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Paola, omicidio Serpa: moventi al vaglio


promo_insidePAOLA – Tre moventi ciascuno per i due indagati dell’omicidio del pastore Guido Serpa. Uno di questi è la vendetta. Proprio Serpa avrebbe cercato di uccidere uno dei due inquisiti: M. M., ma al momento di premere il grilletto gli si inceppò la pistola.

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L’altro e non di secondo piano è quello passionale. Storie di donne contese e di relazioni nascoste.

E ci sarebbero infine situazioni relative ai confini dei pascoli che non sarebbero stati rispettati. Sia M.M., che F.S. (l’altro indagato), secondo gli inquirenti del commissariato di Paola diretto dal vicequestore aggiunto Raffaella Pugliese, avevano diversi motivi per attentare alla vita di Guido Serpa.

È l’ultimo omicidio (dopo quello di Antonello La Rosa) in ordine di tempo che è ancora irrisolto nella città che diede i natali a San Francesco. Ma, viene chiarito, non si tratterebbe di una storia di ‘ndrangheta. Gli inquirenti hanno infatti escluso definitivamente questa pista. Anche perché Guido Serpa non aveva nulla a che fare con l’omonimo clan.

Sia F.S. che M.M. sono risultati positivi entrambi alla prova stub subito dopo l’omicidio. Quindi, nei giorni scorsi, sono stati effettuati dalla polizia di stato altri esami a carico dei due indagati. Si è anche svolto davanti al Gip l’incidente probatorio. Ma adesso però dovrà essere la Procura della Repubblica di Paola a vagliare se sono sufficienti le prove raccolte per giungere a processo e chiedere pertanto l’incriminazione per omicidio.

Sono passati quasi tre anni da quella notte di febbraio del 2011 quando, lungo un sentiero in terra battuta in località Cozzo castagna, una zona brulla e senza alberi, buona per il pascolo, è stato rinvenuto assassinato con 4 colpi di pistola calibro 7,65 Guido Serpa, 42 anni, pastore, padre di 2 figli in tenera età.

A oltre 100 metri di distanza dove è stato rinvenuto cadavere, Guido Serpa possedeva un ovile con una baracca all’interno di un recinto dove abitualmente dopo il pascolo ricoverava il gregge di pecore e alcuni bovini di cui era proprietario.

Quattro i colpi esplosi, uno dei quali alla nuca. L’assassino dopo averlo ferito l’ha poi finito da distanza ravvicinata.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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