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Tortora, padri e figli intorno al fuoco per San Giuseppe


frustulitata-arTORTORA – La Pro loco Tortora ha organizzato per domani la tradizionale frustulitata di San Giuseppe con il patrocinio del Comune di Tortora, a partire dalle 15 e 30 in piazza Stella Maris.


L’evento prevede anche animazione e intrattenimento per i bambini e l’adesione alla campagna Fai scorrere la vita promossa da Humana, il cui ricavato serve per realizzare un progetto in Mozambico. L’obiettivo dell’iniziativa è di permettere a circa 5mile persone di gestire le proprie risorse idriche e avere accesso ad acqua purificata, sia ad uso domestico che agricolo.

Sarà presente anche lo stand dell’associazione Sanità è vita onlus, in prima linea per il diritto alla salute in Calabria.

Alle 17 e 30 si terrà la messa solenne con la benedizione ai papà presenti. Durante il pomeriggio verranno premiati, per fascia di età, il “Giuseppe” più giovane e il più anziano. Dopo il falò avrà inizio il torneo di calcio balilla fra papà e ragazzi della parrocchia.

“La tradizione – è scritto in un comunicato stampa della Pro loco Tortora – vuole che in questo periodo enormi cumuli di legna vengano prodotti dalle potature dei vigneti. Una volta, queste fascine venivano lasciate dai contadini nelle loro terre in attesa di essere trasportate nei luoghi dove si realizzavano i falò. La Pro Loco di Tortora, per il secondo anno consecutivo, ha voluto ridare al paese questa tradizione da tempo dimenticata. In collaborazione con la Parrocchia di Santo Stefano e del parroco don Antonio Pappalardo ci sarà alle 19 la frustulitata e la benedizione del fuoco”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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One comment

  1. In questo periodo le potature degli alberi e dei vigneti venivano consumati per enormi falò nelle piazze ad illuminare la notte di San Giuseppe,sposo di Maria Vergine e padre di Nosto Signore Gesù, un segno propiziatorio per ingraziarsi le forze dela natura, la speranza riposta nell’arrivo della primavera e in nuovi raccolti abbondanti dopo un lungo inverno rigido,rigorosamente misero. Una tradizione da ricordare e portare avanti nella sua semplicità ma importante per il suo significato come occasione da non perdere per festeggiare e riunire le famiglie, in un rito accompagnato da canti popolari,cibi e dolci da consumare insieme attorno al falò. Ovunque Buon Falò e Buon San Giuseppe a tutti.