un dibattito, che la tua moderazione saprà mantenere nei binari del dialogo civile e della buona educazione.
    (Prima che a qualcuno salga il sangue agli occhi: è qui detto in senso ironico, non si riferisce alla nostra amata consorella, ma a quei mini partiti che si vanno formando, composti da piccoli gruppetti familiari, che tra parenti se la scrivono e se la cantano, fregandosene altamente del bene comune, e puntando esclusivamente ad emergere per arrivare… dove non lo sanno, e manco gliene frega, a loro basta arrivare).

  3. Nel corsivo, non so perché, è saltato ‘ndrine, ma credo si capisca ugualmente che non parlo di ‘ndrangheta.

  4. l’occasione c’è già stata e non si è colta ( elezioni comunali Praia), adesso si ripresenta sarà uguale alla precedente i nostri compaesani sono troppo rassegnati, e vivono il proprio orticello fatto di abusi e ricorsi alla raccomandazione, quindi voteranno quello che gli riempirà la borsa della spesa e i ragazzi voteranno chi gli darà una scheda di ricarica. cruda realtà dei nostri paesi.

  5. Johannes ALTHUSIUS

    Personalmente sono contrario al non voto perchè significa lasciare spazio ai disonesti e truffatori che usano la politica a fini personali. La maggior parte delle persone che non votano sono quelli che in qualche modo si disinteressano della politica e quando votano lo fanno senza riflettere, spesso su consiglio di un amico, in poche parole non sono dei militanti. Io penso che il problema sta nel fatto che non sappiamo votare, da sempre ho sempre votato la persona più vicina a me dal punto di vista geografico naturalmente, ma semplicememte perchè è portatore dei miei stessi interessi provenendo dalla stessa area geografica. Ebbene io so che non è sempre così, spesso si votano persone che non c’entrano nulla con la nostra realtà territoriale e difficilmente queste persone una volta elette potranno fare il nostro interesse, quindi dobbiamo imparare a votare e votare le persone che sono portatori dei nostri stessi interessi. Io penso che dobbiamo andare in massa a votare perchè il voto è un diritto conquistato con il sangue non dimentichiamolo mai, intere generazioni hanno dato la propria vita per conquistarsi questo diritto, e noi abbiamo il dovere di rispettare queste vite perchè sono state sacrificate per darci la libertà, appunto, di decidere se utilizzare o meno questo diritto/dovere. Per quanto mi riguarda lo farò sempre. Dobbiamo semplicemente imparare a votare nel senso che dicevo sopra.

  6. Andrè, anche la mia scheda ha fatto la fine della tua, e, a coerenza non sono meno, pensa che bello se tu, il giorno dopo le elezioni potresti scrivere ” astensionismo totale “. Pecore,(sei grande)HAI RAGIONE, siamo solo un popolo di pecore. Spero che quelli che ci andranno seguano almeno il consiglio di Johannes, a dimenticavo, noi non abbiamo il diritto di scegliere i candidati, solo quello della scelta del lurido partiito; scusate,ma allora che cazzo ci andate a fare ????????? Pinomaceri

  7. Caro Pino, ti offro una cena se il 26 febbraio potrò scrivere quanto tu auguri. Per la serie: “Non corro rischi di pagarti una cena”. 🙂

  8. Anche io ‘ero’ contrario al non voto. Ma oggi? Mettiamo un caso. Al sesto posto del listino calabrese del Pd c’è Ernesto Magorno, sindaco di Diamante. Mettiamo che io riesca a violentare me stesso nell’intimo e decida di andare a votare il Pd perché mi sta bene che un esponente della mia terra finisca in Parlamento. Poi penso però che quella crocetta non è per il buon Magorno. Almeno ‘non solo’. E’ anche per tutti quelli che non conosco, di cui non mi fido, che non mi rappresentano ed inseriti nella lista. E allora mi tengo la mia coerenza. Con questo lungi da me suggerire ad altri il non voto.

  9. Ok , ma con il 50% , paghi la pizza.

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