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Riapertura degli ospedali, tra propaganda e realtà


ospedale-cancello-4-arPRAIA A MARE – I centri di assistenza primaria territoriale di Praia a Mare e Trebisacce potrebbero essere riconsiderati come ospedali di frontiera.

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A dirlo, nel corso del Consiglio regionale di ieri dedicato proprio alla sanità, è stato Fausto Orsomarso del Pdl. Una dichiarazione rilasciata a margine del dibattito in aula e che ha spinto sostenitori e alcuni media a parlare di riaperture con toni trionfalistici. Se, invece, queste dichiarazioni si pesano con obbiettività e a mente lucida, le cose appaiono in maniera diversa.

È il classico caso in cui, tra il dire ed il fare, c’è di mezzo il mare… anzi: il Governo. Questo perché non bisogna dimenticare che in Calabria la sanità è commissariata e tale rimane. Ci può stare che il Consiglio regionale ne discuta, ma poi gli atti e i fatti li fanno i decreti che assume la struttura commissariale, sempre e solo se c’è l’ok dei ministeri. Dunque, per parlare di ospedali di frontiera ci sono iter legislativi da seguire e questioni tecniche da affrontare.

Le strutture riconvertite, ovvero gli ospedali chiusi, proprio come Praia a Mare o Trebisacce, lo sono in ossequio al Piano di rientro dal deficit finanziario e dei relativi decreti emanati dal 2010 al 2013. L’unica via perseguibile per cambiare le cose è la contrattazione con i Ministeri. L’unico iter all’orizzonte lo offrirebbe il Programma operativo 2013 – 2015, ovvero la continuazione legislativa del Piano di rientro. Ma, a quanto si apprende, l’attuale bozza è ferma a Catanzaro, non verrà consegnata al tavolo Massicci il prossimo 15 luglio, ma settembre, e, comunque, al momento non contiene traccia di “contro-conversioni” per le due strutture al confine con la Basilicata.

Poi vanno valutate le difficoltà tecniche. Praia a Mare e Trebisacce, sono due strutture depredate, di personale e di tecnologia. Per renderli ospedali è necessario destinarvi entrambi e, soprattutto, trovare le somme per pagare queste e gli eventuali adeguamenti strutturali. Inoltre, non va trascurato nemmeno il fatto che i finanziamenti destinati alla conversione in Case della salute si perderebbero. Tra l’altro si tratta di somme europee ferme in attesa che l’Asp di Cosenza predisponga i piani di fattibilità, che la struttura commissariale li sottoponga al tavolo interministeriale e che, successivamente, il commissario ad acta li tramuti in decreti.

Insomma, quella venuta fuori dal consiglio regionale di ieri andrebbe interpretata solo come una mera volontà politica, al limite della propaganda elettorale e, comunque, ben distante dal produrre effetti concreti. Se tutto andasse per il meglio, non si potrebbe parlare di ospedali prima di 5 anni.

Ma, intanto, l’onda lunga della riapertura è partita e i rappresentanti politici, in maniera trasversale, salgono sul carro “elettorale” dei vincitori o aspiranti tali. Chi governa la Calabria parla di risultato politico frutto dei rapporti del centro con la periferia e sconfessa i movimenti di protesta. Chi è all’opposizione loda i comitati e ascrive ai suoi meriti quello di aver fatto cambiare idea a Scopelliti.

E, intanto, i cittadini bisognosi di sanità vera restano a guardare. E meriterebbero maggior rispetto.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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One comment

  1. i politici sono tutti mafiosi a cominciare da scopelliti

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