GRISOLIA – Incrementare l’occupazione e migliorare le condizioni del territorio. A Grisolia i disoccupati chiedono terre da coltivare al Comune che si dice pronto a intercettare loro istanze.

In un periodo di forte crisi economica ed occupazionale la vicenda suona come fantasiosa e al tempo stesso dannatamente concreta. In giorni in cui un lavoro è spesso una pura chimera, figuriamoci il “posto fisso”, ecco un idea dai molteplici risvolti postivi.
Alcuni cittadini di Grisolia, per lo più disoccupati, hanno chiesto al Comune di mettere a loro disposizione alcuni fondi demaniali incolti allo scopo di creare aziende agricole. Le loro istanze sbarcheranno in Consiglio comunale mercoledì 29 ottobre.
“Ci è sembrata una buona proposta – ha detto il consigliere di maggioranza Francesco Papa – anche se va regolata in maniera opportuna. Tra i richiedenti – ha poi precisato – ci sono anche coltivatori che hanno intenzione di accrescere la loro azienda agricola”.
La questione è dunque in una fase preliminare. Nel corso del consiglio sarà richiesta una semplice assunzione d’impegno da parte dell’amministrazione comunale. Poi partiranno una serie di rilievi per “mappare” il territorio grisolioto ed individuare i fondi che potrebbero essere concessi.
Anche se, come ha spiegato ancora Papa, non di semplice cessione si tratterà.
“La nostra intenzione – ha detto – è di cedere le superfici in fitto, magari con formule convenienti e soprattutto dovremo trovare il sistema adatto a evitare malintenzionati. Le cronache calabresi sono dense delle cosiddette truffe dei falsi braccianti agricoli”.
Il consigliere comunale ha inoltre anticipato che l’ente sarà al fianco dei richiedenti per l’istruzione delle pratiche e l’ufficio tecnico li seguirà anche nella trafila burocratica necessaria nei rapporti con altri enti, come ad esempio per l’iscrizione alla Camera di commercio.
Insomma, posta così, ci guadagnano tutti. Comune compreso.
“In questo modo – ha concluso Papa – si crea lavoro e al contempo si ripopola la campagna. La presenza di coltivatori su terreni abbandonati porta notevoli vantaggi al territorio. La regimentazione delle acque che ne conseguirebbe, solo per fare un esempio, inciderebbe positivamente sul rischio di dissesto idrogeologico”.

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