Ennesima grana giudiziaria per Francesco Rovito ex amministratore della società Alto Tirreno cosentino. Già sentito dal Gup, ha risposto a tutte le domande. È accusato di truffa ed evasione.

SCALEA – È Francesco Rovito l’imprenditore arrestato lo scorso 17 marzo dalla guardia di finanza con l’accusa di truffa ed evasione fiscale.
Si tratta dell’imprenditore operante nel settore dei rifiuti in provincia di Cosenza già noto alle cronache per aver amministrato la società Alto Tirreno cosentino che, prima del suo fallimento, ha gestito la raccolta dei rifiuti in molti comuni del territorio omonimo.
Già nella giornata di ieri Rovito è stato sentito dal Giudice per le udienze preliminari del tribunale di Paola. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Rovito ha risposto alle domande poste e ha consegnato documenti relativi all’ottenimento di fondi regionali al centro dell’inchiesta delle fiamme gialle di Scalea.
Secondo l’accusa, l’imprenditore cosentino avrebbe ottenuto illecitamente un finanziamento pubblico di oltre 900mila euro finalizzato all’incremento occupazionale. Ma secondo la finanza quei soldi sarebbero stati utilizzati per altri scopi. Avrebbe inoltre evaso imposte per 13 milioni di euro grazie alla creazione ad hoc di società, tutte a lui stesso riconducibili, e al sistema del credito d’imposta.
La guardia di finanza su disposizione del Gip di Paola ha anche sequestrato beni per 4 milioni di euro: fabbricati, terreni, conti correnti, quote societarie ed oltre 20 automezzi.
Il legale di Rovito ha chiesto la revoca della custodia cautelare.

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