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Tela del ragno, la requisitoria di Facciolla (parte 4)


Pubblichiamo alcuni stralci della requisitoria del PM Eugenio Facciolla nell’ambito del processo Tela del ragno. Parte 4: “Dal sogno del tessile alle estorsioni. Un territorio depredato”.


PAOLA – “Abbiamo oggi una situazione di totale indifferenza rispetto a quello che è l’ordine costituito in una collettività. E, allora, parliamo di fatti che hanno riguardato un comprensorio di quasi 150mila abitanti se noi consideriamo tra Cosenza e tutto l’iter, tutto l’hinterland cosentino, quello che riguarda la costa tirrenica (…). Dobbiamo anche renderci conto per che cosa si compete, per che cosa si uccide, per che cosa non si esita a commettere reati così efferati. È un territorio che una volta aveva una sua prospettiva anche futura, il famoso tessile dell’Alto Tirreno Cosentino, da Cetraro in su (…). Parliamo di una realtà che un tempo aveva prospettive, offriva prospettive di un certo tipo, anche di guadagni economici per la criminalità organizzata.

Questo è un tribunale che ha celebrato, recentemente, il processo Marlane, ma ancora prima c’è stato il processo a quello che fu la tessile di Cetraro, c’è una storia di saccheggi, di ruberie fatte da ditte che calavano dal Nord nel territorio, approfittando dei benefici delle leggi 488, i contributi, finanziamenti all’industria, alle zone depresse, eccetera, eccetera, per rubare e per saccheggiare, depredare il nostro territorio, sempre con l’indifferenza di una classe politica che, sì e no, si interessava di queste vicende in occasione di competizioni elettorali.

E non solo, se noi pensiamo che davanti a questo contesto così drammatico dal punto di vista economico le attività che, poi, sul territorio ci sono, quali sono, che cosa esprime il territorio di Paola, qualche attività commerciale, piccola attività commerciale, qualche impresa che si occupa di lavori, di forniture e abbiamo visto, ne parleremo, l’impresa di Leddi Silvestri, abbiamo visto altri imprenditori che hanno smentito, hanno negato quello che avevano dichiarato nel corso delle indagini.

Perché? Perché sono taglieggiate, erano taglieggiate all’epoca e sono taglieggiate tutt’ora. Altre situazioni di ben più ampio respiro quelli che erano gli appalti, così come raccontano i fratelli Serpa, a loro interessava, soprattutto, che non venissero toccati gli appalti, perché gli appalti producevano denaro, producevano cospicue somme di denaro da potere gestire. E la vicenda ultima, se vogliamo, in ordine di tempo che è stato possibile ricostruire in questa indagine, la vicenda è la “Bollita”, l’estorsione per i lavori di ristrutturazione della stazione ferroviaria di Paola”. (4 – continua)

TELA DEL RAGNO


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