SCALEA – Nove giorni alla chiusura dei tribunali.

E mentre a Rossano va avanti la protesta con lo sciopero della fame di Flavio Stasi e Mauro Mitidieri, e a Sala Consilina gli avvocati si organizzano per incatenarsi al cancello del palazzo di giustizia e in tutto il Vallo di Diano i cittadini sono pronti a consegnare le schede elettorali, a Scalea tutto tace.
Sembra quasi che lungo l’Alto Tirreno cosentino tutti, avvocati, impiegati del tribunale e cittadini compresi, si siano già abituati a questo ennesimo sopruso.
La sede distaccata del tribunale sta per chiudere battenti, dopo anni di storia e attività lavorativa. Ma qui la battaglia non si combatte come a Rossano o a Sala Consilina. Scalea preferisce non fare rumore. I diretti interessati saranno ben sicuri forse, di riuscire a far cambiare idea al ministro Cancellieri, attraverso mosse politiche studiate sottobanco, taciute volontariamente per evitare qualche brutta figura.
Il Consiglio dell’ordine degli avvocati del foro di Paola sembra non avere a cuore la questione. Ancor meno il presidente del tribunale Domenico Introcaso, che dopo aver lottato per la salvezza del presidio paolano, sembra non essersi scomposto per la sede distaccata di Scalea. Anzi, per il presidente l’edificio di Paola è adatto ad accogliere l’ufficio soppresso.
E per ufficio soppresso s’intende personale e archivio, all’incirca 250 faldoni, attualmente a Scalea, ma che nei prossimi giorni dovrà essere trasferito a Paola.
Ma tutto procedere nella normalità. Al tribunale di Scalea si continua a lavorare come se nulla fosse, nell’attesa della ditta che dovrà effettuare il trasloco. Negli ultimi giorni solo qualche volantino contro la chiusura dell’ufficio, distribuito da un comitato appena nato e poco propositivo, a molti sconosciuto.
Tante chiacchiere e pochi fatti, verrebbe da dire. Molti incontri pubblici e tanti in camera caritatis, qualche richiesta e poche battaglie individuali.
E mentre si aspetta magari una forte protesta, i politici del territorio decidono di giocare l’ultima carta.
Per questa sera alle 18, il deputato del Pd Ernesto Magorno ha invitato i colleghi sindaci dell’Alto Tirreno a Diamante per studiare insieme una strategia per convincere il presidente Introcaso a richiedere l’art. 8 del decreto legislativo sulla soppressione dei tribunali, relativo all’edilizia giudiziaria.
In pratica, quando sussistono specifiche ragioni organizzative e funzionali il Ministero della giustizia può disporre che vengano utilizzati a servizio del tribunale, per un periodo non superiore ai cinque anni, gli immobili di proprietà dello Stato adibiti a servizio degli uffici giudiziari soppressi e delle loro sezioni distaccate.
“Il provvedimento è adottato – si precisa nell’articolo 8 – sentiti il presidente del tribunale, il consiglio giudiziario, il consiglio dell’ordine degli avvocati e le amministrazioni locali interessate”.
Sembra essere questa è l’unica ancora di salvezza per Scalea. La speranza è che non sia troppo tardi.
