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Asp Cosenza, luci e ombre dell'era Scarpelli


gianfranco-scarpelliCOSENZA – L’Asp di Cosenza nei prossimi giorni doterà di nuove attrezzature tecnologiche le strutture sanitarie per ovviare al malfunzionamento di quelle vecchie. Eppure sul territorio permangono i dubbi sull’offerta sanitaria.

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Ad annunciare il rinnovamento tecnologico è il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, Gianfranco Scarpelli.

Dopo anni di lamentele per le difficoltà nel rispondere alle esigenze dei pazienti con attrezzature fuori uso o, nel migliore dei casi, funzionanti a singhiozzo, l’Asp ha deciso di rinnovare il ‘parco macchine’.

E così, dopo l’installazione della nuova Tac a San Giovanni in Fiore, sono in arrivo nuovi macchinari diagnostici da allocare nelle strutture sparse nella provincia di Cosenza.

Questa la ‘lista della spesa’ per gli Spoke e i Capt cosentini fornita dallo stesso Scarpelli.

8 Tac, 5 Risonanze magnetiche, 2 ecocardiografi, 3 ecografi multidisciplinari di alta fascia, 5 ecografi portatili e 3 mammografi per lo screening dei tumori femminili.

Dagli Spoke Paola – Cetraro e Corigliano – Rossano fino alle strutture territoriali di Trebisacce e Praia a Mare, nessun presidio sarà trascurato.

Resta però la sensazione, espressa da molte voci del territorio, che nulla si stia facendo per potenziare il soccorso che, come nel caso del Tirreno cosentino, è già compromesso dalle condizioni della Ss18.

Scarpelli, però, vanta i primati della sua riorganizzazione che, proprio in questi giorni, si stanno concretizzando.

I conti, tanto per iniziare. “In quest’anno l’Asp di Cosenza – dichiara Scarpelli – è riuscita a ridurre il deficit dai 117 milioni del 2010 ai 48 milioni del 2012”. Con tanto di complimenti della struttura commissariale.

Eppure, nelle stesse ore, spuntano sospetti su gare d’appalto modulate al rialzo e affidamenti di lavori sospetti. Uno dei motivi, come è filtrato da indiscrezioni, per i quali si è consumato il rapporto con l’ex direttore amministrativo, Flavio Cedolia, che, ufficialmente, si è dimesso.

Insomma, luci e ombre per il direttore generale che si è visto contestare da una parte dei sindacati anche il progetto dei Nuclei di cure primarie, mentre si registrano ancora ritardi nell’adempimento di fondamentali passaggi burocratici come i piani di fattibilità per le Case della salute.

Ma il direttore generale non se la sente di bocciare la sua riorganizzazione aziendale grazie alla quale – ha dichiarato – l’Asp di Cosenza finalmente avrà un assetto organizzativo ben definito e la disorganizzazione sta lasciando il passo all’utilizzo razionale delle risorse disponibili”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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2 comments

  1. Nei 3 anni che sono stato in America pagavo la famosa assicurazione sanitaria, ti sceglievi tu i pacchetti più allettanti e pagavi. Il sistema era completamente diverso le strutture, fortunatamente viste solo 2 volte per controlli, erano eccezionali. Non proprio come si vede nei telefilm ma massima competenza. Una cosa veramente utile e a mio avviso e farebbe risparmiare milioni di euro sarebbe il sistema dei medicinali. Una cosa molto importante erano i medicinali prescritti. Se la cura prevedeva 2 pillole per 5 giorni ti venivano date 10 pillole e non come da noi un pacco da 12 o 24 che finisce in un cassetto dimenticato per poi inesorabilmente essere gettato via. Bene quelli sono soldi che la sanità paga alle case farmaceutiche. Perché non utilizzare questo sistema? Facile le case farmaceutiche immetterebbero nel mercato italiano un quantità di farmaci minori, che vuol dire minore guadagno. Non dico di adottare il sistema della polizza sanitaria perché non è democratico ma almeno copiate quello che funziona. Vi esorto a leggere per chi non se lo ricordi o non l’abbia mai visto questo articolo.
    http://sportelloconsumatori.org/blog/2012/01/27/farmaci-senza-fustella-le-iene-denunciano-truffa-in-farmacia/

  2. Per ridurre il deficit sono state chiuse strutture ospedaliere vitali per le varie zone interessate. Per giungere al pareggio basterebbe sopprimerne ancora una o un paio. Eccheccevò.
    C’è da sperare che tutto il materiale in fase di acquisto, illustrato numericamente nel testo, non sia previsto come spesa sanitaria, altrimenti saremo punto e a capo.
    Per adesso l’assetto organizzativo lo vede solo lui, per gli utenti la sanità calabrese in genere e quella nostra, alto Tirreno, in particolare è puro smantellamento di un sistema che, pur con le sue pecche, funzionava.
    A margine, tutto questo materiale tecnologico è tendente ad evidenziare malanni e accidenti vari: questa presa d’atto di patologie, o stati critici, in assenza di personale umano che le curi prontamente, a cosa (a chi?) servono?
    Quello “a chi?” tra parentesi sottintende, senza mezzi termini, che l’utilità di queste attrezzature a qualcuno sarà più utile che ai pazienti che, in assenza di pronti rimedi, continueranno a passare a miglior vita; a meno di avere la fortuna di arrivare vivi a strutture extra regionali, che (aggiungo: per ora, purtroppo) funzionano.
    More solito, potrebbe venir fuori che gli appalti per tanto bendidio finiscano, prima o poi, nel mirino della magistratura, mentre la soppressione di servizi pubblici indispensabili passa inosservata. Sempre in nome del sacrosanto pareggio sanitario.