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Assunzioni sospette all'Asp, la palla passa alla Regione


GS_inside_arCOSENZA – Della sospensione, della revoca o della continuità dell’utilizzo dei 133 precari recentemente assegnati alle strutture sanitarie dell’Asp di Cosenza dovrà occuparsi il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio.

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È quanto si legge nel verbale dell’incontro avvenuto oggi nella sede centrale dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza tra il direttore generale facente funzione Luigi Palumbo e i lavoratori, dopo che questi avevano occupato gli uffici di viale degli Alimena.

Nei prossimi giorni, dunque, sindacati e lavoratori chiederanno udienza al nuovo inquilino di Palazzo Alemanni per porre la parola fine sulla vicenda. Nell’incontro dovrà essere coinvolto inoltre il dipartimento regionale del Lavoro.

Contestualmente, Palumbo si è impegnato con la controparte su due fronti. Da un lato revocherà la sospensione dell’utilizzo dei lavoratori che aveva disposto solo ieri. Dall’altro lato avvierà la procedura di apertura della posizione presso l’Inail per le necessarie coperture assicurative. Tra queste, infortuni sul lavoro, malattie professionali e responsabilità civile presso terzi.

Due passaggi, questi, che evidenziano la particolarità del caso. L’Asp aveva sospeso l’utilizzo dei lavoratori, ma oggi si rende conto che l’iniziativa non era di sua competenza. Di fatti – come è stato ribadito anche nell’incontro di oggi – l’azienda sanitaria è solo utilizzatore dei lavoratori che, dal punto di vista contrattuale, sono a carico della regione. Inoltre, viene avviato a partire da oggi l’unico adempimento che spettava all’Asp: quello relativo alla comunicazione all’Inail dell’inizio del rapporto di lavoro. E, di fatto, i lavoratori in questione hanno iniziato la loro attività senza questa fondamentale garanzia. Come se in effetti ci fosse fretta a chiudere la pratica.

Una volta informati i direttori dei distretti sanitari, deputati alla dislocazione della forza lavoro nelle strutture del territorio, il personale potrà riprende a lavorare. Ma – come detto – sulla loro sorte pende la valutazione di Oliverio oltre agli esposti presentati alle procure di Cosenza e Castrovillari dal commissario della sanità calabrese Luciano pezzi e dalla Cgil provinciale.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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3 comments

  1. “Laureati e diplomati”… Il punto è, caro Spidi Gonzales, che la ratio dell’intervento di spesa era quella di ridurre il bacino degli LSU-LPU e di offrire una possibilità di reimpiego agli over 50enni espulsi dal mondo del lavoro. Invece, non si sa come, sono finiti nell’elenco anche under 30enni (sono questi i disoccupati di lunga durata?) laureati e diplomati con ottime prospettive di impiego, proprio per il loro curriculum. C’è stato un evidente allargamento delle maglie a favore di pochi “fortunati” beneficiari di informazioni riservate. Altrimenti le istanze di partecipazione sarebbero state centinaia di migliaia…
    Ma le domande a cui dovresti rispondere sono le seguenti:
    1) A quale bando hanno partecipato e quando è stato pubblicato?
    2) Quante sono state le domande pervenute?
    3) Quale processo selettivo hanno sostenuto?
    Sarebbe interessante saperlo, anche perché se è vero che il loro sussidio oggi è pagato con fondi europei, è anche vero che il processo è finalizzato alla loro STABILIZZAZIONE e, pertanto, domani graveranno sulla collettività. Non è così però che si entra nel Pubblico Impiego, ma tramite regolari Concorsi.

  2. Rispondendo a quanto postato dal sig. Zorro, vorrei dire che tra questi disoccupati definiti “de qualificati” ci sono numerosi laureati e diplomati che andrebbero a migliorare la macchina organizzativa dell’asp, visto che, data la carenza di personale, molti infermieri si trovano a svolgere compiti che non gli competono….ed inoltre, vorrei sottolineare, che come emerso dai giornali, i 134 disoccupati non graverebbero affatto sulle casse dell’asp ma su quelle della Regione Calabria, che, a sua volta, utilizzerebbe fondi europei…dunque, non un peso per Asp e Regione ma una opportunità di crescita per i lavoratori in primis e per i suddetti enti!

  3. E’ una vicenda davvero inquietante. Un rigurgito di vecchia politica che schizza fango anche sulla nuova gestione. Mi auguro davvero che il nuovo Presidente Oliverio voglia cancellare questa vergogna e, ove l’ASP di Cosenza avesse davvero bisogno di tutti questi impiegati, cosa di cui dubito, indìca un avviso pubblico serio che preveda un processo selettivo rigoroso e che tenga conto degli elenchi provinciali dei disoccupati, già presenti nei Centri per l’Impiego della Provincia di Cosenza, scavalcati invece da una pseudo lista alla quale hanno potuto iscriversi i pochi fortunati che ne sono venuti a conoscenza. E’ il colmo!!! Invece di assumere Medici ed Infermieri, si appesantiscono i conti già devastati dell’ASP con personale dequalificato che nulla ha a che fare con la Mission dell’Azienda.

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