Home / CRONACA / Sentenza Marlane, Tortora si appella e batte cassa

Sentenza Marlane, Tortora si appella e batte cassa


GS_inside_arTORTORA – Circa 20 milioni di euro più almeno altri sette per la bonifica dei terreni Marlane. Sono in sintesi le richieste avanzate alla Corte d’appello dal Comune di Tortora che ha impugnato la sentenza di primo grado del processo Marlane.

francesco barbir barbiere taglio capelli santa maria del cedro calabria colore acconciature barba

Nel documento redatto dall’avvocato Lucio Conte per presentare appello ai soli effetti civili viene chiesta la condanna degli imputati assolti in primo grado dai reati di cooperazione nel delitto colposo, omicidio colposo, lesioni personali colpose, rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro in concorso, disastro ambientale e attività di gestione di rifiuti non autorizzata.

Viene dunque chiesto che gli imputati, proprietà Marzotto e dirigenti dello stabilimento, e i responsabili civili, Eni e Marzotto, vengano condannati al risarcimento dei danni provocati al Comune di Tortora, esattamente 19milioni 630mila euro, oltre a una cifra da quantificare per la bonifica dei terreni Marlane. A questo scopo è stata chiesta la provvisionale di 7milioni di euro.

Chiesto infine il pagamento delle spese legali del primo grado di giudizio e dell’eventuale secondo.

Come alcuni giorni prima i PM della Procura della Repubblica di Paola, anche l’appello del Comune di Tortora, in causa come parte civile, attacca la sentenza redatta dal collegio giudicante che viene definita “illogica, contraddittoria, carente di motivazione ed altresì, fondata su ragionamento logico-giuridico erroneo, apodittico, con travisamento della prova e omessa indicazione e valutazione di gran parte degli elementi probatori emersi dall’istruttoria dibattimentale”.

Anche per l’avvocato Conte i giudici hanno omesso fatti emersi nel dibattimento e che per l’accusa costituiscono prove inoppugnabili delle condotte illecite.

Ciò, in particolare, con riferimento alle morti bianche degli operai e all’inquinamento dell’ambiente. In entrambi i casi i togati di Paola avrebbero travisato le prove emerse nel corso del dibattimento sia dalle testimonianze che dalle perizie dei consulenti tecnici di parte. Compresi, ovviamente, quelli del tribunale stesso.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

Check Also

Personale positivo ma in servizio? Sindaco sporge querela

Il particolare nello sfogo del dipendente di una Rsa in quarantena obbligatoria dopo il primo …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Materiale protetto da copyright