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Bcc di Verbicaro, da una registrazione audio luce sul Cda del 2 giugno


GS_inside_arVERBICARO – Sono le 17 e 41 del 2 giugno. Il primo Cda dell’era Riccetti, il neoeletto presidente della Banca di credito cooperativo dell’Alto Tirreno della Calabria, si infiamma.

Fioccano le contestazioni e – raccontano alcuni dei presenti – i comportamenti ostruzionistici. Tanto che alla sede centrale di via Roma arrivano i carabinieri e, fuori, si forma un capannello di soci e curiosi.

In queste fasi, dal telefono del presidente eletto dall’assemblea, dopo elezioni concitate, si attiva la funzione di registrazione dell’audio. Non si sa se volutamente o accidentalmente.

Ma per certo nella registrazione di circa un’ora finiscono le voci dei presenti nella sala dove si svolge il Cda.

Il file, dopo giorni in cui la lotta per il controllo dell’istituto bancario è andata avanti a suon di carte, denunce e minacce di querele, finisce sul tavolo del PM allegato all’ennesima diffida presentata dal legale difensore di Riccetti.

“Da quella registrazione – sostiene l’avvocato Ugo Vetere – si deducono diverse cose. Riccetti stava presiedendo il Consiglio d’amministrazione e si capisce che, dal momento in cui inizia la registrazione in poi, c’era un solo punto all’ordine del giorno: la verifica dei requisiti degli eletti. Nient’altro che questo. Di sicuro non una mozione di sfiducia nei confronti di Riccetti che ha proseguito a presiedere il Cda fino alle 21. Cosa – aggiunge Vetere – che non avrebbe potuto fare se fosse stato dichiarato decaduto”.

Una prima prova – secondo l’accusa – che la nota di servizio del direttore De Bonis sulla avvenuta decadenza del presidente, desunta dall’esito del Cda, non ha fondamento nel verbale della riunione ritenuto “ufficiale”.

Altri particolari. Nell’audio si sentirebbe Riccetti chiedere di discutere i requisiti di un consigliere (di cui non riveliamo il nome, ndr) e, di conseguenza, che lo stesso si allontani dalla stanza. Nella registrazione si sentirebbe il rifiuto da parte del consigliere e la richiesta di intervento rivolta dal presidente alle forze dell’ordine presenti.

Questi, sommariamente, e secondo le risposte forniteci da Vetere, i contenuti del Cd consegnato in Procura.

Poi la diffida. L’ennesima. Le richieste sono sempre le stesse: il direttore De Bonis consegni il verbale redatto dal Cda il 2 giugno e comunque il verbale dal quale si desumerebbe la decadenza di Riccetti in modo che questo possa impugnarlo davanti a un giudice.

Tra l’altro – ad oggi – Riccetti non avrebbe ricevuto neanche la notifica di avvenuta decadenza dalla carica. “Per tanto – sottolinea l’avvocato difensore – e soprattutto per il plebiscito di voti conseguito nelle elezioni del 4 maggio Arturo Riccetti è il presidente della Bcc di Verbicaro”.

La diffida prevede che se non avverrà la consegna di quanto richiesto entro e non oltre le 10 di lunedì 9 giugno scatterà una denuncia alle autorità competenti per il direttore De Bonis, i consiglieri Giuseppe Russo, Carmine Cirimele, Francesco Silvestri, Mario Saporiti e i componenti del Collegio sindacale Marino Vittorio Germano e Nicolina Germano.

“Nello stesso giorno – ha concluso Ugo Vetere – è molto probabile la convocazione da parte mia e del mio assistito di una conferenza stampa nella quale forniremo ulteriori dettagli”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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