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Bcc di Verbicaro, il caso alla Dda


GS_inside_arVERBICARO – La lotta per il controllo dalla Bcc di Verbicaro potrebbe approdare alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

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Sono queste infatti le intenzioni per la giornata di domani, giovedì 19 giugno, dall’avvocato del foro di Paola, Ugo Vetere, difensore di Arturo Riccetti, l’assessore alla Viabilità della Provincia di Cosenza eletto presidente del Cda della banca lo scorso 4 maggio, ma osteggiato da parte degli organi dell’istituto e dichiarato destituito.

Proprio contro le manovre che hanno disarcionato dalla carica Riccetti ancor prima che assumesse il controllo dell’organo di gestione della Bcc si incentra la line difensiva. Ancora una volta vengono richiesti gli atti dai quali desumere la decadenza del presidente eletto dai soci per impugnarli nella sede giudiziaria opportuna. Ma – ad oggi – quel che resta del Cda della banca e il direttore della stessa si rifiutano di notificare quanto richiesto da Riccetti e da altri due consiglieri.

Ovvero: i verbali dei due Cda fin qui svolti in assenza del presidente Riccetti. Inoltre, all’orizzonte pare ci sia in programma, domani, una nuova seduta del Consiglio di amministrazione per discutere di fidi.

Intanto si apprende che la banca avrebbe rilevato un vizio di forma nelle richieste degli incartamenti e che, oggi, nello studio legale Vetere sarebbe giunta una nota del direttore De Bonis, datata 10 giugno, secondo la quale le richieste di documentazione non sono accolte perché non corredate da formale procura.

Non è necessario allegare alcuna procura – risponde Vetere – anche perché la richiesta è stata depositata a mano dal consigliere eletto Battista Pignataro. Sono passati dall’affermare che avrebbero valutato le nostre richieste a inventarsi questo cavillo della procura. Prendo atto – ha aggiunto il legale di Riccetti – di questo nuovo orientamento, eppure, senza alcun tipo di procura allegata, lo studio ha ricevuto copia di una delibera del Cda della banca: quella che escludeva dalla competizione elettorale Riccetti, poi impugnata e sospesa dal tribunale di Catanzaro, sezione delle Imprese. In questa vicenda tutto è lecito e le istituzioni tacciono”.

Le motivazioni per l’appello all’autorità giudiziaria sono sempre le stesse e l’avvocato Vetere le ripete come un mantra: “In un paese civile – si legge nell’ennesima diffida – la magistratura dovrebbe far osservare leggi, regolamenti e statuti a meno che non si autorizzi la parte a farsi giustizia da sé. L’autorità intervenga rapidamente poiché Riccetti non ha ricevuto alcun provvedimento ufficiale in merito ed è necessario per esercitare il diritto costituzionalmente garantito di poter far valere le proprie ragioni davanti alla competente autorità giudiziaria”.



About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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