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Paola, fanghi a cielo aperto: la Procura indaga


promo_insidePAOLA – Indaga la Procura della Repubblica di Paola sugli sversamenti abusivi di fanghi della depurazione sul litorale di Paola. Indagini che spaziano a 360 gradi.

Questo è il periodo di picco. Vale a dire quando l’afflusso turistico è alto e le fogne scoppiano. I depuratori stessi non riescono a contenere in alcuni casi le grosse portate dovute all’incremento della popolazione.

E così fanno i furbetti. C’è chi scarica a mare, chi addirittura invece di smaltire i fanghi secondo le direttive imposte dalla legge li abbandona.

La Procura di Paola nei mesi scorsi ha evidenziato diverse criticità degli impianti. Nella fase della grigliatura le problematiche sono le seguenti: “attività spesso inesistente o comunque insufficiente. Questo incide negativamente sui processi successivi cui il refluo verrà avviato causando spesso anche danni meccanici alle parti dell’impianto; il rifiuto prodotto viene smaltito senza alcuna annotazione sul registro di carico e scarico dei rifiuti. Viene abitualmente smaltito nei cassonetti dei rifiuti solidi urbani o depositato nei letti di essiccazione fanghi, miscelandolo con gli stessi”.

Nella fase dell’ossidazione si rileva che i fanghi devono essere continuamente monitorati e rimessi in circolo per quantità necessarie. Nella sedimentazione le problematiche sono: “Eccessiva portata di refluo di comparto che non consente la completa sedimentazione del fango; malfunzionamento o inefficienza delle pompe adibite al riciclo del fango; cattivo o malfunzionamento dei carroponti installati nel comparto”.

Nella disinfezione queste le criticità: “Negli impianti dotati di sistema di clorazione tale sostanza spesso non viene approvvigionata in modo regolare e correttamente utilizzata. È immessa in dosatori di fortuna in quantità modeste. Inoltre le lampade Uv sono spesso non funzionanti”. Nell’impianto di trattamento dei fanghi riscontrati: “Numerosi malfunzionamenti o cattiva gestione dei relativi sistemi; non corretto utilizzo dei letti di essiccazione; la concentrazione di selenio nei fanghi prodotti da alcuni impianti tali da non rendere possibile lo smaltimento presso discarica per rifiuti speciali non pericolosi”.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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