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Paola, falsi tirocini per avvocati: richiesto il rinvio a giudizio


inside_pino_eco_PICCOLAPAOLA – Studio legale e falsi tirocini, la Procura vuole il processo.


Il pubblico ministero Linda Gambassi ha fatto richiesta al Gip di rinvio a giudizio per le 20 persone indagate in un presunto caso di falsificazione dei libretti di tirocinio dei praticanti di uno studio legale di Paola.

L’udienza preliminare si terrà a novembre. Gli avvocati Monica Ramundo e Giuseppe Bruno in difesa del legale indagato, avevano invece chiesto l’archiviazione dell’indagine aperta dalla polizia giudiziaria della Procura.

“La materia che riguarda i rapporti inerenti i libretti di tirocinio è di competenza del consiglio dell’ordine degli avvocati e non del giudice” scrivevano Bruno e Ramundo, che aggiungevano come: “il cosiddetto libretto di pratica sul quale i praticanti legali avvocati segnano le udienze seguite è stato istituito con decreto del presidente della Repubblica il 10 aprile 1990 recante regolamento relativo alla pratica forense per l’ammissione all’esame di avvocato ove si precisa che la pratica forense viene svolta sotto il preciso controllo del consiglio dell’ordine di appartenenza”.

I due legali pertanto fanno presente alla procura di Paola a difesa del collega le competenze del Cnf tra i quali l’adozione di regolamenti interni per il proprio funzionamento e ove occorra quello degli organi circondariali.

Quindi si spiega che: “esercita funzione giurisdizionale secondo le previsioni di cui agli articoli da 59 a 65 del Reggio decreto 22 gennaio 1934 n. 37”. Si fa quindi presente anche che è il codice deontologico forense che regola i rapporti tra avvocato e praticanti. E quindi i punti inerenti la questione: “l’avvocato deve attestare la veridicità delle annotazioni contenute nel libretto di pratica solo in seguito ad un adeguato controllo (…). La violazione dei doveri comporta l’applicazione della sanzione disciplinare dell’avvertimento”.

Non l’ha pensata però allo stesso modo la Procura di Paola. Secondo le indagini i praticanti avrebbero attestato di aver partecipato a udienze senza però esservi in alcune circostanze presenti. Molti dei tirocinanti sono residenti in Toscana ed in particolare nella provincia di Massa Carrara. Dei 19 praticanti qualcuno di loro aveva già terminato il tirocinio (18 mesi) mentre altri erano ancora in “servizio” presso lo studio legale. L’illecito potrebbe anche compromettere l’abilitazione forense se saranno confermate in fase di eventuale processo le risultanze investigative.

 


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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