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Sondaggio, porto di Tortora: favorevoli o contrari?


porto-tortora-arTORTORA – La domanda principale è: Tortora avrà mai un proprio porto? Se ne discute da 40 anni e alle chiacchiere non sono mai seguiti fatti concreti.


Nel frattempo che questa domanda trovi risposta, in positivo o in negativo, vogliamo capire cosa ne pensano i nostri lettori.

Siete favorevoli o contrari? Prevarrà chi crede che questa infrastruttura possa rilanciare le sorti economiche della città e del comprensorio? O la spunteranno coloro che credono che quell’opera possa essere solo un disastro ambientale a danno dell’ecosistema della foce?

C’è un mese di tempo per votare, a partire da oggi.

A voi.

Questo sondaggio è stato indetto e pubblicato su blogtortora.it il 2 aprile 2014.

 


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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One comment

  1. Spero non naufraghi questa grande opportunità non solo per Tortora ma per tutto il comprensorio dell’alto tirreno cosentino perché è in questi termini che bisogna ragionare, uscire fuori dai propri perimetri mentali campanilistici che non portano da nessuna parte.
    Un’altra cosa che faccio fatica a comprendere come si può abbinare delinquenza e criminalità ad una infrastruttura che potrebbe dare impulso, insieme ad un progetto più organico, al settore turistico di qualità; come si può avere paura di entrare nel grande
    circuito delle opportunità e dello sviluppo perché questo attira delinquenza e
    criminalità; al contrario punterei sullo sviluppo per scongiurare che ciò si verifichi; penso che dotarsi di infrastrutture importanti, come l’approdo via mare, favorisca lo sviluppo di un settore importante come quello del turismo attraverso investimenti privati che di riflesso ti permette di agganciarti alle comunità più progredite e civilizzate creando benessere economico e di riflesso allontani la malavita in quanto è risaputo che questa trova la sua manovalanza nella povertà e nel sottosviluppo, nelle persone in cui è palpabile il bisogno materiale e mentale di farsi strada a tutti i costi pur non sorretti da scolarizzazione.
    Il progetto preliminare approvato dalla Giunta Silvestri nel 2009, in tempi giusti, era destinato ai fondi POR Calabria FESR 2007/2013 e precisamente ai Progetti di Sviluppo Locale (PISL) per la realizzazione di sistemi di mobilità intercomunale e servizi intercomunali per la qualità della vita nonché sistemi turistici locali/destinazioni turistiche locali e per la valorizzazione del centro storico.
    Il progetto comprendeva non solo l’approdo turistico situato sulla sinistra orografica del fiume Noce ma una serie di infrastrutture di servizio all’approdo, la riqualificazione
    urbanistica ed edilizia di una parte del territorio comunale della marina ed il centro storico, con un rivisitazione dei collegamenti interni e con i territori limitrofi.
    Il progetto era ambizioso, impostato su vari step, perché tendente a dare impulso alla vocazione turistica del territorio Tortorese e per cui le infrastrutture di accesso al territorio sia via mare che via terra diventano pilastri indispensabili per qualsiasi
    strategia di sviluppo.
    Per anni la classe politica Tortorese in generale non è stata capace di decidere ma si è lasciata guidare dalla domanda, quella della seconda casa, trascurando di pari passo le infrastrutture e gli standards edilizi che assicurano la qualità della vita, il territorio è stato privato, con la cementificazione selvaggia, della bellezza del proprio
    paesaggio e del proprio ambiente naturale che ha inciso nel tempo sull’attrattiva
    turistica.
    Il popolo Tortorese con la propria classe dirigente non può più permettersi di perdere tempo deve essere capace di determinarsi sul proprio futuro, uscire da questa ambiguità che ci pone in un limbo infruttuoso, in attesa che succeda qualcosa, aspettando che arrivi un Godot che ci indichi la strada da imboccare. Bisogna avere il coraggio di decidere (dopo averne discusso con i cittadini) mettendo in progetto un’idea strategica di sviluppo capace di dare i suoi frutti negli anni e ci porti ad
    inserirci non solo nel grande circuito del turismo internazionale, ma dia
    vitalità ad altri settori come l’agricoltura, il commercio e quello dei servizi; l’edilizia dovrà rimanere un settore importante, ma si dovranno cambiare gli interventi legati ad essa: puntando sulla riqualificazione del patrimonio edilizio, sulla qualità dell’offerta, sull’edilizia artigianale, industriale e dei servizi, ma soprattutto limitando nuovi interventi e quindi il consumo di nuovo suolo allo stretto necessario per quanto riguarda il residenziale; basta seconde case.
    La Legge Urbanistica della Regione Calabria, attualmente in vigore, dopo dieci e lunghi anni di gestazione ha concluso il suo iter procedurale con l’approvazione del Quadro Territoriale Regionale Paesaggistico; le amministrazioni non avranno più scusanti la Legge assegna ai comuni un ruolo importante quello degli artefici del proprio destino.
    Una cosa è sicura non si può continuare ad aspettare Godot.
    Enzo.