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Tortora, dalle contrade montane un’acqua oligominerale


GS_inside_arTORTORA – Dalle sorgenti di Malazza sgorga un’acqua oligominerale con valori prossimi a quelle più note oggi in commercio.

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Lo riferisce il geologo Francesco Marsiglia che, nei mesi scorsi, aveva lanciato con Raffaele Papa la proposta di compiere studi per pervenire a progetti di sfruttamento di questa importante risorsa allo scopo di incentivare lo sviluppo e l’occupazione locale.

“Un’eventuale attività di imbottigliamento – commenta Marsiglia – potrebbe coinvolgere il pubblico o il privato o, perché no, entrambi in maniera sinergica. In quella zona infatti ci sono terreni sulla falda che sono di proprietà tanto di privati quanto del comune. Si potrebbe inoltre avviare un discorso con le grandi marche oggi in commercio. Quel che è importante da capire è che l’acqua è un bene dello Stato e un suo eventuale sfruttamento necessiterebbe di un parere fornito, nel nostro caso, dalla Regione Calabria, per ottenere una concessione mineraria dietro la corresponsione di un contributo annuo”.

La conferma della bontà dell’acqua delle contrade montane tortoresi sarebbe giunta da analisi specializzate commissionate ad un laboratorio privato dai promotori dell’idea.

“Le abbiamo comparate con una delle marche più note e consumate in Italia – aggiunge il geologo – e i risultati sono sorprendenti. Solo alcuni valori – precisa Marsiglia – sono molto inferiori ma ciò dipende dalla conformazione delle rocce. Per il resto – ha concluso – i valori sono quelli di una buona acqua oligominerale”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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7 comments

  1. Sarebbe un’ottima cosa se venisse imbottigliata e commercializzata, porterebbe sicuramente un riscontro economico per Tortora e i suoi cittadini, da sempre ci rechiamo nelle nostre montagne a prendere l’acqua anziché comprarla, abbiamo un’ottima acqua, ora che i risultati di analisi lo confermano sarebbe ora di valorizzare con i fatti e non solo con le solite parole il patrimonio naturalistico montano che abbiamo

    • Vado io OT per una comunicazione a Ciccio. Grazie per i tuoi commenti. Costanti, interessanti e sempre posti nella giusta maniera. Un tempo la principale funzione di questo sito era raccogliere opinioni. Da questo punto di vista, facebook ci ha tolto molto. Perciò grazie a te e a tutti gli altri user che ancora trovano due minuti per dire la loro su queste pagine.

  2. L’importante che non si segua l’esempio del comune di Gualdo Tadino con l’acqua Rocchetta.

  3. Direttore la ringrazio, il suo blog è uno dei primi “quotidiani” se non il primo che leggo la mattina nella mia personale rassegna stampa, il suo è un servizio pubblico che offre a noi cittadini con passione, dedizione, e professionalità. Mi scuso per essere andato OT ma era doveroso ringraziarla.

  4. Rispondo un po in ritardo ma voglio dire la mia, l’idea è molto buona ma sarebbe di primaria importanza mettere dei paletti con la ditta che verrebbe a prendersi l’acqua:
    – Rimanere un rubinetto pubblico per cittadini e turisti.
    – Assunzione dei giovani tortoresi per bloccare il grande flusso migratorio.
    – Garanzia sugli anni di apertura onde evitare i soliti eco mostri.
    – Prevedere un fondo per l’eventuale smaltimento delle strutture una volta dismesso l’imbottigliamento.

  5. Sono d’accordo con Giuseppe

  6. Chiedete a chi amministrava 10 anni fa dell’acqua “Enotria”. Che Tortora sia ricca di sorgenti non lo si scopre adesso, ma se poi con tanto di nome sopra non si aiuta, non si incentiva e quant’altro ragazzi giovanissimi ma dalla vista e la voglia lunga….questa è un’altra storia.
    Tortora è il paese della “pinnacola”.

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