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Cedro bene dell’Unesco, una cabina di regia


GS_inside_arSCALEA – Una cabina di regia per coordinare le attività a sostegno del progetto per ottenere dall’Unesco il riconoscimento del cedro dell’Alto Tirreno cosentino come patrimonio dell’umanità.

Se ne è discusso questa mattina a Scalea, nella sede del consorzio di Bonifica integrale dei bacini del Tirreno cosentino, tra i primi enti a raccogliere l’invito dell’Accademia internazionale del Cedro.

“Finalmente – spiega Davide Gravina, presidente del consorzio di bonifica – si sono concretizzate le condizioni per porre all’attenzione mondiale il cedro. L’obbiettivo finale è il riconoscimento Unesco che però deve essere il risultato di un’intero territorio per rimettere in moto l’economia del cedro e la sua cultura considerando la componente ebraica legata all’agrume come traino. Da oggi iniziamo a far sapere al territorio che ci sono attori istituzionali che spingono in tal senso”.

“Stiamo raccogliendo consenso ed entusiasmo – ha dichiarato Franco Galiano, vero promotore del progetto con l’accademia del cedro – attorno a questa iniziativa. Le novità e le originalità portano speranza. La speranza è che il cedro possa prendere corpo nelle sedi internazionali e la sua icona diventare universale. Ma non può essere il risultato di un singolo. Le battaglie donchisciottesche hanno fatto il loro tempo, non si va da nessuna parte. Facciamo squadra, lavoriamo in sinergia e coinvolgiamo tutte le espressioni culturali e non del territorio che possono sostenere il progetto per arrivare alla legittimazione. Come accademia stiamo lanciando il cedro come elemento che possa ridisegnare il territorio. Un’area bruzia, legata a Cosenza, ma anche alla Lucania e a Matera che è capitale europea della cultura. Portiamo in superficie le risorse di quest’area di confine, lavoriamo sul dialetto e consideriamo il cedro come elemento qualificante di questo pezzo di Calabria”.

Del comitato promotore fanno parte anche il Consorzio del cedro di Calabria e i comuni di Santa Maria del Cedro e Orsomarso.

“Gli amministratori del territorio – ha detto Antonio De Caprio, sindaco di Orsomarso – devono accodarsi tutti a questa iniziativa e non semplicemente con manifestazioni di interesse deliberate nei consigli. Io in particolare, come rappresentante dei comuni all’interno del consorzio di bonifica, inviterò i miei colleghi a mettere in atto tutte quelle iniziative utili ad estendere all’interno delle rispettive comunità amministrate un nuovo sentimento atto a recepire questa opportunità che ha risvolti interessanti sotto l’aspetto economico e sotto quello turistico”.

“Iniziativa lodevole e da sostenere – l’ha definita il presidente del consorzio del Cedro di Calabria, Angelo Adduci –. Il consorzio si batterà per questo obbiettivo per il quale abbiamo le carte in regola. Basti pensare ai molteplici aspetti culturali, religiosi ma anche colturali alla base del cedro. Quello che cresce lungo i corsi d’acqua della nostra riviera è il cedro dalla qualità più alta in tutto il mondo perché qui conserviamo le tecniche di coltivazione ereditate dai nostri avi. Unitamente al nostro impegno per l’ottenimento del marchio Dop, bisogna spingere tutti insieme per ottenere il riconoscimento Unesco e per far si che questo frutto possa tornare ad essere il volano dell’economia della Riviera dei cedri”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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