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Ss 18, tra tir e disagi


GS_inside_arTORTORA – L’ordinanza del prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao per l’interdizione al traffico dei mezzi pesanti sulla Ss18 dovrebbe servire a portare alla normalità il traffico sulla principale arteria del Tirreno cosentino.

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Ma solo in teoria, perché nella pratica non è certo che risolverà i problemi generati dalla chiusura del Viadotto Italia sulla A3, dallo scorso due marzo, per il crollo di una campata.

Sta di fatto che il prefetto cosentino, da lunedì 15 giugno, ha obbligato i mezzi pesanti a compiere un percorso alternativo per baypassare il tratto dell’A3 chiuso tra Laino e Mormanno. Tomao ha però annunciato che, probabilmente, i lavori sull’autostrada inizieranno a fine luglio.

Per la gioia degli autotrasportatori, dunque, camion e tir in direzione Sud sono costretti a lasciare l’autostrada a Lauria Nord e procedere sulla statale 653 della Valle del Sinni, meglio conosciuta come Sinnica, e proseguire sulla 106 Jonica per riprendere l’A3 allo svincolo di Tarsia Nord. Percorso contrario per i mezzi diretti a Nord.

Una deviazione già nota. Finora, questa alternativa è stata usata come percorso consigliato per alleggerire il traffico autostradale.

Una soluzione che lascia comunque aperti una serie di interrogativi. Basterà a non scoraggiare i turisti intenzionati a trascorrere le vacanze sulla Riviera dei Cedri? Servirà davvero a riportare alla normalità il traffico sulla Ss18? Ridurrà i disagi per gli automobilisti e i residenti? Non dimentichiamo che in alcuni tratti la statale 18 attraversa centri abitati, come nel caso di Scalea, Santa Maria del Cedro, Cetraro, solo per citare qualcuno dei paesi più penalizzati. Inoltre, da mesi, si discute dei danni al turismo e all’economia locale dettati da questa emergenza.

E poi la sicurezza stradale. Impossibile non notare che gli incidenti sono aumentati, sia per il traffico che per le eccessive imprudenze di automobilisti che, stanchi delle code, azzardano sorpassi. E ad esser realistici, non si può nemmeno tanto contare sul lavoro della polizia stradale, ancor meno di quella municipale. Ma non per incapacità. Quanti agenti servirebbero per controllare tutti i mezzi che invece continueranno a percorre la Ss18? Perché ora occorre che l’ordinanza del prefetto venga rispettata.

“Ma – hanno garantito – la situazione tornerà alla normalità”.

E bisognerebbe anche smetterla di prendersela con gli autotrasportatori che, forse, sono coloro che più subiscono gli effetti della chiusura dell’A3. Persone che fanno questo per mestiere e sono costrette a percorrere chilometri in più, o a riposarsi sulle piste ciclabili perché la Ss18 è priva di aree di sosta adeguate.

Ed è facile pensare, tra tutti questi interrogativi, che ci sarà pure qualcuno a cui questa situazione potrebbe giovare.


About Pierina Ferraguto

Giornalista pubblicista dal 2013. Laureata in Filosofia e scienze della comunicazione e della conoscenza all'Università della Calabria. Dal 2006 al 2008 lavora come stagista nella redazione di Legnano de Il Giorno. In Calabria lavora con testate regionali di carta stampata e televisive.

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