Pubblichiamo alcuni stralci della requisitoria del PM Eugenio Facciolla nell’ambito del processo Tela del ragno. Parte 3: “L’Ospedale di Cetraro non si allinea all’Asp”.
PAOLA – (…) I processi non ci risolvono il problema della mafia e della criminalità, non è il processo a tal dei tali o alla cosca tal dei tali che risolve il problema della criminalità organizzata.
È la coscienza di chi rappresenta la società civile, le istituzioni di uno Stato civile degno di questo nome, è la coscienza. Perché non è possibile che quando Pietro Iuliano, Pietro riferisce… Leggiamoli i verbali di Iuliano, presidente. Vi prego di rubare quanto più tempo possibile nella camera di consiglio a rileggere anche più volte gli stessi atti, perché io l’ho fatto.
Io ho scritto quei verbali, ero presente e quando dovevo dire alle persone… Iuliano era sfiduciato, perché è da anni che all’azienda sanitaria di Paola assiste allo sfacelo totale. E sa che cosa ci ha detto all’inizio? “Io vi dico tutto quello che volete, ma non verbalizzerò nulla”.
È vero, maresciallo Sorrenti? È vero o no? “Io non vi firmerò nulla, perché mi fanno fuori domani mattina”, non la mafia, non la mafia, “mi fa fuori l’istituzione”.
Perché l’ospedale di Paola si è allineato ai nuovi criteri dettati dal direttore sanitario, dal direttore generale, l’ospedale di Cetraro no.
Presidente, le dice Iuliano queste cose. E perché Cetraro non si è allineato? Perché nessuno controlla, perché la spesa, i criteri di spesa… sono stati fatti i report, io vado a digitare: “Serve un condizionatore all’ospedale di Paola”. Cosenza vede se c’è la disponibilità economica, autorizza. E Cetraro? Eh, Cetraro invece compra, autorizza, fanno gli interventi e poi mandano a Cosenza. E perché Cetraro sì e Paola no? Leggiamole queste carte (3 – continua)
Infopinione Informazione locale e opinione del Tirreno cosentino e della Valle del Noce
