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San Sago, i particolari del dissequestro temporaneo

paola-tribunale-procura-arTORTORA – “Granitiche”.

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Ha scelto questo aggettivo il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Paola, Carmine De Rose, per descrivere le emergenze portate alla luce dalle indagini sull’impianto di San Sago.

È quanto si legge nell’ordinanza con la quale, nei giorni scorsi, ha concesso un dissequestro temporaneo della struttura privata nella Valle del Noce.

Una decisione che ha fatto molto discutere ma, dalla lettura dell’ordinanza, emergono particolari che confermano la visione allarmante fornita dall’autorità giudiziaria sulla vicenda.

Il Gip, infatti, ha rigettato la richiesta integrale di dissequestro avanzata dai legali di Ecologica 2008 e ha disposto che, al termine degli interventi del periodo di dissequestro temporaneo, sulla struttura di località San Sago tornino i sigilli.

Inoltre l’ordinanza di De Rose chiarisce la natura degli interventi. Il privato – scrive il Gip – a sue spese eliminerà le criticità strutturali riscontrate sugli impianti installando macchinari che ne garantiscano l’efficienza. In tal modo, dovrebbe limitare il pericolo ancora riscontrabile a causa di strutture inadeguate e, soprattutto, modificate allo scopo di eludere i limiti di legge.

Sempre nell’ordinanza, il Gip di Paola respinge le lamentele mosse dal privato, sulla base di una consulenza tecnica richiesta al professor Federico Vagliasindi, verso l’operato degli investigatori.

“Troppi e tali – si legge nell’ordinanza – sono i rilievi elaborati nell’indagine sulla grossolanità, approssimazione e incuria degli indagati nella gestione operativa del sito per ricondurre la vicenda, come vorrebbe il privato, a una mera diatriba tecnico-strutturale ed amministrativo documentale”.

Troppe dunque le prove a suffragio delle ipotesi di reato. Nella sua ordinanza il gip ricorda quanto rilevato in fase di indagine circa la “Presenza di strutture sospette e poco sicure sotto il profilo ambientale, messe a regime all’interno del depuratore con valvole bypass e condutture volanti per aumentare la portata degli scarichi e sospette di essere state utilizzate per immettervi percolati non trattati direttamente sversati nei bacini idrici”.

Ovvero nel torrente Pizinno e, attraverso questo, nel fiume Noce per poi finire nel Tirreno.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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