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Operazione “Plinius”, le mani della consorteria sugli appalti


scalea_plinius_comune_elicottero-arSCALEA – Dalle carte dell’inchiesta, questi i principali appalti assegnati e gestiti da ‘ndrangheta e amministrazione comunale di Scalea.

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Appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani: base d’asta 11milioni 250mila euro, che veniva aggiudicato alla Ati Avvenire – Balsebre di Gioia del Colle, in provincia di Bari, dietro promessa di corresponsione della somma di 500mila euro, in favore di Piero Valente e Alvaro Sollazzo, nipote di Mario Stummo, del sindaco Pasquale Basile e dell’assessore al Commercio Francesco Galiano.

Appalto per la concessione di porzioni di terreni demaniali per la realizzazione di attività turistiche: le indagini hanno consentito di accertare come i gruppi Stummo-Valente si siano fronteggiati per l’ottenimento delle concessioni, fin dalla predisposizione del bando di gara, che veniva confezionato in maniera da consentire l’aggiudicazione a prestanome dell’una e dell’altra fazione e, successivamente, per ottenere i migliori lotti, fino a determinare la caducazione dell’unica concessione rilasciata in favore di un prestanome di Stummo. Ovviamente dalle intercettazioni si evince la assoluta consapevolezza, da parte degli amministratori, di chi fosse dietro le istanze di concessione. Nella vicenda risultava coinvolto anche il vicesindaco Maurizio Ciancio, il quale interveniva nella turbativa della gara.

Appalto per la concessione del servizio di parcheggio a pagamento: veniva affidato a trattativa privata a prestanome di Mario Stummo nelle more della predisposizione di un bando di gara che avrebbe dovuto avere i crismi delle gare europee avendo un valore superiore ai 250mila euro. Nella vicenda risulta coinvolto l’assessore alla Viabilità, Antonio Stummo, figlio del boss Mario.

Appalto per la gestione della pubblicità nelle aree demaniali: si registrano, sempre presso lo studio Nocito, una serie di conversazioni dalle quali si evince che Stummo, Valente e gli amministratori (sindaco Basile e assessore al Commercio Galiano) volevano costituire una impresa intestandola a loro prestanome in favore della quale avrebbero cercato di vincere la gara. Nelle more della costituzione dell’impresa la pubblicità viene gestita dagli uomini di Stummo che abusivamente hanno piazzato cartelloni di enormi dimensioni in violazione dei vincoli urbanistici e paesaggistici, con la piena consapevolezza del sindaco che ometteva di sporgere denuncia delle violazioni segnalategli.

Appalto per la realizzazione di un impianto di compostaggio, che veniva fatto aggiudicare, dal Basile e dal Galiano ad una impresa di gradimento dell’assessore ai lavori pubblici De Rosa Raffaele.



About Pierina Ferraguto

Giornalista pubblicista dal 2013. Laureata in Filosofia e scienze della comunicazione e della conoscenza all'Università della Calabria. Dal 2006 al 2008 lavora come stagista nella redazione di Legnano de Il Giorno. In Calabria lavora con testate regionali di carta stampata e televisive.

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