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Santa Domenica Talao, le lacrime il giorno dopo


GS_inside_arSANTA DOMENICA TALAO – Le lacrime, il giorno dopo.

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Segnano il volto delle persone che nella notte di venerdì 7 novembre hanno assistito all’incendio esploso in via Piave a Santa Domenica Talao a causa di una perdita di gas e nel quale hanno perso la vita Maria Rosaria Russo e Giuseppe Antonio Cerbino, madre e figlio di 84 e 47 anni.

Il giorno dopo è impossibile percorrere le stradine del borgo antico senza imbattersi in qualcuno di loro. Santa Domenica Talao è un piccolo paesino. Tutti si conoscono. Quel che avveniva nella casa lo hanno saputo tutti in pochi istanti.

Oggi l’intera comunità è sotto shock. Incredula. “Non può essere successo davvero”.

Il dolore per la perdita di Maria Rosaria e Giuseppe Antonio è insopportabile. La gente si chiude nel silenzio e si stringe attorno al fratello più grande, Carmine, unico superstite, scampato alla morte senza neanche essersene accorto.

I giornalisti hanno detto solo cazzate” – dice Carmine senza voler rilasciare altre dichiarazioni, evidentemente provato e sofferente, incontrato casualmente sotto casa accompagnato da un parente. “Hanno raccontato un sacco di fesserie – aggiunge senza dimostrare rabbia nei confronti di chi ha raccontato l’accaduto – scrivessero quello che vogliono, le cose però non stanno così”. Carmine è un uomo distrutto che riesce a trovare due parole per dire che non si è trattato di un’esplosione e che il fratello “purtroppo” non è morto sul colpo.

Era intorno alle 20 e 30 di venerdì sera, 7 novembre, quando all’improvviso si sente un boato. Maria Rosaria, Giuseppe Antonio e Carmine avevano appena finito di cenare quando una perdita di gas dalla bombola usata per alimentare i fornelli della cucina provoca un’esplosione. Più precisamente una deflagrazione, come hanno confermato i Vigili del fuoco. L’ambiente doveva essere talmente saturo di gas che a causare l’incendio potrebbe essere bastata una piccolissima scintilla proveniente da una fiammella già presente in cucina.

Le fiamme si estendono in pochi minuti in tutta la casa, una palazzina nel centro storico su due livelli, favorite da un forte vento. Maria Rosaria e Giuseppe Antonio si trovano entrambi in cucina, al piano di sopra, mentre Carmine è di sotto, davanti l’ingresso.

La donna con molta probabilità è morta sul colpo ma Giuseppe Antonio ha avuto il tempo di rendersi conto di quanto stava accadendo e tentare di mettersi in salvo. Ecco perché si è rifugiato nel bagno, chiudendo la piccola porta comunicante con la cucina. Ha cominciato ad urlare e chiedere aiuto. Quelle grate alla finestra sono state fatali. Giuseppe Antonio è rimasto intrappolato, mentre Carmine è stato sbalzato fuori la porta d’ingresso.

Questo lo scenario confermato anche dai carabinieri di Scalea. I soccorritori hanno potuto solo spegnere le fiamme. I corpi di Maria Rosaria e Giuseppe Antonio sono ormai distrutti dal fuoco.

Lentamente, la ritrosia iniziale della gente si trasforma in voglia di sfogarsi. Voglia di tirare fuori quel che gli occhi hanno visto e il cuore non dimenticherà mai.

Ho visto Carmine dietro le sbarre della finestra del bagno – ci racconta uno dei testimoni – chiedere aiuto, intrappolato, mentre le fiamme lo avvolgevano. L’ho sentito gridare. L’ho visto dimenarsi mentre il fuoco lo bruciava vivo. E io mi sono sentito con le mani legate, non ho potuto far niente se non assistere a questa scena orribile, vista solo nei film”.

Tutti in paese ricordano Maria Rosaria e Giuseppe Antonio come brave persone, riservate, che non hanno mai avuto a che dire con altri. “Una morte così non la meritavano – commentano -. Non la meriterebbe nessuno”.

Lui era un avvocato ma svolgeva la professione di Vice procuratore onorario all’ufficio del Giudice di pace di Scalea dove si recava due volte al mese per le udienze penali.

Sulla vicenda i carabinieri confermano che la Procura di Paola ha aperto un fascicolo. Per prassi sono state avviate le indagini che potrebbero chiudersi nel giro di poche ore. “I Vigili del fuoco confermano la deflagrazione accidentale – precisano dal comando dei carabinieri di Scalea – non trattandosi di morte equivoca non è stata predisposta l’autopsia”.

I resti di Maria Rosaria e Giuseppe Antonio al momento si trovano nella camera mortuaria di Scalea in attesa che il magistrato conceda il nulla osta alla sepoltura che potrebbe arrivare nella mattinata di lunedì. Se così fosse nel pomeriggio potrebbero svolgersi i funerali.


About Pierina Ferraguto

Giornalista pubblicista dal 2013. Laureata in Filosofia e scienze della comunicazione e della conoscenza all'Università della Calabria. Dal 2006 al 2008 lavora come stagista nella redazione di Legnano de Il Giorno. In Calabria lavora con testate regionali di carta stampata e televisive.

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