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Belvedere Marittimo, furto al depuratore: proseguono le indagini


GS_inside_arBELVEDERE MARITTIMO – Proseguono le indagini dei carabinieri sul furto di rame avvenuto nella notte di mercoledì scorso al depuratore comunale di Belvedere Marittimo. Della vicenda è stata informata anche la Procura della Repubblica di Paola. Le forze dell’ordine stanno valutando tutti gli elementi utili a fornire una pista che possa portare ai responsabili del gesto, mettendo in relazione l’ultimo furto con gli altri due precedenti che nei mesi scorsi hanno mandato in tilt l’impianto. Pare che la struttura di Belvedere sia meta preferita dei ladri di oro rosso. Per la terza volta consecutiva, lo ricordiamo,sono stati sottratti dall’impianto numerosi cavi elettrici dai quali estrapolare rame. Danni che inevitabilmente bloccano il depuratore creando problemi all’ambiente e alle casse comunali.


I carabinieri di Belvedere Marittimo hanno raccolto alcune testimonianze che potrebbero essere utili ai fini investigativi. Trapela che i militari nelle scorse ore hanno fatto una serie di accertamenti e perquisizioni che potrebbero portare ad una svolta.

Intanto si procede alla conta dei danni, questa volta maggiori rispetto agli altri due episodi. L’amministrazione comunale aveva appena provveduto a riparare l’impianto. “Non abbiamo avuto il tempo – aveva dichiarato ieri il vicesindaco di Belvedere Vincenzo Spinelli – di montare le telecamere che abbiamo acquistato per sorvegliare l’area. Questa è una zona decentrata e purtroppo i ladri hanno potuto agire in tutta tranquillità”.

Tranquillità che invece hanno perso i cittadini che risiedono nella zona Calabaia, preoccupati che i ladri possano prendere di mira anche le loro abitazioni. Da quanto raccontato, uno dei residenti proprio mercoledì avrebbe visto un’auto scura, di grossa cilindrata, aggirarsi nei pressi del depuratore.

Informazione sulla quale stanno lavorando i carabinieri.

Il circolo di Legambiente teme il problema ambientale. Visto il blocco dell’impianto, i reflui non trattati potrebbero finire direttamente in mare attraverso il torrente Soleo. Per questo hanno chiesto l’intervento immediato dell’amministrazione comunale e la partecipazione attiva della cittadinanza, invitata ad alzare la testa e denunciare l’incuria della politica locale “perché poi – ha commentato Gaglianone, presidente di Legambinete – a pagarne le conseguenze è sempre la popolazione”.


About Pierina Ferraguto

Giornalista pubblicista dal 2013. Laureata in Filosofia e scienze della comunicazione e della conoscenza all'Università della Calabria. Dal 2006 al 2008 lavora come stagista nella redazione di Legnano de Il Giorno. In Calabria lavora con testate regionali di carta stampata e televisive.

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