PAOLA – Respingono le accuse Nella Serpa e Gennaro Ditto.

Entrambi si sono dichiarati estranei a tutte le contestazioni. I due imputati del processo Tela del ragno parlano in videoconferenza. Il processo volge ormai a termine e ieri è stato il turno delle dichiarazioni spontanee degli imputati e delle arringhe degli avvocati della difesa tra cui quelle di Sabrina Mannarino e Giuseppe Bruno.
Nella Serpa, “‘a bionda”, parla per circa un ora e mezza, è il presunto reggente della cosca. Racconta la sua vita segnata da problemi di depressione, problemi accentuati dal suo ritorno a Paola nel ‘95 ed ultimamente dalla morte del figlio.
Ma Nella (oggi al 41bis per aver cercato di far uscire una lettera dal carcere destinata ai suoi familiari) ha raccontato anche delle condizioni definite “disumane” della sua detenzione.
Ha quindi sconfessato le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Ulisse Serpa che individua “come unico responsabile e capo del clan”, nonché “un accusatore di circostanza”.
Non cambia la musica con Gennaro Ditto, che ha sconfessato la presunta mafiosità della sua famiglia e le dichiarazioni del pentito Adamo suo principale accusatore nella vicende dell’uccisione di Antonio Maiorano.
Il processo volge ormai a termine e dopo l’udienza di ieri, il 10 marzo replica del pubblico ministero Eugenio Facciola, quindi l’11 eventuali controdeduzioni della difesa e infine la sentenza.
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