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Sentenza Marlane, i motivi dell’appello


GS_inside_arPAOLA – Il ricorso in appello dei PM di Paola contro la sentenza del processo Marlane è un duro attacco ai giudici che, nel primo grado, hanno assolto gli imputati a vario titolo per le morti per tumore di operai della fabbrica tessile di Praia a Mare del gruppo Marzotto e disastro ambientale nei terreni circostanti l’ex area industriale.

Una sentenza viziata nelle motivazioni”, scrivono i magistrati in un documento di circa 60 pagine, che ha dichiarato insufficienti le prove per i reati contestati. Eppure per la Procura di Paola sarebbero gravi le omissioni del collegio giudicante che nell’esprimere il suo giudizio non avrebbe tenuto conto della gran mole probatoria emersa nel dibattimento.

Non sarebbero state prese in considerazione, ad esempio, molte evidenze emerse dalle consulenze tecniche prodotte dalle parti nonché dalla perizia ambientale commissionata dallo stesso tribunale ad un pool di esperti.

Inoltre, secondo i PM, la sentenza ha tenuto conto di quanto riferito in aula da alcuni testimoni ritenuti poco attendibili per avere rapporti di tipo economico o fiduciario con i soggetti citati come responsabili civili.

Di contro – accusano i magistrati paolani – sono state cancellate con un colpo di spugna le molte testimonianze di ex operai o dei loro familiari, perché contestualmente anche parti civili e “dunque – secondo i giudici – non attendibili perché portatori di un interesse economico personale”.

Il procuratore capo Bruno Giordano e i PM Camodeca e Gambassi, nell’impugnare la sentenza di primo grado, hanno chiesto alla Corte di Appello di Catanzaro di condannare gli imputati Storer, Favrin, De Jaegher, Lomonaco, Rausse, Bosetti, Benincasa, Cristallino, Ferrari, Priori e Marzotto per i reati ad essi rispettivamente ascritti a pene che saranno richieste dai Pm nell’eventuale secondo grado di giudizio.

È stato inoltre chiesto di rinnovare la perizia già disposta dal tribunale di primo grado.

Infine, i PM chiedono di annullare l’ordinanza pronunciata dal collegio giudicante nell’udienza del 19 settembre 2014 con la quale è stata rigettata la loro richiesta di modifica del capo di imputazione delle lesioni colpose, relativo ad alcuni ex operai, in omicidio colposo.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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