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Frana all’ospedale, il 26 marzo l’udienza preliminare


GS_inside_arPAOLA – È stata fissata al 26 marzo l’udienza preliminare a carico di cinque persone che secondo la Procura della Repubblica di Paola sono corresponsabili della frana nei pressi dell’ospedale civile San Francesco.

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Il sostituto procuratore, Maria Camodeca, ha completato in silenzio l’indagine, nonostante la grande attenzione sulla questione. E ha chiesto l’incriminazione per cinque persone, attualmente indagate: Edoardo Romano (direttore dei lavori), Salvatore Romito (all’epoca capo ufficio tecnico), Annarita Sganga e Pasquale Saragò (proprietari dell’immobile), Silvestro Mannarino (progettista, all’epoca organico dell’Utc).

Il Gup, Pierpaolo Bortone, dovrà decidere tra un mese se portare a processo o meno i cinque indagati. Parte offesa si è costituito anche il comune rappresentato dall’avvocato Paolo Quercia.

La querelle che si è tenuta attorno al movimento franoso non è stata roba da poco, perché su di esso hanno messo gli occhi non solo i media locali ma anche quelli nazionali. Nel corso dell’incidente probatorio tenutosi dinanzi al Gip, Carmine De Rose, in particolare i legali dei proprietari dell’immobile hanno additato le responsabilità dello smottamento all’area precedentemente adibita a parcheggio realizzata sopra le loro proprietà.

Sulla vicenda c’è anche una sentenza del Tar che ha annullato l’ordinanza di abbattimento delle strutture predisposta dal comune. La decisione è seguito della sospensione della stessa ordinanza da parte dei medesimi magistrati e della pronuncia del Tribunale del riesame, che aveva accolto le istanze dell’avvocato Paolo Perrone sulle autorizzazioni ricevute dalle autorità competenti.

L’ordinanza di Vigliotti viene definita “erronea, contraddittoria e immotivata”. E sui lavori di sbancamento tira in ballo l’ordinanza dell’8 luglio 2011 con la quale l’Ufficio tecnico del comune di Paola aveva ordinato alla ricorrente: “Di provvedere immediatamente alla idonea messa in sicurezza del sito (…)”. Anche se due anni più tardi, in effetti, l’Utc scrive: “Nessun permesso a costruire è stato rilasciato in merito alla richiesta in sanatoria presentata (dal proprietario)”.

Ritornando all’indagine della procura c’è da dire che sono state esperite diverse perizie. Non soltanto quelle di parte ma anche due distinte del tribunale. Una di queste, l’ultima, quella chiesta dal Gip, De Rose e presentata durante l’incidente probatorio.

È stata ribattezzata la collina che frana. Ma in effetti il movimento franoso si è arrestato da un po’ di tempo. Si dovrebbe dire grazie alle piogge se l’area del parcheggio dell’ospedale non è franata anzitempo. L’inverno l’ha risparmiata.

L’attesa è crescente anche per quanto riguarda quegli interventi (il progetto è ai primi posti della speciale graduatoria della protezione civile) che avrebbero dovuto vedere luce da tempo, ma di cui invece non si è vista ombra.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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